Scontro tra analisti: Bitcoin in bilico sotto una resistenza decisiva nei mercati crypto

Il mercato delle criptovalute rimane bloccato poco sotto il picco di inizio febbraio: Bitcoin viene scambiato intorno a 71.200 USD e Ether a circa 2.185 USD, con una fase laterale che persiste nonostante il recente cessate il fuoco tra Usa e Iran abbia favorito un generale atteggiamento di risk-on.

Diversi analisti sono divisi sulle prospettive: Mike McGlone ha avvertito della necessità per BTC di riconquistare la soglia dei 75.000 USD per evitare un forte ribasso, mentre Tom Lee di Fundstrat sostiene che il mercato abbia già toccato il fondo; quest’ultimo punto va letto anche alla luce dell’esposizione del suo fondo in ETH, pari a circa 10,4 miliardi di dollari.

Nelle ultime 24 ore BTC ha registrato un aumento marginale di circa lo 0,3% da mezzanotte UTC, mentre ETH è rimasto sostanzialmente invariato dopo aver sovraperformato il mercato più ampio la giornata precedente. Gli operatori monitorano se questa stabilità range-bound sia la base per un nuovo slancio o un potenziale trabocchetto.

Posizionamento sui derivati

L’open interest (OI) sui futures di Bitcoin è salito a 726.000 BTC, il livello più alto della settimana, dopo un rimbalzo dai 693.000 BTC registrati nel fine settimana. L’incremento superiore all’1% nelle ultime 24 ore indica afflussi di capitale nonostante il prezzo spot fatichi a muoversi significativamente.

Il delta cumulativo di volume (CVD) a 24 ore per BTC rimane positivo per il secondo giorno consecutivo, mentre i funding rate perpetui si attestano poco sopra lo zero: un quadro che suggerisce una lieve inclinazione verso posizioni rialziste. Anche l’OI su futures di Ether, XRP e Solana è aumentato dell’1-2%.

Tuttavia, per questi token il CVD e i funding rate risultano lievemente negativi, segnale che indica una crescente domanda di scommesse ribassiste. Per le principali meme coin, come DOGE e SHIB, i letture del CVD restano negative: alcuni operatori interpretano questo come un elemento costruttivo per il mercato in generale, poiché una eccessiva esposizione rialzista su asset altamente speculativi è spesso indice di surriscaldamento.

Volatilità e opzioni

Gli indici di volatilità per Bitcoin e Ether continuano a scendere, segnalando una fase di calma relativa: le stime di mercato prezzano uno scostamento del prezzo attorno al 2,5% in entrambe le direzioni in relazione ai dati sull’inflazione previsti per venerdì, secondo 10x Research.

Sulla piattaforma Deribit si osserva ancora un lieve orientamento verso opzioni put, che offrono protezione dal ribasso, sebbene tale bias sia meno marcato rispetto a una settimana fa. Tra i flussi di mercato, la call su Bitcoin con strike a 80.000 USD ha registrato l’aumento maggiore nelle posizioni aperte nelle ultime 24 ore, seguita dalla call a 82.000 USD.

Token e altcoin

Il segmento altcoin ha mostrato dinamiche positive giovedì: MANA e AERO sono salite entrambe del 6%, mentre token legati alla finanza decentralizzata come MORPHO e PENDLE hanno guadagnato rispettivamente il 3,7% e il 2,7% da mezzanotte UTC.

È rilevante che il movimento di MANA sia avvenuto contestualmente a un aumento del 25% dell’open interest, un elemento che suggerisce il ricorso alla leva finanziaria più che acquisti spot. Gli indici di settore CoinDesk Computing Select Index (CPUS) e CoinDesk Smart Contract Platform Select Capped Index (SCPXC) sono stati tra i migliori benchmark, con rialzi compresi tra lo 0,4% e lo 0,5%, mentre l’ampio CoinDesk 100 (CD100) è rimasto invariato.

Scenario e implicazioni

Gli operatori seguiranno con attenzione la possibilità che Bitcoin superi i 75.000 USD e consolidi quel livello come supporto: un breakout confermato potrebbe innescare una rotazione di capitale verso le altcoin, molte delle quali restano sotto pressione dopo la svendita di febbraio e il successivo periodo di consolidamento.

Dal punto di vista istituzionale e della gestione del rischio, l’aumento dell’open interest combinato a funding rate prossimi allo zero implica una posizione del mercato più esposta alla leva finanziaria; in caso di movimento brusco i livelli di liquidazione potrebbero amplificare la volatilità. Per gli investitori retail e professionali, il consiglio rimane di monitorare i segnali di conferma tecnica e le metriche sui derivati prima di incrementare l’esposizione.

In sintesi, il mercato mostra segnali contraddittori: indicatori di flusso e open interest suggeriscono appetito per posizioni rialziste, ma letture del CVD, funding rate e volatilità contenuta invitano alla prudenza. Il superamento e la tenuta dei 75.000 USD per BTC rappresentano il catalizzatore chiave per il prossimo significativo spostamento di capitale nel settore crypto.