Mps, il cda fornisce chiarimenti decisivi in vista dell’assemblea
- 11 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
A Siena è cominciato il conto alla rovescia in vista dell’assemblea del prossimo 15 aprile di Mps, la prima convocazione che sarà disciplinata dalle norme introdotte dal ddl capitali in materia di governance bancaria.
La banca ha diffuso chiarimenti formali sulla composizione della lista per il Consiglio di Amministrazione e sulle modalità relative alla nomina del presidente.
Mps ha spiegato:
“l’ordine dei candidati contenuto nel comunicato rappresenta un suggerimento funzionale a orientare la votazione individuale dei soggetti inclusi nella lista del Consiglio di Amministrazione uscente (la ‘Lista del CDA’).”
La nota precisa che, qualora la Lista del CDA non risultasse la prima per numero di voti, i candidati saranno comunque selezionati a partire dall’ordine di presentazione originario. Tale ordine è stato approvato il 4 marzo 2026 e reso pubblico nei termini di legge.
Inoltre, la banca ha chiarito la posizione rispetto alla lista presentata da PLT Holding S.r.l. e da PLT S.p.A., segnalando l’assenza di una proposta specifica, ai sensi dell’articolo 126‑bis del TUF, in merito alla nomina del candidato alla presidenza contenuto in quella lista.
Mps ha aggiunto:
“ferma restando la possibilità, ai sensi del medesimo articolo, per ogni socio di presentare proposte individuali direttamente in sede assembleare con riferimento alla nomina del presidente, in assemblea si procederà a porre in votazione la proposta già presentata dal consiglio di amministrazione e le eventuali altre proposte presentate in quell’occasione. In assenza o in caso di mancata approvazione delle stesse, la nomina del presidente sarebbe demandata al consiglio di amministrazione in conformità alle vigenti disposizioni statutarie.”
Implicazioni normative e prassi assembleare
Le precisazioni fornite riflettono l’interazione tra le regole procedurali previste dal ddl capitali e le disposizioni del TUF. L’articolo 126‑bis del TUF disciplina, tra l’altro, la presentazione delle liste e le proposte per la nomina del presidente in ambito societario, attribuendo agli azionisti la possibilità di avanzare candidature anche direttamente in assemblea.
Dal punto di vista operativo, la banca chiarisce due aspetti centrali: come dovranno essere considerati i candidati qualora la lista del cda uscente non ottenga il maggior numero di voti e la procedura di voto relativa alla presidenza quando una lista non presenti una proposta vincolante. Queste indicazioni mirano a ridurre incertezze procedurali e a garantire il rispetto delle norme statutarie e di legge.
La questione della presidenza è rilevante non solo per motivi formali, ma anche per la governance complessiva dell’istituto: il presidente svolge funzioni di coordinamento dei lavori del consiglio e può avere un ruolo significativo nelle relazioni con gli azionisti e con le autorità di vigilanza.
In prospettiva, l’assemblea del 15 aprile sarà osservata con attenzione dal mercato e dagli investitori istituzionali perché determinerà la composizione degli organi di governo di una banca con una storia e un peso rilevante nel sistema finanziario italiano. Le modalità di voto e le eventuali proposte in aula potranno influire sulla percezione della stabilità e della direzione strategica dell’istituto.
Per chiarezza, la procedura descritta implica che, se le proposte presentate in assemblea per la presidenza non dovessero essere approvate, sarà il Consiglio di Amministrazione a nominare il presidente in conformità alle norme statutarie vigenti, assicurando così la continuità della governance.