Fosber passa a Brookfield per 900 milioni: rilancio globale per il campione lucchese del cartone ondulato
- 10 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Fosber, gruppo lucchese specializzato nella progettazione e nella produzione di macchinari per il cartone ondulato con stabilimenti in Italia, Cina, Spagna e Stati Uniti, è passato dalla proprietà del gruppo cinese Guangdong Dongfang Precision alla divisione private equity di Brookfield, importante asset manager globale con sede a Toronto, Canada.
L’operazione, il cui closing è stato annunciato, ha un valore di circa 900 milioni di dollari. L’acquisizione riflette i risultati conseguiti dal gruppo toscano e la sua posizione di leadership nel settore delle macchine per imballaggi industriali.
Il gruppo impiega circa 1.200 persone a livello mondiale e prevede per il 2025 un fatturato vicino a 500 milioni di euro, con circa il 90% delle vendite rivolto all’export. L’ebitda del gruppo si attesta intorno ai 90 milioni di euro, indicatori che hanno contribuito alla valutazione dell’operazione.
Marco Bertola ha detto:
“Questi risultati sono stati possibili solo grazie alla rete di fornitori fortemente specializzati nel settore carta e cartone che esistono nel distretto lucchese.”
Il management è stato confermato dalla nuova proprietà: Marco Bertola è stato designato global CEO del gruppo, ruolo che dovrebbe favorire continuità industriale e strategie di crescita coordinate a livello internazionale.
Secondo quanto riferito dal gruppo, su 2.500 fornitori globali circa il 90% è italiano e il 70% è localizzato nell’area di Lucca, a testimonianza del ruolo strategico del territorio nella filiera del cartone e della packaging industry.
La produzione annua del gruppo è intorno a 40 linee ondulatrici, ciascuna delle quali può superare i 110 metri in lunghezza, numeri che spiegano la forte specializzazione tecnologica del sito produttivo principale.
Il quartier generale e la rete produttiva
Il cuore produttivo di Fosber è a Monsagrati, frazione del comune di Pescaglia nella valle del fiume Serchio, alle pendici delle Alpi Apuane. Qui, nello stabilimento che ospita circa 410 addetti, viene realizzato il 90% delle linee ondulatrici del gruppo.
Le altre sedi completano la catena del valore: in alcuni siti europei, come a Pamplona in Spagna o nella sede milanese di Quantum, si producono componenti specialistici; in alcuni impianti, ad esempio negli Stati Uniti a Green Bay, si eseguono adattamenti e assemblaggi per i mercati locali. In Cina, dove lavorano circa 350 persone, la produzione è orientata principalmente alla domanda interna del mercato cinese.
Investimenti e piano industriale
A Monsagrati è iniziata nel 2025 la costruzione di un nuovo stabilimento da 50 milioni di euro progettato per raddoppiare la capacità produttiva. L’investimento è confermato dalla proprietà e la messa in funzione è prevista entro il 2028, a supporto di un piano industriale che combina crescita organica e possibili acquisizioni mirate.
La scelta di espandere la capacità produttiva risponde sia alla domanda crescente di soluzioni per l’imballaggio dovuta all’espansione dell’e‑commerce e alla necessità di packaging sostenibile, sia alla strategia di consolidamento tecnologico che molte imprese manifatturiere stanno perseguendo per mantenere competitività sui mercati internazionali.
Impatto economico e contesto di mercato
L’operazione sottolinea il ruolo delle imprese italiane nell’industria globale delle macchine per imballaggio: un’impresa con forte vocazione all’export e una rete di fornitori concentrata a livello territoriale può attrarre capitali internazionali interessati a consolidare catene del valore industriali.
Per il territorio lucchese e per il sistema produttivo nazionale l’acquisizione può comportare vantaggi in termini di investimenti, modernizzazione degli stabilimenti e opportunità commerciali, ma richiede anche attenzione alla tutela dell’occupazione e al mantenimento delle competenze locali, elementi fondamentali per la resilienza della filiera.
L’ingresso di Brookfield come azionista strategico offrirà risorse finanziarie e capacità di sviluppo internazionale; allo stesso tempo, osservatori e stakeholder industriali seguiranno con attenzione l’evoluzione del piano industriale e le scelte di governance per valutare gli effetti sul lungo periodo.
In sintesi, la transazione consolida la posizione di Fosber nel settore, rafforza il legame tra impresa e distretto produttivo lucchese e segna un passaggio significativo nella vita societaria con possibili ricadute positive sull’innovazione e sull’export.