Guerra in Iran e esclusione bancaria spingono i trader di materie prime verso le stablecoin, dice l’amministratore delegato di Haycen

Gli effetti a catena dei conflitti geopolitici stanno rimodellando il funzionamento interno del finanziamento del commercio globale, spingendo alcuni operatori di materie prime fuori dal circuito bancario e verso l’uso di stablecoin.

Secondo Luke Sully, amministratore delegato dell’emittente di stablecoin focalizzata sul trade finance Haycen, la guerra che coinvolge Iran ha acuito i timori di compliance tra le banche occidentali, alimentando una nuova ondata di “debanking” nei mercati delle commodity.

Pressioni geopolitiche e ritiro delle banche

Il problema principale è il rischio di controparte: gli istituti di credito temono che transazioni apparentemente legittime, ad esempio con aziende con sede in Oman o in altri hub regionali, possano avere esposizioni indirette verso entità sanzionate. Per evitare tali rischi, alcune banche preferiscono ritirarsi completamente da determinati flussi commerciali.

Luke Sully said:

“Dalla guerra le banche si stanno ulteriormente ritirando da alcuni flussi di materie prime.”

Luke Sully said:

“Abbiamo parlato con alcuni trader di commodity che ora vengono disintermediati dalle banche.”

Un mercato da 2 trilioni e il ruolo dei non-bancari

Il trade finance rappresenta un mercato globale di circa 2 trilioni di dollari per le transazioni commerciali internazionali e, negli ultimi anni, è sempre più dominato da finanziatori non bancari, tra i quali spiccano i private credit funds e altri fondi di investimento che prestano capitale per il movimento di commodity e beni.

Questi soggetti forniscono liquidità essenziale, spesso ottenendo rendimenti annualizzati elevati e permettendo operazioni come il trasporto di elio dal Qatar alla Corea del Sud o di manganese dal Sudafrica all’Indonesia. Tuttavia, per la regolazione e il regolamento dei pagamenti continuano a dipendere dalle banche, relazioni ora messe sotto pressione.

Luke Sully said:

“Tutti pensano di conoscere il trade finance, ma non è così: è prevalentemente finanziamento da parte di fondi non bancari a soggetti in tutto il mondo per muovere beni e servizi.”

Stablecoin come soluzione tecnica

Per aggirare le limitazioni delle vie bancarie tradizionali, molti operatori stanno ricorrendo a stablecoin, token digitali ancorati a valute fiat, tipicamente il dollaro statunitense. Tra questi, il USDT di Tether ha registrato una crescente adozione tra trader di commodity e controparti operanti nei mercati emergenti.

L’attrattiva è semplice: liquidità globale profonda, rapidità e la possibilità di aggirare temporaneamente i vincoli delle infrastrutture di pagamento tradizionali. Per molte controparti, usare USDT significa poter effettuare pagamenti istantanei e poi convertire localmente in valuta fiat.

Luke Sully said:

Tether sta assorbendo gran parte dei flussi di pagamento. Se vuoi fare un pagamento una tantum in un mercato emergente, USDT aiuta.”

Luke Sully said:

“C’è così tanta liquidità globale in USDT che le persone non esitano a inviarlo o accettarlo, perché qualcuno nel loro paese alla fine lo scambierà per dollari.”

Il modello operativo di Haycen

Haycen ha sviluppato una stablecoin ancorata al dollaro, chiamata USDhn, progettata specificamente per le esigenze del trade finance. L’obiettivo dichiarato è fungere da strato di liquidità e regolamento per il commercio globale non bancario, offrendo un’alternativa più rapida e tracciabile rispetto al correspondent banking.

Luke Sully said:

“Haycen punta a essere lo strato di liquidità e regolamento per il commercio globale non bancario e sta lavorando con partecipanti del settore in tutto il mondo.”

Il modello consente agli utenti di depositare fondi, effettuare transazioni con la stablecoin e, a seconda delle normative applicabili, ottenere un rendimento. Questo riduce i tempi di attesa tipici delle banche corrispondenti e centralizza visibilità e controparte in un unico pannello operativo.

Luke Sully said:

“I fondi non restano ‘persi’ per sette giorni: puoi accedere, vedere depositi e controparti in un unico luogo e regolare istantaneamente.”

Implicazioni, limiti e rischi regolamentari

Nonostante i vantaggi tecnici, l’adozione di stablecoin nel trade finance pone questioni di più ampia portata: compliance, trasparenza delle controparti, rischio di contagio finanziario e incertezza regolamentare. Le autorità di vigilanza si stanno progressivamente concentrando su come integrare questi strumenti nei quadri normativi esistenti.

In un contesto geopolitico teso emergono segnali estremi: sono circolate notizie sull’uso di bitcoin come mezzo di pagamento in operazioni legate al passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, un punto critico per le spedizioni petrolifere mondiali. Questo indica che il finanziamento del commercio viene sempre più gestito da attori non bancari e con modalità alternative di pagamento.

Luke Sully said:

“Dimostra che il trade finance è sempre più condotto e gestito da attori non bancari e da modalità di transazione non bancarie.”

La ritirata delle banche potrebbe, paradossalmente, accelerare l’adozione di soluzioni cripto-finanziarie più rapidamente di quanto il settore sia riuscito a fare finora. Per gli operatori del commercio internazionale la sfida sarà bilanciare l’efficienza tecnica con requisiti di conformità e stabilità finanziaria imposti dai regolatori.

Conclusioni

Le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo i confini operativi del trade finance, spingendo verso soluzioni alternative come le stablecoin per superare i limiti del sistema bancario tradizionale. L’evoluzione del mercato dipenderà dall’interazione tra innovazione tecnologica, esigenze degli operatori commerciali e risposte normative a livello internazionale.