Georgieva (Fmi): la guerra in Iran mette a rischio la crescita mondiale

L’ultimo intervento della direttrice del Fondo monetario internazionale evidenzia come il conflitto in Iran stia già alterando le prospettive di crescita mondiale, riducendo le stime anche rispetto allo scenario più favorevole elaborato dall’istituzione.

Kristalina Georgieva ha dichiarato:

“Se non ci fosse stato questo shock, avremmo alzato le previsioni di crescita globale. Ma ora, anche il nostro scenario più favorevole indica un ribasso”.

L’osservazione conferma quanto emerso nelle analisi condotte da diversi centri di studio: l’entità del rallentamento dipenderà in larga misura dalla durata del conflitto e dall’entità dei danni alle infrastrutture, oltre che dalle interruzioni nelle catene di approvvigionamento e dagli effetti sulla fiducia degli attori economici.

La frenata

La direttrice del Fondo monetario internazionale ha pronunciato le osservazioni dal quartier generale di Washington, in vista delle riunioni di primavera del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, quando verranno pubblicate le previsioni aggiornate sull’economia globale.

Al termine del discorso inaugurale, Kristalina Georgieva ha tenuto una conversazione con il presidente del Council on Foreign Relations, Michael Froman, per discutere le conseguenze economiche e geopolitiche del conflitto.

Secondo la direttrice, la guerra nel Medio Oriente condizionerà profondamente i lavori del meeting. Pur evitando di anticipare cifre dettagliate prima della pubblicazione ufficiale, ha segnalato che lo shock geopolitico è sufficiente ad indebolire il quadro globale, nonostante la spinta positiva che continua a provenire dagli investimenti nell’Intelligenza artificiale.

A gennaio il Fondo monetario internazionale aveva stimato un aumento del PIL globale del 3,3% per il 2026, pari al valore previsto per il 2025. La revisione in corso comporterà una riduzione rispetto a questo già contenuto tasso di crescita.

La differenza tra lo scenario reale e quello che si sarebbe verificato in assenza del conflitto rappresenta il costo economico dell’evento: tale scarto riflette perdite di produzione, rallentamento degli scambi, aumento dei premi di rischio e possibili ripercussioni sui prezzi dell’energia.

Scenari e impatti

Nel rapporto che verrà pubblicato, il Fondo monetario internazionale presenterà una serie di scenari articolati, che variano in base alla gravità e alla durata delle tensioni. Queste ipotesi servono a stimare effetti differenti su crescita, inflazione e bilanci pubblici.

I principali canali di trasmissione del danno sono riconducibili a tre fattori: la distruzione di infrastrutture strategiche, la rottura temporanea o prolungata delle catene di fornitura e la perdita di fiducia che può deprimere consumi e investimenti. Questi elementi possono generare effetti duraturi, specialmente nei Paesi già vulnerabili.

Le ricadute sull’inflazione e sui prezzi dell’energia impongono risposte misurate delle autorità monetarie: banche centrali e governi dovranno valutare il bilanciamento tra sostegno alla crescita e contenimento delle pressioni inflazionistiche, tenendo conto della riduzione degli spazi fiscali per molti Stati.

Conseguenze per i Paesi emergenti e per la politica economica

I Paesi emergenti e a basso reddito sono particolarmente esposti: shock esterni possono trasformarsi in crisi delle bilance dei pagamenti, aumento del costo del finanziamento e pressioni sui tassi di cambio. Il Fondo monetario internazionale e altre istituzioni multilaterali dovranno quindi monitorare i fabbisogni di liquidità e coordinare strumenti di assistenza.

Per i governi avanzati la priorità sarà proteggere i settori più colpiti preservando la sostenibilità dei conti pubblici. Per il mondo nel suo complesso, rimane cruciale la cooperazione internazionale per garantire la stabilità delle forniture energetiche e alimentari e prevenire effetti a catena sull’economia reale.

In conclusione, l’analisi dell’istituzione internazionale segnala un moderato peggioramento delle prospettive rispetto alle precedenti stime e invita a politiche coordinate e a misure mirate per attenuare gli effetti dello shock geopolitico sulla crescita globale.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.