Bitcoin rimbalza lievemente dopo il tonfo del weekend

La discesa iniziata sabato sera, dopo che J.D. Vance ha lasciato il Pakistan senza aver ottenuto un accordo volto alla pace con il Iran, si è per ora parzialmente invertita.

Dopo essersi attestato a un minimo di circa $70.500 domenica, il prezzo di Bitcoin è risalito fino a circa $72.100 nelle prime ore di contrattazione dei mercati del Stati Uniti lunedì mattina, sostenuto da notizie secondo cui il Iran starebbe valutando la rinuncia all’uranio arricchito come concessione per porre fine al conflitto.

Movimenti di mercato

Il recupero ha contribuito anche alla ripresa dei mercati azionari statunitensi: il Nasdaq, che aveva accusato perdite superiori all’1% in avvio, è ora in territorio positivo di circa lo 0,3%.

Nel segmento delle criptovalute, il settore ha mostrato segnali di forza: emittenti di stablecoin e piattaforme di scambio hanno registrato rialzi, con Circle in testa e società esposte a Bitcoin che hanno beneficiato della maggiore propensione al rischio.

Fattori geopolitici

Tra i fattori che hanno influenzato i mercati vi sono le tensioni regionali nel Golfo e segnali misti sulle trattative diplomatiche. È stato segnalato che la prevista interdizione dello Stretto di Hormuz, annunciata dagli Stati coinvolti, sarebbe entrata in vigore alle 10:00 ET.

Islamic Republic of Iran Broadcasting ha riportato la posizione delle forze armate iraniane e della Guardia Rivoluzionaria:

“La sicurezza nel Golfo Persico e nel Mare d’Oman è o per tutti o per NESSUNO. NESSUN porto nella regione sarà al sicuro.”

Notizie su possibili concessioni da parte del Iran relative al programma di arricchimento dell’uranio hanno alimentato aspettative di una de-escalation, condizionando positivamente il sentimento di mercato. Tuttavia, la situazione rimane incerta e dipenderà dall’evoluzione dei negoziati diplomatici e dalle dichiarazioni ufficiali delle parti coinvolte.

Impatto sui titoli legati alle criptovalute

I titoli legati al mondo crypto hanno sovraperformato: l’emittente di stablecoin Circle ha segnato un rialzo significativo, mentre piattaforme di scambio come Coinbase e società con forte esposizione a Bitcoin hanno registrato incrementi moderati.

Queste variazioni riflettono sia la sensibilità del settore alle notizie geopolitiche sia la reattività degli investitori a movimenti di prezzo nel breve termine. Rimane elevata la volatilità, caratteristica tipica degli asset digitali in fasi di incertezza globale.

Analisi tecnica e scenari

Bitcoin è entrato in una fase di consolidamento che dura da 67 giorni, calcolata dal minimo locale del 5 febbraio attorno a $60.000. Tale periodo è molto simile ai 68 giorni di consolidamento osservati tra il 21 novembre e il 28 gennaio, prima del brusco calo che portò il prezzo da circa $90.000 a $60.000 in una settimana.

Gli analisti tecnici avvertono che la storia del prezzo non implica certezze future, ma segnaliamo il rischio di un possibile test della media mobile a 200 settimane, situata approssimativamente intorno ai $60.000, qualora il sentiment peggiorasse nuovamente.

In prospettiva, la direzione dei mercati dipenderà dall’equilibrio tra sviluppi geopolitici, decisioni politiche e la domanda istituzionale di asset digitali. Gli investitori sono invitati a valutare la propria esposizione considerando la volatilità e i potenziali scenari macroeconomici.