Nei cantieri veneti arrivano i primi mediatori culturali per la sicurezza

Un primo corso sperimentale ha coinvolto nove mediatori — otto donne e un uomo — provenienti da Ucraina, Marocco, Bangladesh, Romania, Nigeria, India e Togo. Si tratta dei mediatori per la sicurezza sul lavoro che entreranno nei cantieri del Veneto, dove la gestione della sicurezza viene ripensata con strumenti linguistici e culturali differenti.

L’iniziativa nasce con un orizzonte strategico: in una regione in cui il fabbisogno di manodopera rimane elevato e il contributo dei lavoratori stranieri è determinante, rendere la formazione più inclusiva significa contenere gli infortuni, migliorare la qualità del lavoro e sostenere la competitività del comparto edilizio.

Una nuova figura professionale

Per rispondere a questa esigenza è stata introdotta la figura del mediatore culturale per la sicurezza. L’idea è stata promossa da Formedil Veneto, che ha organizzato i primi corsi per facilitatori linguistici incaricati di affiancare i formatori tecnici e rendere realmente comprensibili norme, procedure e rischi a lavoratori provenienti da contesti linguistici diversi.

Questa svolta operativa è prevista anche dal nuovo contratto regionale dell’edilizia artigiana e delle PMI e rappresenta un intervento concreto per colmare un gap formativo che emerge con maggiore evidenza nei cantieri con elevata presenza straniera.

Perché l’intervento è necessario

Il ricorso a mediatori nasce da un’esigenza di mercato: nei cantieri regionali la componente straniera della manodopera supera frequentemente la metà degli addetti nelle imprese edili artigiane. In alcune aree la percentuale raggiunge livelli tali da rendere la formazione in italiano insufficiente per garantire la piena comprensione delle regole di sicurezza.

Il fenomeno non riguarda soltanto il Veneto: a livello nazionale le assunzioni di lavoratori immigrati hanno costituito una quota significativa del totale, segnalando come l’integrazione lavorativa sia ormai parte integrante della strategia di approvvigionamento delle imprese.

Impatto sul settore dell’edilizia

Il settore edile regionale presenta caratteristiche strutturali che amplificano l’importanza di interventi di questo tipo: una quota rilevante di imprese artigiane, una presenza crescente di titolari stranieri e una domanda di lavoro che richiede spesso competenze specifiche trasferibili solo con percorsi formativi efficaci.

L’introduzione dei mediatori per la sicurezza può contribuire a ridurre gli infortuni attraverso una migliore comprensione dei segnali di pericolo, dell’uso dei dispositivi di protezione individuale e delle procedure operative, oltre a favorire una maggiore coesione nei luoghi di lavoro.

Ruolo delle istituzioni e degli attori locali

Per ottenere risultati duraturi è necessario un coordinamento tra vari soggetti: enti formativi, datoriali e sindacali, autorità per la sicurezza sul lavoro e amministrazioni locali. Il consolidamento della figura del mediatore richiede standard formativi certificati, percorsi di aggiornamento e riconoscimento nelle piattaforme regionali della formazione professionale.

Un possibile interlocutore per l’implementazione e il monitoraggio degli esiti è INAIL, che può contribuire con analisi degli infortuni e linee guida tecnico-operative, mentre le organizzazioni datoriali e le associazioni di categoria possono favorire l’inserimento operativo dei mediatori nei cantieri.

Prospettive e raccomandazioni

Per massimizzare l’efficacia dell’iniziativa è opportuno sviluppare materiali formativi multilingue, definire competenze minime per i mediatori, monitorare gli indicatori di sicurezza e promuovere la disseminazione delle buone pratiche tra le imprese. L’accreditamento dei corsi e il riconoscimento delle competenze facilitaranno la scalabilità del modello su tutto il territorio regionale.

Infine, un approccio sistemico che integri formazione, vigilanza e politiche di inserimento lavorativo può trasformare la diversità della forza lavoro in un vantaggio competitivo, migliorando salute e sicurezza e valorizzando le competenze di tutti i lavoratori presenti nei cantieri.



Author: Tony
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