Bitcoin scende sotto i 71.000 dollari: ETH, SOL e XRP crollano mentre il cessate il fuoco in Iran vacilla entro 48 ore dalla firma
- 9 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Bitcoin è stato scambiato a 70.981 dollari giovedì, in calo dello 0,5% nelle 24 ore ma ancora in rialzo del 6,1% nella settimana, mentre i segnali di cedimento del cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran che aveva alimentato il rally di martedì hanno iniziato ad emergere meno di 48 ore dopo l’annuncio.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, ha dichiarato che tre clausole della proposta di cessate il fuoco sono state violate, senza però specificarne il contenuto. Nel frattempo sono proseguiti attacchi israeliani nel Libano, aumentando le preoccupazioni regionali.
Lo Stretto di Hormuz, corridoio marittimo cruciale per il trasporto energetico, resta di fatto chiuso: il transito delle petroliere è minimo nonostante l’impegno iraniano a consentire un passaggio “coordinato”. La situazione in quello stretto è un fattore determinante per i prezzi del petrolio e per la logistica delle forniture a livello globale.
Mercati dell’energia
Brent ha recuperato circa il 2% attestandosi attorno ai 97 dollari al barile dopo il crollo di oltre il 10% registrato mercoledì, che rappresentava la peggiore giornata in sei anni per il greggio. Il rapido rimbalzo riflette la volatilità del mercato, passato in poche ore dal prezzare una prospettiva di pace al prezzare nuovamente incertezza sul mantenimento del cessate il fuoco.
La dinamica dei prezzi del petrolio è osservata con attenzione dagli investitori perché può tradursi in pressioni inflazionistiche e influenzare le decisioni delle banche centrali su tassi e politiche monetarie.
Criptovalute
Ether è sceso del 2,6% a 2.180 dollari dopo aver guidato il rally legato al cessate il fuoco con un guadagno settimanale del 5,2%. Tra le altre criptovalute, Solana (SOL) ha perso il 3,1% a 81,96 dollari, XRP è calato del 3% a 1,33 dollari e dogecoin è scivolato del 3,4% a 0,091 dollari. BNB ha mostrato una flessione più contenuta (-2,2%) e si è mantenuto vicino ai 600 dollari.
Per il Bitcoin, la salita da 67.000 a 72.700 dollari registrata in corrispondenza del cessate il fuoco e la successiva tenuta sopra i 70.000 dollari, nonostante l’oscillazione di giovedì, rappresentano il comportamento dei prezzi più positivo dall’inizio del conflitto sei settimane fa. L’intervallo compreso tra 65.000 e 73.000 dollari che ha contenuto i movimenti dalla fine di febbraio resta invariato, ma ora il Bitcoin sta testando la metà superiore della forchetta anziché navigare nella parte bassa.
Azioni e obbligazioni
L’indice MSCI Asia Pacific ha ceduto lo 0,9%, con due titoli in calo per ogni titolo in rialzo, dopo il forte balzo collegato all’euforia per il cessate il fuoco del giorno precedente. I futures sull’S&P 500 e quelli europei segnalavano un calo dello 0,2%, prospettando la fine della serie positiva di quattro giorni per i mercati azionari globali.
I titoli di Stato statunitensi sono rimasti stabili dopo aver annullato un rialzo precedente, con gli operatori preoccupati che un aumento dei prezzi del petrolio possa tradursi in maggiori pressioni inflazionistiche e quindi in rendimenti più elevati nel medio periodo.
Politica monetaria e salario reale
Federal Reserve continua a richiamare l’attenzione sul rischio di una traiettoria inflazionistica al rialzo, pur evidenziando segnali di un mercato del lavoro in lieve raffreddamento. Questo contesto mantiene vivo lo scenario di tassi “più alti per più tempo”.
Nel Giappone la crescita salariale ha raggiunto livelli pluridecennali, alimentando le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi da parte della banca centrale giapponese. L’effetto combinato di politiche restrittive in più economie è stato definito da alcuni analisti come:
“inasprimento non coordinato”
Questa dinamica — tassi in aumento in mercati diversi e condizioni geopolitiche instabili — rende più difficile per gli operatori trovare un punto di riferimento stabile sulle attese di politica monetaria, amplificando la volatilità degli asset rischiosi e dei tassi di interesse reali.
Implicazioni e prospettive
Nel breve termine, la tenuta del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran rimane la variabile chiave per i mercati: un suo rapido deterioramento può tradursi in nuovi aumenti dei prezzi del petrolio e in un’accresciuta avversione al rischio, con impatti negativi su azioni e criptovalute. Al contrario, un consolidamento della tregua potrebbe sostenere i rendimenti degli asset più rischiosi.
Per il Bitcoin, i fattori determinanti includono la liquidità globale, le decisioni delle banche centrali e il sentiment degli investitori istituzionali. Se la moneta digitale riuscirà a confermare la tenuta sopra i 70.000 dollari e a superare nuovamente la soglia dei 73.000, il mercato potrebbe interpretarlo come un segnale di forza; in caso contrario, ritestare la parte bassa della forchetta evidenzierebbe persistenza dell’incertezza.
Gli operatori monitoreranno inoltre i dati macroeconomici e gli sviluppi geopolitici nei prossimi giorni per valutare la probabilità che il cessate il fuoco duri per l’intero periodo previsto e per aggiustare di conseguenza l’asset allocation su energia, titoli di Stato, azioni e criptovalute.