La tregua spinge Bitcoin, ma l’euforia degli investitori potrebbe non tornare subito

Il mercato delle criptovalute ha ripreso slancio dopo che un cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran ha ridotto parte dell’incertezza geopolitica e ha fatto crollare i prezzi del petrolio.

Negli ultimi 24 ore Bitcoin è salito di circa il 3% attestandosi intorno a $71.600, mentre ether, XRP e Solana hanno messo a segno guadagni superiori al 5%. L’indice delle principali criptovalute ha sovraperformato il leader di mercato, un comportamento tipico quando le altcoin accelerano rispetto a Bitcoin.

Impatto del calo del petrolio

Il prezzo del petrolio è precipitato dopo l’accordo che ha previsto la riapertura del Stretto di Hormuz, una via cruciale per le spedizioni energetiche globali. I futures sul WTI negoziati al NYMEX hanno registrato una flessione significativa, che ha attenuato i timori inflazionistici e ridotto la pressione sui segnali di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Quando il petrolio scende in modo pronunciato, la combinazione di minori pressioni sui prezzi e rendimenti obbligazionari più bassi tende a creare un ambiente più favorevole per gli asset rischiosi, compresi i token digitali. A sostegno del recupero si osserva anche una diminuzione della volatilità implicita a 30 giorni su Bitcoin e ether, un indicatore che misura il nervosismo dei mercati e che, da quando sono arrivati gli ETF spot, si comporta sempre più come un equivalente del VIX per le criptovalute.

Ruolo degli ETF e domanda istituzionale

L’eventuale debutto con volumi significativi di un ETF su Bitcoin gestito da una grande banca potrebbe dare ulteriore vigore al movimento, rinforzando la narrativa dell’adozione istituzionale e favorendo acquisti sulle correzioni.

Marex ha detto:

“Il modello recente mostra una domanda istituzionale che torna a manifestarsi tramite gli ETF. Quando ci sono afflussi, i cali vengono ricomprati più rapidamente e il mercato mantiene livelli più elevati anche quando il momentum rallenta.”

Tuttavia, il rally notturno è stato in parte alimentato dallo scioglimento di posizioni short: trader che avevano scommesso su un’escalation tra Stati Uniti e Iran sono rimasti scoperti e sono state liquidate posizioni short per centinaia di milioni di dollari in poche ore. In assenza di nuova domanda strutturale, aumenti di questo tipo possono rapidamente correggersi o consolidarsi in un andamento laterale in attesa di conferme.

Rischi persistenti legati al traffico marittimo e alle assicurazioni

Nonostante il calo dei listini, il prezzo del greggio resta sensibilmente più alto rispetto ai livelli precedenti all’inizio del conflitto e la tregua concordata è temporanea. Perché il petrolio scenda in maniera più duratura è necessario che il traffico nel Stretto di Hormuz e i premi assicurativi tornino ai livelli pre-crisi.

QCP Capital ha detto:

“Si tratta di una pausa piuttosto che di una soluzione definitiva; il cessate il fuoco dipende da come l’Iran gestirà il passaggio attraverso Hormuz nelle prossime settimane. Questa cautela è rilevante perché la narrativa del danno fisico non è scomparsa.”

Finché permarranno incertezze sul controllo delle rotte marittime e sui costi assicurativi, il petrolio potrebbe restare vicino ai livelli attuali, limitando la ripresa piena degli asset più rischiosi come le criptovalute.

Liquidazioni e rischi tecnici

Le forti liquidazioni di posizioni short hanno contribuito al rimbalzo, ma sono eventi che non vanno confusi con un afflusso di capitale duraturo. I mercati possono mostrare fasi di volatilità elevata con rapidi movimenti in entrambe le direzioni fino a quando non emergono segnali chiari di domanda stabile.

Prospettive tecniche per Bitcoin

Dal punto di vista tecnico, il prezzo spot di Bitcoin ha superato la media mobile semplice a 50 giorni, un livello monitorato dagli operatori per i trend a breve termine. Questo movimento indica un rafforzamento del momentum rialzista dopo il rimbalzo dal supporto della trendline tracciata dai minimi di febbraio.

Se il rialzo prosegue, il prossimo livello da osservare è la media a 100 giorni, attorno a $76.100. Al contrario, un cedimento potrebbe riportare il prezzo verso i minimi di fine marzo vicino a $65.000, zona che dovrebbe offrire domanda di supporto; una perdita anche di quel livello potrebbe aprire la strada a una discesa fino a $60.000.

Conclusioni e implicazioni per gli investitori

Il quadro attuale offre segnali incoraggianti per chi osserva un ritorno dell’interesse verso le criptovalute, ma rimane caratterizzato da rischi significativi: la natura temporanea del cessate il fuoco, la possibile normalizzazione lenta del traffico e delle polizze assicurative e la dipendenza da flussi istituzionali tramite ETF.

Gli operatori dovrebbero valutare la sostenibilità degli afflussi, monitorare i livelli tecnici chiave e restare attenti alle notizie sull’evoluzione delle condizioni geopolitiche e dei mercati energetici, poiché questi fattori continueranno a influenzare la direzione dei mercati rischiosi.