Bitcoin vicino alla rottura sopra i 75.000$, cresce il rischio di short squeeze

Il Bitcoin (BTC) si sta avvicinando nuovamente alla soglia dei 75.000 dollari, un livello che non riesce a superare con decisione da inizio febbraio, ponendo l’intero mercato delle criptovalute in attesa di una possibile rottura dopo oltre due mesi di trading laterale.

Molti operatori hanno costruito posizioni corte intorno a quel prezzo, puntando su un nuovo rifiuto. Dati di mercato indicano che circa 200 milioni di dollari in short verrebbero liquidati se il BTC spingesse oltre i 75.500 dollari, una dinamica che potrebbe accelerare qualsiasi mossa rialzista.

Il sentimento macroeconomico però sta migliorando: i titoli statunitensi hanno registrato una ripresa lunedì, con l’indice S&P 500 che ha chiuso al livello più alto da prima dell’escalation del conflitto in Medio Oriente, dopo segnali politici di possibile distensione.

Donald Trump ha lasciato intendere disponibilità a trattare con Tehran, un elemento che ha contribuito a ridurre temporaneamente l’avversione al rischio e a sostenere gli indici azionari.

Anche i metalli preziosi hanno mostrato un recupero: il argento è salito di circa il 2,9% nelle ultime ore, mentre il oro ha segnato un aumento intorno allo 0,7%.

Posizioni e open interest nei derivati

Il notional open interest (OI) nei futures su criptovalute è salito fino a circa 126 miliardi di dollari, il livello più alto da fine gennaio. Questo aumento riflette un’accresciuta esposizione tramite derivati e una maggiore partecipazione al mercato dei future.

Per quanto riguarda l’Ether (ETH), l’OI è salito fino a circa 14,99 milioni di ETH (pari a circa 35,8 miliardi di dollari), il massimo da luglio. La crescita sembra guidata da una domanda di scommesse rialziste, come suggerisce la CVD cumulata a 24 ore, che risulta positiva, segnalando predominanza degli acquisti aggressivi.

Anche le posizioni sul Bitcoin hanno raggiunto un livello record, con un’OI stimata intorno a 767.000 BTC. La combinazione di CVD positivo e funding rate positive indica una posizione complessivamente orientata al rialzo tra i partecipanti.

Alcune monete alternative come ZEC, SOL e HYPE mostrano pattern tecnici favorevoli. È importante notare che, sebbene i funding rate siano positivi per la maggior parte dei token, non risultano eccessivamente elevati: questo rappresenta una condizione favorevole per una progressione graduale dei prezzi senza sovrariscaldamento immediato.

Volatilità implicita e rischi di divergenza

I principali indici di volatilità implicita a 30 giorni per Bitcoin e Ether, noti come BVIV e EVIV, hanno interrotto la discesa osservata nei giorni scorsi. Fino a poco tempo fa la salita dei prezzi spot era accompagnata da una diminuzione della volatilità implicita; ora questa dinamica si è stabilizzata, e se la divergenza tra prezzo e volatilità dovesse persistere potrebbe sorgere qualche dubbio sulla sostenibilità del rally.

Gamma dei market maker e opzioni

I dati sulle opzioni indicano che la posizione di dealer gamma risulta fortemente negativa intorno ai 75.000 dollari. In pratica, se il BTC dovesse superare quella soglia in modo deciso, i market maker potrebbero essere costretti ad acquistare per coprire l’esposizione e riportare la loro posizione verso l’equilibrio, accelerando così il movimento rialzista.

Allo stesso modo, un’inversione dei prezzi a partire da quel livello potrebbe indurre i dealer a vendere per limitare le perdite, amplificando la discesa. Le opzioni di tipo put sul Bitcoin risultano più costose rispetto alle call su vari orizzonti temporali, come evidenziato dalle misure di risk reversal.

Nel caso dell’Ether lo scenario è più sfaccettato: sui contratti a scadenze ravvicinate la preferenza si è spostata verso le call, segnale di un sentiment più rialzista nel breve periodo, mentre sulle scadenze più lunghe permangono segnali di copertura al ribasso tramite put.

Token, altcoin e possibili rotazioni di capitale

Per questa fase di possibile breakout la scena rimane focalizzata sul Bitcoin, mentre il mercato delle altcoin mostra una performance più fiacca. Indici ponderati verso la dominance di BTC hanno registrato guadagni limitati, suggerendo che il capitale resta concentrato sulla prima criptovaluta.

Negli ultimi giorni l’Ether (ETH) ha guadagnato circa lo 0,7%, sovraperformando alcuni principali concorrenti come XRP e SOL, che segnano leggere flessioni, mentre ADA ha perso circa il 2,2% nell’ultima sessione.

I memecoin come BONK, FLOKI e WIF si sono raffreddati dopo un rally settoriale, registrando perdite comprese tra il 2,4% e il 3% dall’inizio della giornata, mentre token specifici come ENA hanno sperimentato movimenti più violenti: +5,6% nelle 24 ore, con successiva riduzione di circa il 4% durante le ore asiatiche ed europee.

Se il Bitcoin riuscirà a rompere stabilmente la barriera dei 75.000 dollari e a consolidare i guadagni, è probabile che nuovo capitale si sposti verso asset più speculativi all’interno dell’ecosistema crypto, alimentando rotazioni verso le altcoin. Tuttavia, la presenza di posizioni corte significative e di segnali contrastanti nella volatilità e nelle opzioni sottolinea la necessità di una gestione prudente del rischio.

In sintesi, il mercato rimane in equilibrio tra potenziale accelerazione rialzista — favorita da liquidazioni di short e acquisti di copertura — e il rischio di un rifiuto tecnico che potrebbe innescare vendite amplificate da posizioni di hedging. Per gli operatori istituzionali e retail sarà cruciale monitorare i livelli chiave di prezzo, i funding rate e gli indicatori di volatilità per calibrare esposizioni e protezioni.