Bithumb avvia il sequestro di beni per una disputa nata da un errore su 8 milioni di dollari in bitcoin

Bithumb, principale exchange di criptovalute della Corea del Sud, ha chiesto a un tribunale locale l’emissione di un provvedimento cautelare per congelare sette bitcoin che non sarebbero stati restituiti dopo un errore di pagamento avvenuto a febbraio. Con questa mossa la piattaforma ha intensificato l’azione contro un ristretto gruppo di utenti che si rifiuterebbero di restituire i fondi.

Come è avvenuto l’errore

L’episodio risale al 6 febbraio, quando Bithumb ha lanciato una promozione per erogare 620.000 won a ciascuno dei 249 vincitori. Per errore operativo il personale ha inserito la sigla “BTC” al posto di “KRW“, facendo sì che il sistema contabilizzasse, sui registri interni della piattaforma, 620.000 bitcoin per ogni vincitore anziché l’equivalente in valuta locale.

Si è trattato di un errore umano che per un brevissimo periodo ha dato l’impressione che l’exchange avesse creato una quantità enorme di BTC, con una capitalizzazione teorica di miliardi. Nel giro di pochi minuti alcuni utenti hanno venduto parte delle somme accreditate: circa 1.788 BTC sono stati ceduti prima che Bithumb intervenisse congelando gli account coinvolti.

Recupero dei fondi e misure giudiziarie

La piattaforma è riuscita a rettificare la maggior parte delle voci errate e a recuperare gran parte delle monete vendute, ma restavano ancora somme non restituite per un controvalore iniziale stimato in circa 12,3 miliardi di won, corrispondenti a circa 8,3 milioni di dollari al momento dell’episodio.

Dopo mesi di tentativi di contatto con i destinatari, la cifra residua è stata progressivamente ridotta e ora l’azione giudiziaria mira in particolare a congelare sette bitcoin ancora non ricondotti al patrimonio dell’exchange. La richiesta al tribunale è stata presentata come atto propedeutico a un’azione civile più ampia.

Quadro giuridico e possibili conseguenze

Secondo giuristi locali, il caso rientra nella fattispecie dell’arricchimento senza causa: chi ha beneficiato indebitamente di fondi o asset altrui è tenuto a restituirli. Quando le criptovalute sono state vendute, la restituzione può richiedere l’acquisto delle stesse sul mercato a prezzi correnti per rimborsare l’exchange, con il rischio che i costi di riacquisto siano superiori a quanto originariamente ricevuto.

Il sequestro conservativo richiesto da Bithumb blocca temporaneamente la possibilità per i debitori di trasferire o disporre degli asset oggetto della controversia, facilitando eventuali azioni risarcitorie in sede civile. La causa civile che potrebbe seguire valuterà responsabilità, modalità di recupero e possibili danni subiti dall’exchange.

Impatto sul mercato e rischi collegati

La vicenda evidenzia come un errore umano, unito alla rapidità e alla irreversibilità delle transazioni in ambito crypto, possa trasformarsi in una crisi di proporzioni rilevanti. La vendita massiccia avvenuta nei minuti successivi all’errore ha temporaneamente spinto al ribasso il prezzo del rapporto BTC/KRW, con effetti sui libri di negoziazione dell’exchange.

Per gli utenti, oltre al rischio legale di dover restituire asset o rimborsare in valuta, emergono questioni pratiche legate a responsabilità contrattuali e alle policy degli exchange su errori operativi. Per le piattaforme, casi simili richiamano l’attenzione su controlli interni, procedure di validazione delle promozioni e strumenti di gestione del rischio operativo.

Contesto settoriale

Bithumb è il secondo exchange di criptovalute per volume di scambi in Corea del Sud, secondo dati di mercato pubblici, con un volume nelle 24 ore indicativo inferiore a quello del primo operatore locale, Upbit. La rilevanza dell’exchange sul mercato nazionale amplifica gli effetti di errori operativi sia in termini economici sia di immagine.

Il caso offre un’opportunità per approfondire regolamentazione, responsabilità e meccanismi di tutela per gli utenti nel settore crypto, temi che interessano autorità di vigilanza, operatori e investitori sia a livello nazionale sia internazionale.