La scommessa su Bitcoin da $80,000 è ora la più popolare nei derivati: Crypto Daybook Americas

Il sentimento nel mercato di Bitcoin sembra essersi invertito dopo un periodo prolungato: molti investitori stanno ora posizionandosi per un possibile rally verso i $80.000. Sulla piattaforma di derivati Deribit, che rappresenta una parte rilevante del mercato globale delle opzioni crypto, l’opzione call con strike a $80.000 è diventata la scommessa più diffusa, superando la put a $60.000 che aveva dominato il posizionamento nei mesi precedenti durante la fase di discesa dei prezzi.

Secondo i dati di Deribit, l’open interest sullo strike a $80.000 supera 1,6 miliardi di dollari, con ogni contratto che rappresenta un bitcoin, mentre la put a $60.000 mostra un open interest di circa 1,41 miliardi di dollari. Nel breve termine BTC ha già recuperato sopra i $70.000 da minimi della settimana intorno ai $67.000, sostenuto in parte da una tregua temporanea tra U.S. e Iran che ha esercitato pressione al ribasso sui prezzi del petrolio.

Impatto macro e legame con il petrolio

Una debolezza persistente dei prezzi del petrolio può contribuire ad attenuare le pressioni inflazionistiche, rafforzando l’ipotesi di riduzioni dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. In un contesto del genere aumenta la propensione al rischio degli investitori, condizione che storicamente ha favorito asset come Bitcoin.

Dati on-chain e segni di accumulo

I dati on-chain offrono ulteriori elementi a supporto della tesi rialzista: per la seconda settimana del 2026 i portafogli che detengono più di 10.000 BTC hanno registrato afflussi netti, un segnale di accumulo da parte delle cosiddette «whales» più che di domanda guidata dagli ETF.

Paul Howard said:

“Per la seconda settimana del 2026, i portafogli con oltre 10.000 BTC hanno registrato afflussi netti: questo indica accumulo da parte delle grandi posizioni più che domanda guidata dagli ETF. Se questa dinamica dovesse persistere, aumenta la probabilità di un’inasprimento dell’offerta che potrebbe spingere Bitcoin verso la fascia dei $75.000–$80.000.”

Un accumulo prolungato delle grandi entità può ridurre la liquidità disponibile sul mercato spot e, in presenza di domanda crescente, generare pressioni rialziste sui prezzi.

Prospettive e valutazioni degli analisti

Alcuni analisti ritengono che, in condizioni favorevoli, non si possa escludere un’estensione del rialzo fino a $100.000 entro la fine di giugno. Tra i fattori citati vi sono afflussi significativi verso ETF su BTC e un aumento delle partecipazioni da parte di grandi investitori.

Matt Mena said:

“Negli ultimi trenta giorni abbiamo osservato oltre 1,5 miliardi di dollari di afflussi netti verso ETF su BTC, insieme a un incremento delle detenzioni da parte di grandi investitori di circa il 6% dall’inizio dell’anno: questo suggerisce domanda continuativa da partecipanti più sofisticati. Se le tensioni geopolitiche si attenuano e la regolamentazione diventa più chiara, un movimento verso i 100.000 dollari entro la fine del secondo trimestre non può essere escluso.”

L’eventuale realizzazione di tali ipotesi dipenderà comunque dall’evoluzione di variabili geopolitiche, regolamentari e dall’effettiva conferma della domanda istituzionale nel tempo.

Rischi e fattori di attenzione

I rischi rimangono significativi: la tregua in corso è fragile e una nuova escalation geopolitica potrebbe invertire la discesa del prezzo del petrolio, comprimere l’appetito per il rischio e limitare i rialzi di Bitcoin. Inoltre, eventi macroeconomici inattesi possono generare volatilità improvvisa.

È prevista la pubblicazione dei dati sul PIL del quarto trimestre negli U.S.. Pur trattandosi di una lettura retrospettiva, una sorpresa significativa in una delle direzioni potrebbe comunque scatenare movimenti di breve periodo nei mercati finanziari, influenzando le aspettative sulle politiche monetarie e la propensione al rischio.

Segnale tecnico

Dal punto di vista tecnico, il grafico giornaliero mostra le oscillazioni di prezzo di Bitcoin con una trendline discendente tracciata dal massimo storico di oltre $126.000 raggiunto in ottobre 2025, che rappresenta la resistenza principale del bear market successivo.

Un breakout deciso al di sopra di questa trendline, preferibilmente accompagnato da volumi robusti e conferme successive, segnerebbe probabilmente la fine del trend ribassista e aprirebbe la porta a un’inversione più ampia, con obiettivi iniziali nella fascia dei $75.000–$80.000 e potenziale estensione se il momentum dovesse rafforzarsi.

Al contrario, un rigetto sulla trendline confermerebbe la sua validità come resistenza e aumenterebbe il rischio di un ritorno verso i supporti recenti, con possibili discese verso i $65.000 o livelli inferiori.

Conclusione

Complessivamente, i segnali combinano elementi rialzisti — accumulo da parte di grandi portafogli e forte interesse nelle opzioni call da parte degli operatori — con rischi geopolitici e macroeconomici che potrebbero invertire rapidamente il sentimento. L’esito dipenderà dall’evoluzione delle tensioni internazionali, dall’andamento del petrolio, dalle letture economiche e dalla conferma tecnica del mercato.