Bitcoin supera i 72.000 dollari mentre il petrolio crolla dopo l’annuncio di una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran
- 8 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin e i futures azionari statunitensi sono saliti nettamente nella serata di martedì, mentre i prezzi del petrolio sono crollati dopo che Donald Trump ha annunciato su Truth Social una sospensione di due settimane delle ostilità con Iran.
La criptovaluta di riferimento, indicata anche come BTC, ha raggiunto un picco a $72.699, segnando un rialzo di circa il 5% nelle 24 ore, secondo i dati di CoinDesk. L’indice più ampio CoinDesk 20 Index è cresciuto del 5% fino a 2.034 punti.
I futures sull’S&P 500 hanno guadagnato il 1,9%, quelli legati al Nasdaq il 2,2% e i contratti sul Dow Jones sono saliti di circa l’1,8%.
Parallelamente, il prezzo del greggio West Texas Intermediate (WTI) è precipitato di oltre il 10% fino a circa $95 al barile, con una contrazione simile registrata anche per il Brent.
Dichiarazioni ufficiali e contenuto della tregua
Donald Trump ha scritto su Truth Social:
“Accetto di sospendere il bombardamento e l’attacco all’Iran per un periodo di due settimane.”
“Sarà un cessate il fuoco a doppio senso! Il motivo è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari, e siamo molto avanzati con un accordo definitivo per una pace a lungo termine con l’Iran e per la pace in Medio Oriente.”
Teheran ha confermato la tregua, precisando che, se gli attacchi contro Iran saranno sospesi, le sue «potenti Forze Armate» cesseranno le operazioni difensive. Le autorità iraniane hanno inoltre dichiarato che le navi cisterna potranno transitare in sicurezza nello Stretto di Hormuz per due settimane, a condizione di coordinazione con le forze militari iraniane e nel rispetto di limitazioni tecniche.
Reazioni e analisi sui mercati energetici
Javier Bias, editorialista sull’energia e le materie prime per Bloomberg, ha commentato su X:
“L’Iran conferma anche una tregua di due settimane. Ma la riapertura dello Stretto di Hormuz è un po’ confusa, con un avvertimento su ‘limitazioni tecniche’ e la necessità di ‘coordinazione’ con le forze armate iraniane. Tuttavia, riapre il flusso di petrolio e GNL.”
La prospettiva di un transito più regolare nello Stretto di Hormuz ha ridotto le preoccupazioni per l’offerta immediata di greggio e gas naturale liquefatto, determinando un rapido ridimensionamento dei premi per il rischio geopolitico che avevano spinto il prezzo del petrolio al rialzo nelle settimane precedenti.
Effetti sulle criptovalute e dinamiche di leva
Nei giorni precedenti, l’incertezza legata al conflitto aveva tenuto sotto pressione gli asset rischiosi. Bitcoin era rimasto volatile, con i rialzi limitati dal contemporaneo rally del petrolio e dalle crescenti attese d’inflazione, fattori che avevano spinto molti operatori a cercare posizioni short nel mercato dei futures.
La ripresa dei prezzi ha innescato liquidazioni sulle posizioni con leva: le piattaforme di scambio hanno chiuso quasi $600 milioni di posizioni in futures sui crypto con leva, di cui oltre $400 milioni derivavano da scommesse ribassiste. Questo fenomeno ha generato uno squeeze contro chi era short, esercitando ulteriore pressione al rialzo sui prezzi mentre i trader cercavano di coprire le perdite.
Il rapido rientro del rischio geopolitico suggerisce una possibile normalizzazione temporanea degli spread di prezzo, ma gli analisti avvertono che la durata e la credibilità della tregua saranno decisive per la persistenza dei movimenti osservati sui mercati finanziari ed energetici.
Inoltre, se la sospensione dovesse rivelarsi temporanea o seguita da nuove escalation, è probabile che la volatilità torni a intensificarsi, con impatti su premi assicurativi per il trasporto marittimo, costi logistici e, più in generale, sulle aspettative di inflazione che influenzano le decisioni delle banche centrali.