Conte chiede primarie aperte anche ai non iscritti, Schlein avverte: no ai dibattiti politicisti

Giuseppe Conte e Elly Schlein hanno pronunciato interventi pubblici in contemporanea: il primo durante la presentazione del suo libro Una nuova primavera, la seconda durante la Direzione del Partito Democratico. Le dichiarazioni si sono concentrate sulle modalità di selezione dei candidati e sulle priorità programmatiche per costruire un’intesa nel campo progressista.

Giuseppe Conte ha detto:

“Per le primarie stabiliremo le regole, saranno primarie aperte, non del Movimento 5 Stelle, del Partito Democratico e di Avs. Non devono essere primarie di partito, devono essere primarie che consentono a tutti di poter, condividendo un programma che si sa già, partecipare liberamente, e anche se non si è iscritto. Ma ne parleremo.”

La proposta di primarie aperte intende coinvolgere un elettorato più ampio rispetto agli iscritti ai singoli partiti e favorire una scelta condivisa sui candidati attraverso un programma comune. L’obiettivo dichiarato è evitare che la selezione sia percepita come un meccanismo di partito riservato a pochi iscritti e promuovere invece una più ampia partecipazione democratica.

Elly Schlein ha detto:

“Non c’è miglior programma che attuare la Costituzione. Non dobbiamo fare l’errore di rinchiuderci in dibattiti politicisti respingenti ma dobbiamo occuparci dei problemi concreti delle persone.”

Elly Schlein ha detto:

“Il messaggio è chiaro. Non dobbiamo disperdere quel clima di fiducia e entusiasmo suscitato dalla vittoria del no e dobbiamo fare un passo avanti insieme, perché chi vuole una buona politica che parli con loro e di loro e non di se stesso. Sul percorso per costruire l’alleanza, il programma dell’alleanza progressista, sono certa che ci metteremo d’accordo con gli altri.”

Linee guida e nodi aperti

I passaggi concreti indicati dai due leader comprendono la definizione di regole per le primarie, la costruzione di un programma condiviso e la necessità di non ridurre il dibattito politico a scontri interni. L’indicazione di Conte sulle primarie apre il tema del regolamento operativo: chi potrà votare, come sarà verificata l’identità degli elettori e quale sarà il ruolo delle strutture dei partiti nella fase organizzativa.

Giuseppe Conte ha detto:

“È un automatismo che funziona a destra, mentre nel campo progressista non c’è questa consuetudine.”

Con questa osservazione Conte ha escluso la regola per cui il partito che ottiene più voti all’interno di un’alleanza acquisisca automaticamente la leadership e la figura del premier. La questione tocca assetti interni ed equilibri politici: stabilire come venga scelta la guida esecutiva incide sulla coesione dell’alleanza e sulla sua capacità di attrarre consensi.

Implicazioni politiche e organizzative

L’apertura sulle modalità di selezione dei candidati è parte di un più ampio processo di costruzione dell’alleanza progressista. Il confronto tra M5S e Partito Democratico dovrà tradursi in un calendario operativo, in modalità di partecipazione pubblica e in strumenti di verifica del programma comune. Sarà importante anche chiarire il ruolo di eventuali altri soggetti politici e della società civile coinvolti nel progetto.

Dal punto di vista istituzionale, la definizione delle regole delle primarie e della leadership condizionerà la percezione dell’alleanza da parte degli elettori e la sua credibilità nello spazio politico nazionale. Un processo trasparente e partecipato può rafforzare il radicamento sociale; viceversa, incertezze organizzative rischiano di alimentare sfiducia.

Prossimi passi e calendarizzazione

Nei prossimi giorni le forze interessate dovranno definire tempi e strumenti: la presentazione di statuti e regolamenti, le sedi di consultazione (assemblee nazionali, convegni pubblici, piattaforme digitali) e le modalità di comunicazione verso l’elettorato. La costruzione di un programma condiviso richiederà inoltre tavoli tematici su lavoro, welfare, ambiente e diritti per trasformare linee generali in proposte concrete.

La dichiarata intenzione comune di puntare sulla partecipazione e sull’attuazione della Costituzione rappresenta un punto di riferimento su cui confrontarsi. Resta aperta la partita su come tradurre questa intenzione in strumenti concreti per selezionare candidati e definire la leadership senza ricorrere esclusivamente a logiche di spartizione elettorale.



Author: Tony
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