L’auto sostiene la ripresa dell’industria: produzione a febbraio +0,1%
- 10 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Per una volta il traino dell’industria italiana viene dall’autoveicolo: a febbraio la produzione del comparto è cresciuta del 10% rispetto allo stesso mese del 2025, contribuendo a sostenere un dato complessivo che però resta debole.
Istat rileva un aumento dello 0,1% rispetto a gennaio e di circa lo 0,5% su base annua. Il bilancio dei primi due mesi dell’anno rimane sostanzialmente in pareggio e il consenso osserva il rischio di un peggioramento con l’arrivo dei dati di marzo, mese che è stato segnato da un’escalation del conflitto in Medio Oriente che ha coinvolto gli attori internazionali.
Andamento dei settori
Oltre all’autoveicolo, registrano aumenti significativi l’elettronica, i macchinari e il comparto farmaceutico. Il settore che soffre maggiormente è quello della chimica, in calo del 6,8%, mentre riportano contrazioni anche i comparti del legno e della moda.
Il miglioramento dell’auto segue la ripresa dai minimi produttivi toccati lo scorso anno: secondo le stime del sindacato Fim Cisl, nel primo trimestre la produzione di Stellantis si attesta intorno alle 120mila unità (+9,5%), con le vetture — circa 74mila — in aumento del 22%.
Il sindacato ipotizza che, se dovessero mantenersi i segnali attuali, la produzione totale di veicoli a fine anno potrebbe raggiungere le 500mila unità, con le autovetture oltre le 300mila, un livello comunque superiore alle 238mila vetture prodotte nel 2025, anno che aveva segnato il dato più basso dalla metà degli anni ’50.
Clima economico e fiducia
I dati qualitativi più recenti mostrano segnali misti: l’indice Pmi dell’industria manifatturiera a marzo è salito ai massimi degli ultimi tre anni, superando la soglia di 51, indicativa di espansione, mentre la fiducia delle famiglie, secondo Istat, ha registrato un calo netto nello stesso periodo.
Per le imprese manifatturiere, marzo ha segnato invece un segnale positivo, segnalando una dicotomia tra percezione dei consumatori e condizioni operative delle aziende.
Situazione in Europa e in Germania
Il contesto europeo rimane moderatamente debole. In particolare la Germania presenta segnali contrastanti: a febbraio ordini manifatturieri ed export sono cresciuti rispettivamente del 3,5% e del 2,9% su base annua, ma la produzione industriale ha mostrato un calo mensile dello 0,3% e risulta sostanzialmente invariata rispetto a febbraio 2025, entrambe le letture inferiori alle aspettative.
Nei primi tre mesi dell’anno la produzione di autoveicoli in Germania è invece diminuita del 2%, a circa 1,1 milioni di unità, con un recupero mensile in febbraio pari all’1%.
Impatto del conflitto e scenari di crescita
Restano da valutare a medio termine gli effetti dell’escalation nel Medio Oriente, in particolare per l’impatto sui prezzi dell’energia. L’aumento dei costi energetici può tradursi rapidamente in un freno alla produzione e ai consumi, comprimendo le prospettive di crescita.
Bankitalia ha già rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2025, portandole a +0,5% dal +0,6% indicato a dicembre, e segnala che uno scenario con il petrolio a 150 dollari al barile nel corso dell’anno potrebbe azzerare la crescita. Anche Confindustria presenta scenari in cui una prolungata fase di tensione fino a giugno porterebbe a una crescita nulla.
Lo stesso governo, come ha ricordato il ministro dell’Economia Giorgetti, si prepara a tener conto del nuovo shock esogeno e a rivedere le stime di crescita del Paese, con possibili implicazioni per il quadro di finanza pubblica e le misure di politica economica.
In prospettiva, gli indicatori da monitorare restano i prezzi dell’energia, i dati di produzione di marzo e l’andamento dell’export: dall’evoluzione di questi fattori dipenderanno le revisioni delle previsioni macroeconomiche e le scelte di politica economica nel breve termine.