ECB dà via libera al piano che affida all’ESMA la supervisione delle criptovalute
- 13 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Banca centrale europea ha espresso il proprio sostegno alla proposta della Commissione europea di trasferire la vigilanza sulle grandi piattaforme e sulle società crypto sistemiche sotto la competenza dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA).
Contesto della proposta
La consultazione pubblicata dalla Banca centrale europea sostiene che la mossa rappresenterebbe “un passo ambizioso verso una maggiore integrazione dei mercati dei capitali e della vigilanza finanziaria nell’Unione Europea“. Si tratta di un parere non vincolante, ma con un peso politico rilevante rispetto alla riforma che mira a riorganizzare la supervisione dei fornitori di servizi legati agli asset digitali.
La disciplina introdotta con il regolamento MiCA ha stabilito un quadro per l’operatività dei fornitori di servizi di asset cripto (CASP), consentendo ad operatori autorizzati in uno Stato membro di servire l’intero mercato europeo. Tuttavia, questo meccanismo ha favorito l’attrazione di licenze in giurisdizioni più favorevoli, creando rischi di frammentazione e di “forum shopping”.
Esempi pratici e disparità tra giurisdizioni
Negli ultimi anni diverse piattaforme hanno scelto Stati membri diversi per ottenere l’autorizzazione europea: Kraken ha istituito la propria sede europea in Irlanda, Coinbase e Bitstamp hanno preferito il Lussemburgo, mentre Bitpanda ha fatto registrare uffici in Austria e in Germania per alcune attività.
Alcuni Paesi, compresi hub ricercati per le licenze sotto MiCA, hanno espresso resistenze alla proposta, sostenendo che l’attuale quadro normativo è entrato in vigore da poco tempo e che un trasferimento prematuro delle competenze potrebbe creare incertezze.
Motivazioni indicate dalla BCE
La Banca centrale europea ha motivato il proprio sostegno evidenziando come molti istituti bancari stiano sempre più integrando servizi legati agli asset digitali o offrendo servizi a società crypto, fattore che aumenta il rischio di trasmissione di shock dal settore crypto al sistema finanziario tradizionale.
Secondo la BCE, il trasferimento delle funzioni di autorizzazione, monitoraggio e sanzionatorie dai regolatori nazionali all’ESMA favorirebbe la convergenza supervisoria, ridurrebbe la frammentazione e mitigherebbe i rischi transfrontalieri nei mercati degli asset cripto, contribuendo così alla stabilità finanziaria e all’integrità del mercato unico.
Requisiti per ESMA
La BCE sottolinea che, perché l’ESMA possa assumere efficacemente la vigilanza diretta sui CASP con attività rilevanti, è necessario potenziare le sue risorse finanziarie e umane. Senza adeguati organico e finanziamenti, l’autorità europea rischierebbe di non disporre della capacità operativa richiesta per un controllo efficace e tempestivo.
Implicazioni per la stabilità finanziaria
La centralizzazione della vigilanza punta a ridurre il rischio che attività ad elevata interconnessione con il sistema bancario migrino in giurisdizioni con standard meno rigorosi, fenomeno che potrebbe creare vulnerabilità sistemiche. Un regime centralizzato dovrebbe inoltre migliorare la coerenza delle regole applicate e garantire risposte coordinate in caso di crisi.
Prospettive legislative e tempistiche
La proposta dovrà ora essere negoziata tra il legislatore europeo e gli Stati membri: il processo richiederà tempo, con fasi di discussione tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione Europea prima di poter essere approvata e trasformata in quadro operativo.
Nel corso delle trattative saranno affrontati aspetti tecnici rilevanti, come la struttura di governance dell’ESMA, meccanismi di cooperazione con le autorità nazionali competenti (NCAs), procedure di enforcement e criteri per individuare i CASP di rilevanza sistemica.
Considerazioni finali
La posizione della Banca centrale europea rappresenta un elemento di peso nel dibattito sull’architettura regolamentare europea per gli asset digitali, indicando la necessità di bilanciare competitività del mercato, uniformità regolatoria e tutela della stabilità finanziaria. L’esito delle negoziazioni determinerà come verranno distribuite responsabilità e risorse tra le autorità nazionali e quelle europee.