Cinque milioni di dollari: la donazione politica di Delo di BitMEX nel mirino della stretta sulle criptovalute del Regno Unito

Ben Delo, cofondatore dell’exchange di criptovalute BitMEX, ha dichiarato di aver donato quattro milioni di sterline a favore del partito Reform UK in un articolo di opinione pubblicato questa settimana. Secondo quanto scritto, la somma sarebbe stata versata “a partire dall’inizio di quest’anno” con l’obiettivo di sostenere la trasformazione del movimento in una possibile alternativa di governo.

Nel testo Delo non precisa se il contributo sia stato effettuato in valuta tradizionale o tramite criptovalute, e allo stesso tempo esprime sostegno all’ipotesi di una moratoria proposta dal governo del Regno Unito sulle donazioni politiche effettuate con asset crittografici, motivando la posizione con la complessità normativa che circonda questi strumenti.

Quadro normativo attuale

Le linee guida della Commissione elettorale del Regno Unito, aggiornate il 7 aprile 2026, precisano che le donazioni in criptovalute non sono vietate dalla normativa elettorale vigente. Tuttavia, vengono considerate donazioni non monetarie e devono essere convertite e valorizzate in sterline al momento della ricezione.

La Commissione sottolinea inoltre l’obbligo per i partiti di verificare l’identità dei donatori, in particolare per importi superiori a 500 sterline, al fine di garantire trasparenza e conformità alle regole sul finanziamento politico.

La moratoria del governo e le motivazioni

Alla fine del mese scorso il governo guidato da Keir Starmer ha annunciato l’istituzione immediata di una moratoria sulle donazioni in criptovalute indirizzate ai partiti politici. La misura è stata motivata dalla preoccupazione che gli strumenti digitali possano rendere opaca l’origine e le finalità delle donazioni, ostacolando la tracciabilità dei flussi finanziari nella vita pubblica.

Il provvedimento inserisce le donazioni in valuta digitale nel più ampio contesto delle misure contro l’ingerenza estera e la manipolazione politica, segnalando come i regolatori percepiscano i pagamenti digitali non soltanto come una questione finanziaria, ma anche come un rischio per la tenuta democratica.

Implicazioni pratiche e aspetti procedurali

Il governo ha indicato che la moratoria potrebbe essere applicata retroattivamente a donazioni ricevute dal 25 marzo 2026, anche se al momento non sono ancora entrate in vigore modifiche di legge definitive. Questo crea un quadro di incertezza giuridica per i partiti e per i donatori che hanno già operato in quel periodo.

Dal punto di vista procedurale, la necessità di convertire e valutare in sterline le donazioni in criptovalute e l’obbligo di verifica dell’identità aumentano la complessità amministrativa per le forze politiche, che devono adeguare le proprie pratiche di rendicontazione e controllo interno.

Reazioni e contesto delle donazioni

Il contributo dichiarato da Ben Delo non compare al momento tra le donazioni elencate nei registri pubblici della Commissione elettorale connessi ai nomi riconducibili al donatore o a BitMEX. L’assenza nei registri pubblici può riflettere tempistiche di rendicontazione o modalità operative non ancora formalmente registrate.

Nigel Farage ha commentato il sostegno ricevuto sui social media:

“Persone coraggiose come Ben Delo stanno diventando ancora più determinate a sostenere Reform UK.”

Parallelamente, altre donazioni significative verso Reform UK sono già state riportate nelle scorse settimane: tra queste, un contributo di nove milioni di sterline da parte dell’imprenditore miliardario Christopher Harborne, da tempo attivo nel settore crypto e con investimenti in emittenti di stablecoin come Tether e in exchange come Bitfinex.

Il donatore dichiarato non ha fornito risposte a richieste di chiarimento; allo stesso modo, il partito ha pubblicamente accolto il sostegno senza entrare nei dettagli sulle modalità di pagamento o sulla tempistica esatta delle somme ricevute.

Considerazioni sul piano politico e istituzionale

La vicenda mette in evidenza tensioni tra innovazione finanziaria e esigenze di trasparenza democratica: da un lato, le criptovalute offrono nuovi strumenti per il trasferimento di valori; dall’altro, sollevano dubbi sulla tracciabilità e sulla possibilità che finanziamenti politici possano sfuggire ai tradizionali meccanismi di controllo.

Per i regolatori e per le istituzioni responsabili del finanziamento politico, la sfida sarà trovare un equilibrio tra la necessità di non ostacolare forme legittime di contributo e l’imperativo di prevenire rischi di influenza esterna o di opacità che possano minare la fiducia nell’integrità del processo elettorale.