Crollano BTC, ETH e XRP dopo il fallimento dei negoziati tra Usa e Iran sulla risoluzione del conflitto
- 12 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin e altre principali criptovalute hanno registrato un calo di circa il 2% nella tarda serata degli Stati Uniti dopo l’annuncio del vicepresidente J.D. Vance secondo cui i negoziatori statunitensi e iraniani non hanno trovato un accordo per estendere il cessate il fuoco.
Movimenti dei mercati delle criptovalute
Al momento dell’annuncio Bitcoin (BTC) veniva scambiato intorno ai 71.600 dollari, mentre Ether (ETH) è sceso vicino ai 2.200 dollari e XRP si è attestato intorno a 1,33 dollari. Anche l’indice CoinDesk 20 ha mostrato una flessione analoga, con una perdita dell’ordine del 2% subito dopo la conferenza stampa.
Il movimento dei prezzi è avvenuto in concomitanza con le dichiarazioni ufficiali sul mancato accordo, riflettendo la sensibilità dei mercati delle criptovalute alle tensioni geopolitiche e all’incertezza sulle prospettive economiche e regolamentari.
Dichiarazioni dei negoziatori e punti di stallo
J.D. Vance ha detto:
“Non abbiamo raggiunto un accordo.”
J.D. Vance ha aggiunto:
“Abbiamo reso molto chiari i nostri limiti, su cosa siamo disposti a concedere e su cosa non lo siamo, e lo abbiamo comunicato nella maniera più netta possibile.”
Tra i nodi principali delle trattative, secondo la delegazione statunitense, è emersa l’insistenza che l’Iran non persegua l’obiettivo di sviluppare un’arma nucleare né gli strumenti che consentirebbero un rapido percorso in tal senso.
Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha scritto in un post riportando l’esistenza di contatti e scambi di testi tra le parti:
“Nelle ultime 24 ore si è discusso su varie dimensioni dei temi principali della negoziazione, compresi lo Stretto di Hormuz, la questione nucleare, le riparazioni di guerra, la revoca delle sanzioni e la cessazione completa della guerra contro l’Iran e nella regione.”
Contesto e possibili effetti geopolitici ed economici
Le trattative si sono svolte in Pakistan, che ha ospitato i colloqui come sede neutrale per cercare una de-escalation dopo una campagna militare degli Stati Uniti durata diverse settimane. Il mancato accordo segnala che permangono divergenze sostanziali sulle garanzie richieste da Washington e sulle condizioni poste da Teheran.
Per i mercati, l’importanza di questi sviluppi è duplice: da un lato aumenta l’avversione al rischio generale, che può tradursi in vendite su asset più volatili come le criptovalute; dall’altro, qualsiasi escalation può avere ripercussioni sulle materie prime, sulle catene di approvvigionamento energetiche e, più in generale, sulla propensione degli investitori a mantenere posizioni rischiose.
Inoltre, le criptovalute rispondono anche a fattori specifici di mercato, come la liquidità, i flussi di capitale e le notizie relative a conformità normativa. Eventuali sviluppi nelle relazioni internazionali potrebbero spingere i regolatori a rivedere posizioni o misure, ampliando la volatilità nel breve termine.
Dal punto di vista istituzionale, il ruolo di un vicepresidente che riferisce pubblicamente sullo stato delle negoziazioni indica il livello elevato di coinvolgimento politico. Le prossime fasi dipenderanno dalla volontà delle parti di proseguire i colloqui, dalla mediazione di attori terzi e dall’evoluzione sul terreno delle tensioni militari o diplomatiche.
Gli operatori di mercato e gli osservatori politici monitoreranno con attenzione ulteriori aggiornamenti, poiché nuove notizie sui negoziati o cambiamenti nello scenario geopolitico potrebbero produrre movimenti rilevanti nei prezzi degli asset finanziari e nelle aspettative macroeconomiche.