La guerra in Iran e lo shock petrolifero scatenano il ritorno del trade sull’inflazione e una nuova scommessa sulle stablecoin
- 11 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi mesi l’inflazione è tornata a essere al centro dell’attenzione degli investitori, spinta dall’aumento dei prezzi del petrolio dopo l’escalation del conflitto in Iran e dai timori su interruzioni nel passaggio attraverso il Stretto di Hormuz.
Negli Stati Uniti l’inflazione mensile ha registrato un’accelerazione, con un incremento rilevante trainato in particolare dai costi energetici legati alla crisi mediorientale; l’inflazione di base, che esclude energia e alimenti, è invece risultata inferiore alle attese.
Secondo Michael Ashton, cofondatore della stablecoin USDi insieme a Andrew Fately, questi sviluppi mettono in luce una lacuna strutturale nell’architettura monetaria delle criptovalute.
Michael Ashton said:
“Il boom delle stablecoin ha ricostruito per errore solo metà del sistema monetario.”
Michael Ashton said:
“Le stablecoin hanno risolto il problema del mezzo di scambio per le crypto, ma nessuno ha risolto il problema della conservazione del valore. USDi è il primo tentativo serio di completare il sistema monetario on‑chain.”
Il mercato delle stablecoin, stimato intorno ai 300 miliardi di dollari e dominato da token ancorati al dollaro, è diventato l’infrastruttura fondamentale per trading e pagamenti nel comparto crypto. Tuttavia, questi token sono solitamente progettati per mantenere un valore nominale di 1 dollaro e non per preservare il potere d’acquisto reale.
Nel tempo reale, secondo Ashton, molte stablecoin stanno perdendo valore in termini di potere d’acquisto, esponendo istituzioni come tesorerie aziendali, neobanche e piattaforme di pagamento cross‑border a un rischio inflazionistico che potrebbe non essere stato adeguatamente valutato.
USDi e come funziona
USDi è concepita per colmare il divario tra mezzo di scambio e conservazione del valore: invece di replicare semplicemente il dollaro nominale, il token è progettato per seguire direttamente l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti.
In pratica il valore del token aumenta in linea con le variazioni del CPI, realizzando una versione nativa blockchain di un capitale protetto dall’inflazione, simile nel principio al valore nominale protetto dai titoli governativi indicizzati all’inflazione.
Michael Ashton said:
“È più simile al valore principale dei TIPS, ma senza alcuni degli svantaggi che negli ultimi anni hanno sorpreso gli investitori. I TIPS forniscono legame con l’inflazione ma restano obbligazioni, il cui prezzo di mercato può scendere quando i tassi crescono. USDi mira a comportarsi più come uno strumento di risparmio indicizzato all’inflazione.”
Riserva e strategia di investimento
Le riserve della stablecoin sono allocate in un fondo privato a bassa volatilità denominato Enduring U.S. Inflation Tracking Fund, che impiega una combinazione di TIPS, debito del Tesoro statunitense, strumenti di cambio estero e future e opzioni su commodity per generare rendimento e seguire l’andamento dell’inflazione.
Michael Ashton said:
“Non esiste davvero un conto di risparmio protetto dall’inflazione. Questo è il vuoto che cerchiamo di colmare.”
Inflazione alimentata dai prezzi del petrolio
I mercati petroliferi hanno mostrato una forte volatilità da quando il conflitto con l’Iran si è intensificato, con i prezzi che sono saliti rapidamente oltre la soglia dei 100 dollari al barile per via dei timori su interruzioni nelle rotte marittime chiave attraverso il Stretto di Hormuz, arteria vitale per circa il 20% dell’offerta globale.
L’aumento dei costi energetici tende a propagarsi nell’economia amplificando i costi di trasporto e produzione, e finisce per riflettersi sui prezzi al consumo. In un contesto caratterizzato da oscillazioni guidate dalle notizie più che dai fondamentali, il premio di rischio legato a una guerra prolungata diventa parte integrante delle valutazioni di mercato.
Michael Ashton said:
“I buoni del Tesoro a breve termine rendono intorno al 3,5%, l’inflazione è attorno al 3%, ma storicamente l’inflazione ha spesso superato i tassi nominali su orizzonti più lunghi. Potremmo tornare a quel modello.”
