Le ricadute della guerra in Iran complicheranno il resto del 2026 per i mercati degli asset, avverte un analista
- 13 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La recente ripresa del Bitcoin (BTC) è considerata fragile mentre il mercato delle criptovalute affronta venti contrari di natura geopolitica e macroeconomica legati al conflitto in Medio Oriente.
Nic Puckrin, analista di mercato crypto e fondatore di un noto media del settore, ha osservato che gli effetti della guerra continueranno a influenzare i mercati nei prossimi trimestri.
Nic Puckrin ha detto:
“Anche se il conflitto terminasse oggi, le sue ripercussioni probabilmente caratterizzeranno il 2026 e saranno la narrazione dominante per il secondo trimestre. Non mi aspetto un taglio dei tassi prima della fine del terzo trimestre o del quarto, se non addirittura più tardi.”
Condizioni per un nuovo impulso al rialzo
Secondo l’analisi, per vedere una spinta verso quota $90.000 per Bitcoin sarebbero necessari più fattori concomitanti: un cessate il fuoco che riduca le tensioni geopolitiche, un calo strutturale dei prezzi del petrolio verso i $80 al barile e dati economici più deboli del previsto che attenuino i timori di stagflazione. Senza questo insieme di condizioni, la traiettoria rialzista resta incerta.
Se Bitcoin chiudesse la settimana sopra i $71.000, ciò potrebbe segnalare un possibile proseguimento del rialzo, con una resistenza tecnica segnalata intorno ai $74.000; tuttavia, il token continua a scambiare al di sotto della sua media mobile esponenziale a 200 giorni, un indicatore seguito dagli operatori per valutare la forza del trend.
Impatto dell’inflazione e degli shock energetici
I recenti dati sull’indice dei prezzi al consumo pubblicati dall’U.S. Bureau of Labor Statistics hanno mostrato un aumento dell’inflazione dopo lo scoppio del conflitto, rinsaldando i timori che possano saltare le attese circa i tagli dei tassi nel 2026. Un’inflazione più alta di quanto previsto riduce la probabilità di una politica monetaria accomodante, che in passato ha spesso sostenuto i prezzi degli asset rischiosi, incluse le criptovalute.
Tensioni geopolitiche e reazioni di mercato
La ripresa di Bitcoin a inizio aprile ha visto una salita di circa il 5,8%, superando temporaneamente i $73.000, per poi ritirarsi attorno ai $71.000 dopo l’interruzione dei colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran e la conseguente recrudescenza delle tensioni.
Fonti analitiche riferiscono che i negoziati di pace si sono fermati bruscamente, determinando uno scenario estremamente negativo per le prospettive di stabilizzazione della regione e spingendo gli operatori a rivalutare il rischio geopolitico.
Donald Trump ha dichiarato misure dirette a contrastare il finanziamento via mare proveniente dall’Iran, ordinando all’apparato militare di intervenire contro le navi sospette.
“Ho anche ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni imbarcazione in acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà passaggio sicuro in alto mare.”
Tra le aree di maggiore preoccupazione c’è il Stretto di Hormuz, via di transito cruciale per il petrolio globale: qualsiasi interruzione nella navigazione commerciale può tradursi rapidamente in oscillazioni dei prezzi energetici e in un aumento dell’incertezza sui mercati finanziari.
Politica monetaria e prospettive sui tassi
L’organo che definisce la politica monetaria negli Stati Uniti, il Federal Open Market Committee (FOMC), mostra divisioni interne rispetto alla tempistica di eventuali riduzioni dei tassi nel 2026. I verbali dell’ultima riunione evidenziano che alcuni membri non escludono addirittura un aumento dei tassi qualora l’inflazione resti persistentemente sopra l’obiettivo del 2%.
Strumenti di mercato indicano una probabilità molto alta — superiore al 98% — che il FOMC mantenga invariato il range obiettivo dei tassi nelle prossime due riunioni programmate, con una probabilità che diminuisce nelle riunioni successive e una possibile chance (intorno a un terzo) per un taglio di 25 punti base verso la fine dell’estate, se le condizioni macro evolveranno nella direzione prevista.
Implicazioni per gli investitori e scenari possibili
Per gli investitori in criptovalute, l’attuale contesto implica una maggiore volatilità e la necessità di monitorare simultaneamente sviluppi geopolitici, andamenti dei prezzi energetici e indicatori macroeconomici chiave. Una combinazione favorevole di de-escalation geopolitica, calo del petrolio e dati economici più tiepidi potrebbe favorire un rally significativo di BTC, mentre il permanere delle tensioni e un’inflazione resistente renderebbero più probabile un prolungato periodo di incertezza.
Al momento della stesura, Bitcoin è scambiato intorno a $71.276: livelli di prezzo e indicatori tecnici dovranno essere osservati con attenzione per valutare la sostenibilità di eventuali movimenti rialzisti.
Questa analisi sintetizza le dinamiche attuali e le possibili traiettorie di mercato; gli operatori sono invitati a integrare queste informazioni con valutazioni di rischio personali e dati aggiornati prima di assumere posizioni finanziarie.