Osservatorio sugli asset digitali: primo trimestre 2026

Nel primo trimestre del 2026 gli asset digitali hanno chiuso sotto notevole pressione, proseguendo il ribasso iniziato in tarda 2025. Il quadro è descritto nell’ultima rassegna trimestrale di CoinDesk, che individua come fattori chiave l’acuirsi delle tensioni geopolitiche, l’atteggiamento prudente della Federal Reserve e flussi istituzionali che si sono invertiti prima di recuperare marginalmente verso la fine del trimestre.

Il trimestre in sintesi

Il CoinDesk 20 Index ha ceduto il 27,4% chiudendo a 1.952 punti, mentre Bitcoin ha registrato una perdita del 22,1% fermandosi a circa $68.228, il suo secondo peggior trimestre dalla seconda parte del 2022. L’escalation di tensioni in Medio Oriente ha spinto il petrolio oltre i $100 al barile, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi fermi nella forchetta 3,5%–3,75% dopo la riunione di marzo e i principali indici azionari statunitensi hanno mostrato cali sensibili: il S&P 500 -4,63% e il Nasdaq -5,98%. Tra i metalli, l’oro è stato il più resistente, salendo dell’8,19% fino a $4.671.

Nel corso della seconda metà del trimestre è emersa una dinamica rilevante: Bitcoin aveva già perso circa il 30% dal picco di febbraio prima dell’acuirsi delle tensioni di fine mese, il che suggerisce che buona parte del timore e delle liquidazioni forzate erano già state scontate. Dopo l’intensificarsi delle tensioni, Bitcoin ha recuperato il 3,54%, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno registrato discese rispettivamente del 5,09% e del 4,89%. Tra i segmenti più deboli si è distinto il CoinDesk Memecoin Index con un -41,7%, mentre il CoinDesk 80 ha sovraperformato Bitcoin chiudendo a -16,5%.

Flussi istituzionali sotto la lente

Nel comparto degli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti, i deflussi netti di gennaio e febbraio pari a 1,81 miliardi di dollari hanno annullato gran parte della domanda istituzionale accumulata nel 2024. A marzo si è osservato un parziale recupero con afflussi netti di 1,32 miliardi di dollari, ma il trimestre si è chiuso con riscatti netti complessivi di circa 496 milioni di dollari.

La stabilizzazione del prezzo di Bitcoin a marzo ha coinciso con il ritorno di flussi netti positivi, segnalando che il posizionamento istituzionale stava iniziando a ricomporsi prima della chiusura trimestrale. Nell’era degli ETF spot, i dati sui flussi forniscono un indicatore in tempo reale del sentiment istituzionale, una leva informativa che non era disponibile nei cicli precedenti.

Un elemento da osservare per il secondo trimestre è la possibile introduzione di un ETF spot di Morgan Stanley (ticker proposto $MSBT) con una commissione dello 0,14%, pensato per essere distribuito attraverso la rete di oltre 16.000 consulenti della banca: un prodotto di questo tipo potrebbe ampliare ulteriormente la domanda istituzionale su scala consulenziale.

Chiarezza regolamentare

Il 17 marzo una decisione congiunta della SEC e della CFTC ha qualificato 16 asset, tra cui SOL, XRP e DOGE, come commodity digitali, escludendoli dalla definizione di security. Tale pronuncia rimuove un importante nodo regolamentare e apre percorsi più chiari per l’approvazione di ETF spot su una gamma più ampia di asset.

Di conseguenza, i veicoli basati su basket e indici (ETP indicizzati) sono diventati la seconda categoria per numero di domande pendenti, dopo i prodotti focalizzati su Bitcoin. Gli indici di riferimento di CoinDesk, come il CD20 e il CD100, vengono sempre più citati come benchmark naturali per questi prodotti, facilitando la strutturazione e la valutazione degli ETP.

