Effetto conti sul lusso: a Parigi tonfo per Kering e Hermes
- 15 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il comparto del lusso è tornato sotto pressione sui principali listini europei, con un deciso peggioramento delle quotazioni. L’indice Euro Stoxx del settore ha segnato una flessione intorno al 4,3%, mentre a Milano il FTSE MIB è rimasto sostanzialmente piatto e le vendite hanno colpito titoli come Moncler e Brunello Cucinelli.
Sul mercato internazionale si sono registrati ribassi anche per Hugo Boss a Francoforte e per Burberry a Londra. Tuttavia, le perdite più consistenti hanno riguardato società francesi: sul CAC 40 Kering e Hermès hanno subito cali molto pronunciati dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre.
Risultati e reazione del mercato per Kering
Kering ha comunicato un fatturato nei primi tre mesi dell’anno pari a 3,56 miliardi di euro, in calo del 6% a cambi correnti e sostanzialmente stabile a parità di strutture rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il marchio Gucci ha registrato ricavi per 1,35 miliardi di euro nel trimestre, con un decremento del 14% a cambi correnti e dell’8% a perimetro costante.
Kering ha osservato:
“In un contesto geopolitico e macroeconomico che rimane incerto, il gruppo punta sull’agilità e sulla rigorosa esecuzione, dotando ciascuna delle sue maison di una strategia di brand più strutturata e sostenibile, nonché del supporto operativo essenziale per accelerarne lo sviluppo. Nel 2026, Kering proseguirà il suo percorso di miglioramento con l’obiettivo di tornare a crescere e migliorare i margini.”
Dal punto di vista geografico, il fatturato retail della regione del Medio Oriente è diminuito dell’11% nel trimestre, dopo un avvio d’anno positivo nei primi due mesi, risentendo a partire dalla fine di febbraio dell’impatto del conflitto regionale, definito dal gruppo un elemento di preoccupazione per l’andamento commerciale.
Gli analisti di Jp Morgan hanno ribadito un giudizio Sell sul titolo, confermando il prezzo obiettivo a 235 euro e sottolineando come la domanda osservata in Nord America per i prodotti Gucci appaia più probabile come segnale comune a tutto il settore del lusso che come una ripresa specifica del marchio.
Citi ha spiegato:
“Nonostante la guidance sia stata confermata, la tempistica per un rilancio di Gucci resta incerta e probabilmente graduale, in un contesto macroeconomico difficile e di persistenti tensioni geopolitiche.”
Bernstein ha mantenuto un giudizio Neutral, aggiornando il prezzo obiettivo a 235 euro, in linea con una visione prudente sull’evoluzione delle vendite e dei margini nel breve termine.
La trimestrale di Hermès e gli effetti geopolitici
Hermès ha riportato ricavi per 4,07 miliardi di euro nel primo trimestre, in calo dell’1,4% rispetto all’anno precedente. L’andamento è stato influenzato negativamente dall’effetto cambi, stimato in circa -290 milioni di euro; a tassi di cambio costanti il fatturato avrebbe segnato un incremento intorno al 5,6%.
Dal punto di vista geografico, la contrazione delle vendite è stata più marcata in Asia (-4,5% complessivo, con -3,9% in Giappone e -4,6% in Asia-Pacifico) e in Francia (-2,8%), mentre per prodotti il calo ha riguardato soprattutto il segmento Accessori, il Ready-to-wear e gli orologi.
Analisti e operatori sul mercato hanno sottolineato come la performance sia risultata inferiore alle attese anche a causa dell’impatto del conflitto con l’Iran sui consumi, in particolare nella regione del Medio Oriente e in Francia, dove il calo dei flussi turistici ha ridotto gli acquisti di beni di fascia alta. Nel periodo la regione che include il Medio Oriente ha registrato una diminuzione delle vendite del 5,9%.
Eric du Halgouet ha affermato:
“I negozi Hermès in Francia, Svizzera e Regno Unito hanno registrato un minor afflusso di clienti provenienti dal Medio Oriente.”
Secondo gli osservatori il primo trimestre di Hermès ricorda l’andamento del 2025, quando a un inizio d’anno debole è seguita una ripresa sequenziale nei mesi successivi. Il titolo ha accumulato una perdita di circa il 16% da inizio anno.
Citi ha commentato:
“Il profilo del primo trimestre suggerisce un avvio d’anno piuttosto debole, con possibili revisioni al ribasso delle stime di consenso per ricavi ed ebit nel corso dell’anno; nonostante ciò, la società rimane ben posizionata per il 2026.”
Altri titoli e contesto di mercato
Oltre ai gruppi francesi, la giornata ha visto pressioni sui titoli italiani e internazionali del lusso: oltre a Moncler e Brunello Cucinelli, hanno sofferto anche LVMH, Hugo Boss e Burberry. Lo scenario evidenzia come i risultati trimestrali e le tensioni geopolitiche continuino a influenzare la domanda turistica e i flussi di spesa, elementi centrali per il comparto.
Nel complesso, gli sviluppi recenti sottolineano la sensibilità del settore del lusso a fattori esogeni come i cambi, le crisi geopolitiche e l’andamento del turismo internazionale, aspetti che le maison e gli investitori monitorano con attenzione in vista dei prossimi appuntamenti finanziari e delle presentazioni strategiche, tra cui il Capital Market Day di alcuni gruppi.