Bitcoin mira agli 88.000 dollari mentre gli afflussi verso gli exchange scendono sotto i 3 miliardi di dollari
- 11 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi giorni Bitcoin (BTC) ha mostrato un assetto tecnico che ricorda il breakout registrato nel Q2 2025, lasciando aperta la possibilità di un rally verso la fascia compresa tra i 86.000 e i 90.000 dollari nelle settimane a venire.
Nell’ultima settimana il prezzo ha raggiunto un massimo settimanale vicino a 73.255 dollari dopo aver testato la soglia dei 72.000, con una compressione dei corsi che si è sviluppata tra i 70.000 e i 72.000 nelle quattro giornate precedenti. Questo intervallo più elevato appare più stabile rispetto alla fase di correzione osservata a marzo.
Dal punto di vista tecnico, la media mobile a 50 giorni e la media ponderata per il volume degli ultimi 30 giorni (VWAP) si sono allineate al di sotto del prezzo, creando una base dinamica di supporto. Questo tipo di convergenza indica dove si è concentrata la recente attività di scambio e può offrire sostegno ai corsi.
La soglia dei 76.000 dollari rappresenta attualmente il limite superiore di una fase laterale durata 64 giorni. Un superamento di questo livello si allineerebbe con una trendline discendente originata dai massimi di ottobre, in prossimità dei 126.000 dollari: la rottura di tale trendline sarebbe interpretata come un cambiamento strutturale e potrebbe eliminare un importante ostacolo psicologico che ha frenato i rialzi nei mesi scorsi.
Supporto tecnico e percorso di espansione
Un setup analogo è già emerso nel Q2 2025, quando dopo un periodo di compressione sotto le medie mobili il prezzo ha superato la trendline discendente e si è rapidamente espanso verso la successiva area di offerta. La struttura attuale presenta una liquidità concentrata tra i 86.000 e i 90.000 dollari, che delimita una zona di potenziale presa di profitto ma anche un percorso relativamente “pulito” per una prosecuzione al rialzo se la pressione ribassista dovesse venire meno.
Per “zona di offerta” si intende un’area in cui sono presenti ordini significativi di vendita e liquidità accumulata, mentre una “zona di domanda” o di supporto è caratterizzata da ordini di acquisto che tendono ad arrestare o rallentare i ribassi. La rottura di una trendline discendente tradizionalmente apre spazio a una ri-allocazione della liquidità lungo i livelli successivi.
Flussi delle grandi posizioni e assorbimento dell’offerta
I flussi in ingresso verso gli scambi provenienti dalle cosiddette balene (posizioni di grande entità) sono diminuiti nei 30 giorni recenti, scendendo sotto la soglia dei 3 miliardi di dollari per la prima volta dal giugno 2025. Questa riduzione limita la pressione di vendita immediata sugli exchange, poiché minori trasferimenti verso le piattaforme implicano meno potenziale inventario destinato alla liquidazione sul mercato spot.
Per confronto, nelle settimane di febbraio i flussi dalle grandi posizioni verso gli exchange avevano raggiunto livelli molto più elevati, intorno agli 8 miliardi di dollari, aumentando il rischio di vendite significative. La recente diminuzione segnala invece una fase di minore offerta immediata sul mercato.
Un’ulteriore metrica rilevata indica un aumento del valore realizzato dalle posizioni a lungo termine, con una variazione che ha toccato i 49 miliardi di dollari il 9 aprile: questo movimento è coerente con un rinnovato accumulo da parte degli holder più pazienti, che preferiscono mantenere l’esposizione piuttosto che liquidare.
Analogamente, l’indicatore del volume cumulativo differenziale sugli ordini di taglia elevata (CVD) è salito oltre i 600 milioni di dollari in una giornata di aprile, segnalando acquisti netti provenienti da ordini di importo compreso tra 1 e 10 milioni di dollari. Questo aumento del CVD indica che le grandi mani stanno assorbendo offerta e partecipando al mercato in modo proattivo.
Questi segnali on-chain e di mercato coincidono con la stabilizzazione dei prezzi sopra i 70.000 dollari e con la trasformazione della fascia attorno ai 76.000 dollari in una possibile zona di trigger: se l’azione di prezzo dovesse spingere oltre la trendline discendente, la liquidità concentrata tra i 86.000 e i 90.000 potrebbe offrire un obiettivo naturale per una prima estensione del movimento rialzista.
Va tuttavia ricordato che ogni scenario rialzista comporta rischi: la validità della rottura della trendline, la reazione delle grandi posizioni in caso di ritracciamento, e fattori macroeconomici possono rapidamente modificare il quadro. Gli operatori dovrebbero considerare la volatilità intrinseca del mercato delle crypto e gestire adeguatamente il rischio.
In conclusione, la combinazione di una struttura tecnica favorevole, minori flussi di vendita dalle grandi posizioni e segnali di accumulo da parte degli holder a lungo termine suggerisce che il mercato ha creato le condizioni per un possibile allungo verso la fascia degli 86.000–90.000 dollari, a condizione che la trendline discendente venga effettivamente superata e sostenuta.