Sguardo al secondo trimestre

La direzione dei mercati nel Q2 dipenderà essenzialmente da due variabili: l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e la reazione della Federal Reserve ai dati sull’inflazione. Una de-escalation ridurrebbe le pressioni sui prezzi dell’energia e favorirebbe condizioni più morbide per il rischio, mentre un conflitto protratto manterrebbe la stretta delle condizioni finanziarie.

Il picco di Bitcoin di ottobre 2025 vicino a $126.000 e la correzione successiva rientrano nella dinamica storica del ciclo post-halving, che tende a produrre un drawdown di 18–24 mesi dopo i massimi. La differenza strutturale attuale è però la domanda istituzionale veicolata tramite ETF: nei giorni di punta del 2024 gli afflussi hanno superato 1 miliardo di dollari, l’equivalente di assorbire in un solo giorno oltre 30 giorni di offerta mineraria. Questo, insieme a un ambiente regolamentare più favorevole e a una gamma di prodotti istituzionali più profonda, conferisce una base strutturale più solida rispetto ai cicli precedenti.

Punti salienti per singoli asset

Ether ha chiuso il trimestre in calo del 29,1%. Gli ETF spot su ether negli Stati Uniti hanno registrato riscatti netti per circa 758 milioni di dollari. Sul fronte strutturale, Ethereum mantiene una posizione dominante nella tokenizzazione degli asset reali: al Q1 2026 il 59,4% dell’offerta complessiva di real-world assets tokenizzati risiede su Ethereum. Il lancio del ETF di staking ETHB di BlackRock il 12 marzo, con rendimenti attesi fra il 3% e il 7% annuo, introduce una componente di reddito per ETH che potrebbe attrarre allocatori orientati al rendimento.

Solana ha registrato una flessione del 33,2% ma ha toccato un importante traguardo operativo: il volume di transazioni stablecoin peer-to-peer ha raggiunto un nuovo massimo storico di 832 miliardi di dollari nel trimestre, segnalando una crescente adozione come infrastruttura di pagamento. Inoltre, per la prima volta il numero di detentori di asset reali su Solana ha superato quello su Ethereum, spinto da piattaforme come Ondo Global Markets e xStocks.

XRP è sceso del 27,1%, ma il racconto dominante è l’espansione dell’infrastruttura istituzionale intorno a Ripple. La stablecoin RLUSD ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 1,42 miliardi di dollari a fine trimestre, mentre la strategia di acquisizioni di Ripple—dalla prime brokerage tramite Hidden Road (con attività di clearing su volumi annui prossimi ai 3.000 miliardi di dollari) alla gestione di tesoreria con GTreasury—punta a costruire un ecosistema finanziario integrato attorno a XRP e RLUSD. Il catalizzatore per il Q2 sarà se queste integrazioni si tradurranno in attività on-chain misurabili e in adozione commerciale.

Questo riassunto si basa sull’ultimo rapporto di CoinDesk Research intitolato “Digital Assets: Quarterly Review and Outlook, Featuring CoinDesk 5 and CoinDesk 20”, che analizza performance, flussi e cambiamenti regolamentari del settore.

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Jamie Dimon ha detto:

“dobbiamo muoverci più velocemente”

Il commento del CEO di JPMorgan riflette la crescente pressione sulle banche tradizionali ad accelerare lo sviluppo di soluzioni basate su tecnologie distributed ledger, sia per rispondere a concorrenti fintech sia per sostenere l’innovazione dei servizi di pagamento e asset tokenization.

Nel frattempo un ETF su Bitcoin di Morgan Stanley è entrato sul mercato, intensificando la competizione tra grandi istituzioni finanziarie per la distribuzione di prodotti crittografici agli investitori istituzionali e ai consulenti finanziari.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta proponendo nuove regole per gli emittenti di stablecoin, volte a inquadrarli nelle medesime responsabilità normative delle altre istituzioni finanziarie, con l’obiettivo di rafforzare le misure anti-uso illecito e la custodia prudenziale degli asset.