Questa dinamica rafforza, secondo i promotori di USDi, l’argomentazione per un asset progettato esplicitamente per tracciare l’inflazione anziché i rendimenti nominali.
Dal trading ai pagamenti: un’evoluzione strutturale
Michael Ashton inquadra USDi come un’evoluzione strutturale dell’ecosistema crypto, non come una semplice opportunità di trading tattico: completare il sistema monetario iniziato da Bitcoin richiede strumenti sia per i pagamenti sia per la conservazione del valore.
Michael Ashton said:
“Bitcoin è nato come un sistema monetario alternativo e potenzialmente come riserva di valore simile all’oro, ma la sua volatilità ne limita l’uso su orizzonti brevi. Le stablecoin hanno risolto la componente dei pagamenti. Ora dobbiamo risolvere la componente della conservazione del valore.”
Esposizione all’inflazione personalizzabile
Una delle caratteristiche avanzate che USDi intende sviluppare è la possibilità di personalizzare l’esposizione all’inflazione. L’indice CPI è composto da diverse categorie — abitazione, sanità, trasporti, istruzione, energia — e l’architettura tokenizzata potrebbe permettere di isolare e coprire singoli componenti.
Michael Ashton said:
“Non è necessario detenere un unico paniere aggregato. Si potrebbe isolare l’inflazione sanitaria, le rette universitarie o l’energia. Si potrebbe persino parametrizzare per area geografica: inflazione olandese, francese o il CPI core statunitense.”
Questa flessibilità apre scenari applicativi mirati in settori esposti a pressioni di costo specifiche, offrendo potenzialmente strumenti di copertura più precisi rispetto alle soluzioni tradizionali.
Applicazioni per assicuratori e istruzione
Le compagnie assicurative e le riassicuratrici, per esempio, affrontano rischi inflazionistici in aree come i costi medici ma dispongono di poche controparti efficaci per coprire singoli fattori di inflazione. Tradizionalmente gestiscono l’esposizione aumentando il capitale o trasferendo rischio tramite riassicurazione o strumenti catastrofali, soluzioni spesso grosolane o non disponibili per alcuni rischi specifici.
Michael Ashton said:
“Non c’è mai stata una copertura diretta per qualcosa come l’inflazione sanitaria. Se puoi coprire quell’esposizione con precisione, puoi ridurre il capitale necessario o aumentare il volume di business che puoi sottoscrivere.”
Allo stesso modo, il finanziamento dell’istruzione è un ambito che beneficia di strumenti in grado di bloccare o coprire le rette universitarie: programmi esistono già negli Stati Uniti per prepagare le tasse universitarie, ma un hedge tokenizzato offrirebbe maggiore flessibilità.
Michael Ashton said:
“Le rette sono un rischio classico d’inflazione. Poterlo coprire direttamente è molto rilevante.”
Raccolta fondi e prospettive d’adozione istituzionale
USDi è già in attività e sta pianificando una raccolta seed di dimensioni contenute per le fasi iniziali di sviluppo; la sfida principale, secondo i promotori, è ripensare il modo in cui gli investitori e le istituzioni valutano il rischio piuttosto che raccogliere capitale in sé.
Michael Ashton said:
“Si nasce già esposti al rischio d’inflazione. Non si nasce esposti al rischio di credito o azionario.”
Nel medio termine gli ideatori di USDi prevedono che l’adozione arriverà per fasi: prima tra operatori con esigenze dirette di tesoreria e pagamento, poi tra istituzioni finanziarie come assicuratori, riassicuratori e piattaforme di pagamento internazionali che necessitano di hedging più sofisticati contro l’inflazione.
Dal punto di vista regolamentare e macroprudenziale, l’introduzione di strumenti on‑chain indicizzati all’inflazione solleva questioni su trasparenza delle riserve, governance dei fondi di riferimento e integrazione con i sistemi di pagamento esistenti. Questi aspetti saranno determinanti per l’adozione istituzionale e per la valutazione del rischio sistemico associato a una nuova classe di attività digitali.