Quanto può salire Bitcoin (BTC) mentre gli etf, il soprapprezzo di Coinbase e le condizioni macroeconomiche diventano più favorevoli

Bitcoin ha registrato una flessione a quota 70.765,02 USD domenica, mentre il ritorno di tensioni geopolitiche è stato alimentato dall’annuncio di JD Vance secondo cui i colloqui di pace sul Iran tenuti in Pakistan non avrebbero prodotto risultati. Al netto del rumore macroeconomico, però, diversi fattori specifici del comparto crypto continuano a segnalare la possibilità di una salita verso i 88.000 USD e oltre, sebbene l’esito dipenda dall’evoluzione del quadro di rischio globale.

Flussi rialzisti e acquisti istituzionali

Sul fronte dei flussi, il sentiment rimane complessivamente costruttivo. MicroStrategy ha comunicato di aver acquistato bitcoin per un valore di circa 330 milioni di USD nell’ultima settimana, portando il totale detenuto a 766.970 BTC. Stime di mercato indicano che attività legate al ticker STRC potrebbero aver contribuito con circa 8.000 bitcoin aggiuntivi nella stessa finestra temporale.

I fondi ETF spot su bitcoin quotati negli Stati Uniti, considerati un indicatore della domanda istituzionale, hanno registrato flussi netti positivi per circa 787 milioni di USD nella settimana più recente, il più consistente afflusso settimanale dallo scorso marzo; nel complesso questi veicoli hanno raccolto quasi 2 miliardi di USD da inizio fase osservata.

Markus Thielen said:

“Non si tratta ancora di flussi massicci in termini assoluti, ma la direzione e la persistenza contano: con MicroStrategy che acquista e gli ETF che assorbono l’offerta, il rischio di ribasso rimane strutturalmente limitato finché questi flussi e il quadro tecnico reggono.”

Secondo l’analista, lo scenario base è ora orientato verso una spinta al rialzo fino a 88.000 USD, alimentata non solo dai flussi ma anche da segnali tecnici di ipervenduto, come gli oscillatori stocastici, e da un miglioramento dell’appetito per il rischio in mercati correlati — compresi i titoli dei miner e l’azionario più ampio.

Markus Thielen said:

“La recente performance dei miner di bitcoin, in particolare di chi sta pivotando verso l’hosting per l’AI, indica che il mercato sta ruotando nuovamente verso il tema del capex e della crescita legata all’AI; il rischio legato all’Iran appare sempre più marginale. Messo insieme, questo sposta il nostro scenario base nettamente al rialzo, con 88.000 USD come target primario nel breve termine.”

Indicatori tecnici e performance dei miner

Indicatori più ampi confermano segnali di domanda. L’indice di premio su Coinbase — che misura il differenziale di prezzo tra bitcoin sulla piattaforma statunitense e gli scambi offshore — è salito fino a circa 0,0586%, il valore più alto dall’ottobre scorso secondo i principali indicatori di mercato. Questo movimento suggerisce una pressione d’acquisto relativamente più forte da parte degli investitori statunitensi rispetto ai mercati offshore, dinamica spesso associata a fasi rialziste.

I miner quotati in borsa come TeraWulf, Bitdeer Technologies e IREN Limited hanno segnato aumenti mensili compresi tra il 10% e il 30%. Anche l’azionario statunitense più ampio si è ripreso, con il S&P 500 in rialzo di circa il 4%, mentre i titoli legati all’intelligenza artificiale, come Nvidia, hanno guadagnato un ordine di grandezza simile.

Clarity Act e possibile impatto regolatorio

Un fattore strutturale che potrebbe sostenere un’ulteriore espansione del mercato crypto è l’eventuale approvazione del Clarity Act, disegno di legge che punta a definire con maggior chiarezza i confini giurisdizionali tra la SEC e la CFTC e a stabilire quando un asset digitale è considerato un titolo o una commodity.

Matt Mena said:

“Con la possibile approvazione del Clarity Act entro il trimestre, il percorso strutturale per una significativa espansione è ben delineato. Il recupero dei 73.000 USD aprirebbe la strada a un test dei 75.000 USD, che potrebbe fornire lo slancio per una rapida progressione oltre gli 80.000 USD verso il corridoio dei 90.000 USD. In un contesto d’inflazione neutro, il traguardo di 100.000 USD entro la fine del secondo trimestre rimane un esito possibile.”

Il provvedimento ha già ottenuto il via libera della Camera (luglio 2025) ma al momento risulta bloccato al Senato, condizione che mantiene aperto il timing della sua eventuale entrata in vigore.

Inflazione e dinamiche on-chain

Sul fronte macro, i dati sull’inflazione sono risultati misti ma con pressioni sottostanti tendenzialmente più contenute. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,9% mese su mese, portando il tasso annuo al 3,3%, trainato principalmente da un’impennata del 10% dei prezzi dell’energia.

Il CPI core — che esclude alimentari ed energia — è invece salito dello 0,2% su base mensile e del 2,6% su base annua, valori inferiori di 0,1 punti percentuali rispetto alle attese. Questo suggerisce che le pressioni inflazionistiche di fondo rimangono contenute nonostante la volatilità dei costi energetici alteri il dato headline.

Se l’inflazione sottostante continuerà a moderarsi, la Federal Reserve potrebbe essere in grado di ignorare temporanee impennate indotte dall’energia e mantenere una politica più flessibile nel corso dell’anno: uno scenario che tende a favorire condizioni di liquidità più ampie e, di conseguenza, asset rischiosi come azioni e criptovalute, incluso Bitcoin.

Vikram Subburaj said:

“I dati sulla distribuzione dell’offerta indicano che solo circa l’1% del Bitcoin circolante si trova nella fascia tra 72.000 e 80.000 USD. Ciò suggerisce che una rottura sostenuta delle resistenze attuali potrebbe portare a una scoperta di prezzo relativamente più rapida, a causa di una minore offerta sovrastante.”

Conclusioni e prospettive

Complessivamente, sebbene i rischi geopolitici rimangano un elemento di instabilità e possano generare movimenti di breve termine, la struttura di mercato delle criptovalute mostra segnali favorevoli: acquisti istituzionali, afflussi verso ETF spot e indicatori tecnici in miglioramento contribuiscono a un quadro che supporta potenziali rialzi di Bitcoin, a condizione che il contesto macro non peggiori in modo significativo.