Pagare l’Iran in criptovalute rischia di esporre gli spedizionieri a sanzioni, avverte un analista

Secondo analisti, le compagnie di navigazione che utilizzassero criptovalute per pagare presunte tasse di transito verso Iran potrebbero esporsi a rilevanti rischi di sanzioni internazionali.

Kaitlin Martin ha dichiarato:

“Farlo potrebbe comportare un rischio significativo di violazione delle sanzioni, poiché il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica è sanzionato da più giurisdizioni e l’Iran è soggetto a sanzioni ampie da parte degli Stati Uniti.”

Quadro normativo e rischi legali

Il ragionamento alla base dell’avvertimento è che qualsiasi pagamento ritenuto diretto o indirettamente a favore del regime potrebbe essere qualificato come supporto materiale ai sensi delle normative statunitensi e di altri ordinamenti che applicano sanzioni. Tale qualificazione espone le imprese a misure amministrative e penali, incluso il congelamento di beni e il divieto di operare su mercati regolamentati.

La complessità emerge anche dal fatto che le sanzioni non colpiscono solo entità direttamente elencate, ma possono interessare catene di soggetti coinvolti nelle transazioni: agenti di transito, subappaltatori, banche corrispondenti e fornitori di servizi di cambio possono trovarsi a rischio se la destinazione finale dei fondi è considerata illegittima.

Espansione dell’uso delle criptovalute da parte di Teheran

Negli ultimi anni Teheran ha intensificato l’utilizzo di asset digitali, soprattutto stablecoin, per facilitare scambi commerciali su mercati soggetti a restrizioni, tra cui prodotti energetici, materie prime e armamenti. L’adozione è stata motivata dalla ricerca di canali alternativi al sistema finanziario tradizionale, limitato dalle misure di embargo e dall’isolamento bancario.

Tuttavia, le criptovalute non rappresentano una soluzione garantita per eludere le sanzioni: pur permettendo trasferimenti transfrontalieri al di fuori delle vie bancarie convenzionali, le operazioni su blockchain lasciano tracce permanenti che possono essere analizzate e seguite dagli investigatori finanziari.

Kaitlin Martin ha aggiunto:

“In molti casi, le criptovalute sono in realtà più facili da tracciare rispetto ai metodi tradizionali di elusione delle sanzioni.”

Precedenti internazionali e confronti

Altri Stati sottoposti a restrizioni hanno esplorato soluzioni analoghe per mantenere flussi commerciali: dopo le sanzioni imposte per l’invasione dell’Ucraina nel 2022, alcune entità russe hanno cercato strumenti digitali per facilitare scambi oltre le restrizioni. Tali iniziative mostrano come l’uso di token o sistemi di pagamento alternativi sia una strategia ricorrente nelle economie isolate, ma comporti rischi legali e pratici rilevanti.

Per gli operatori marittimi la comparsa di richieste di pedaggi o tasse di transito in criptovalute impone diversi livelli di valutazione: oltre alla legittimità del pagamento, va verificata la titolarità del soggetto beneficiario, le possibili ripercussioni assicurative e la reazione delle controparti finanziarie internazionali.

Implicazioni operative per le compagnie di navigazione

Le compagnie di navigazione che considerano l’uso di criptovalute per transazioni internazionali dovrebbero implementare procedure di due diligence rafforzate, inclusi controlli KYC/AML, screening contro liste di sanzionati, e valutazioni legali specifiche per ciascuna rotta e potenziale beneficiario. Molte assicurazioni e istituzioni finanziarie potrebbero rifiutare di supportare operazioni ritenute a rischio reputazionale o normativo.

Dal punto di vista pratico, gli armatori devono anche considerare i punti di “cash-out” su cui le criptovalute vengono convertite in valuta fiat: tali punti costituiscono momenti critici in cui beni possono essere identificati, congelati o sequestrati dalle autorità competenti.

Effetti sul mining di Bitcoin in Iran e panoramica della rete

Negli ultimi mesi la potenza di calcolo dedicata al mining di Bitcoin in Iran è diminuita in modo significativo: la capacità è scesa di circa 7 exahash al secondo, attestandosi attorno a 2 EH/s. Il calo è stato collegato alle crescenti tensioni geopolitiche e a misure di controllo locali.

Nonostante la contrazione interna, la rete globale di Bitcoin è rimasta relativamente stabile, con l’hashrate totale che si mantiene vicino a 1.000 EH/s. L’impatto è stato confinato principalmente al territorio iraniano, senza effetti osservabili sui paesi vicini come gli Emirati Arabi Uniti o l’Oman.

La volatilità del mining su base geografica sottolinea come eventi politici e operativi locali possano alterare profili di produzione energetica e disponibilità di hardware, ma non necessariamente compromettere la resilienza complessiva delle reti blockchain decentralizzate.

Conclusioni e raccomandazioni

L’ipotesi che Iran richieda pagamenti in criptovalute per il transito marittimo solleva questioni concrete per operatori e autorità: dal punto di vista normativo si tratta di un ambito grigio con potenziali conseguenze legali. Le imprese interessate dovrebbero consultare consulenti legali specializzati in sanzioni internazionali e in regolamentazione finanziaria, aggiornare le procedure di conformità e valutare l’impatto sulle polizze assicurative e sulle relazioni bancarie.

In un contesto in rapido mutamento, governi, società di compliance e operatori di settore continueranno a monitorare l’evoluzione delle pratiche di pagamento digitale e le relative risposte normative per mitigare rischi operativi e legali.