Tari, allarme messaggi truffa su presunti debiti e irregolarità: come difendersi
- 10 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Diversi Comuni d’Italia hanno avvertito i cittadini della circolazione di falsi avvisi relativi al pagamento della Tari inviati tramite SMS, segnalando una recente ondata di tentativi di phishing mirati a ottenere dati personali o pagamenti.
La truffa segnalata
I messaggi in circolazione si presentano come comunicazioni ufficiali dell’Ufficio Entrate del Comune e invitano il destinatario a contattare con urgenza un numero o a cliccare su un link per regolarizzare presunte irregolarità nei versamenti, spesso minacciando sanzioni immediate.
Le amministrazioni locali sottolineano che tali messaggi sono tentativi di truffa e ribadiscono che non tutte le comunicazioni relative a tributi e avvisi vengono inoltrate tramite SMS o chiamate non sollecitate.
Come riconoscere i messaggi falsi
I segnali che indicano un possibile raggiro includono richieste di pagamento urgente, errori grammaticali o lessicali, mittenti sconosciuti, link sospetti e numeri telefonici non riconducibili agli uffici comunali.
Le comunicazioni ufficiali relative a tributi come la Tari sono normalmente inviate tramite Posta semplice o raccomandata e, in alternativa, attraverso canali digitali istituzionali come la App IO o il servizio SEND, pertanto messaggi che differiscono da questi canali devono essere considerati con attenzione.
Cosa fare in caso di messaggi sospetti
Gli enti locali consigliano di non rispondere agli SMS sospetti, di non cliccare su link né di chiamare numeri indicati nel messaggio; è preferibile cancellare la comunicazione, bloccare il contatto e rimuovere il messaggio per evitare aperture accidentali.
Per verificare l’autenticità di un avviso è opportuno contattare il Comune attraverso i recapiti ufficiali presenti sul sito istituzionale o recandosi agli uffici competenti; in alternativa si può controllare la propria posizione tributaria tramite la App IO o gli altri canali digitali riconosciuti.
Se si è fornito involontariamente informazioni sensibili o dati bancari, è consigliabile avvisare immediatamente la propria banca e modificare le credenziali interessate, oltre a segnalare l’accaduto alla Polizia Postale e al Comune per consentire eventuali indagini e misure di tutela.
Per ridurre il rischio di frodi digitali è utile attivare l’autenticazione a due fattori, mantenere aggiornati i dispositivi e i software, e diffidare di comunicazioni che chiedono pagamenti o dati personali con modalità non consuete.
La prevenzione richiede collaborazione: le amministrazioni comunali possono intensificare le campagne informative e le segnalazioni alle autorità competenti, mentre i cittadini devono rimanere vigili e verificare sempre le comunicazioni tramite i canali ufficiali.