Pensioni di vecchiaia, l’Inps fa dietrofront: rimborsi e ricalcoli per migliaia di pensionati
- 7 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
INPS ha annunciato un riesame d’ufficio delle posizioni pensionistiche interessate dall’applicazione impropria di aliquote di rendimento meno favorevoli, riconoscendo un errore nell’interpretazione della norma e disponendo rimborsi per le differenze di pensione di vecchiaia, comprese quelle in cumulo, con pagamento degli arretrati e degli interessi legali aggiornati con rivalutazione monetaria.
Il riesame riguarda in particolare le quote di pensione calcolate secondo il sistema retributivo che erano state liquidate applicando le nuove aliquote di rendimento più restrittive. Per le posizioni interessate, l’ente procederà alla riliquidazione d’ufficio con l’adozione delle aliquote più favorevoli, riconoscendo le differenze sui ratei arretrati e gli interessi legali, calcolati a ritroso dalla data di riliquidazione.
La disposizione alla base della controversia nasce con la Manovra 2024, che ha modificato le aliquote utilizzate per il calcolo delle quote retributive delle pensioni per gli iscritti a determinate casse previdenziali. In particolare, per gli iscritti con meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 2025 sono state introdotte aliquote complessivamente più basse, con conseguente riduzione dell’assegno per alcune categorie di pensionati.
Le casse interessate comprendono, tra le altre, le ex‑categorie del sistema precedente: ex-Inpadap, Cpdel (Dipendenti degli enti locali), Cps Sanitari (operatori sanitari), Cpi (personale di asili e scuole elementari parificate) e Cpug (Ufficiali giudiziari). Il differente meccanismo di calcolo ha avuto effetti variabili a seconda del titolo di accesso alla pensione e della data di maturazione dei requisiti.
Durante l’iter legislativo della Manovra 2024 era stata prevista un’esenzione dall’applicazione delle nuove aliquote per le pensioni di vecchiaia e per chi aveva maturato i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2023. Tale deroga mirava a proteggere i trattamenti già consolidati o i percorsi di pensionamento maturati prima dell’entrata in vigore della norma.
Nella pratica, tuttavia, l’interpretazione iniziale dell’ente ha esteso l’applicazione delle aliquote meno favorevoli anche alle pensioni di vecchiaia, provocando una rideterminazione non coerente con l’intento normativo e penalizzando alcuni titolari di pensione.
Con il messaggio n. 787 del 5 marzo 2026 INPS ha chiarito che le aliquote meno vantaggiose non debbono essere applicate alle pensioni di vecchiaia, incluse quelle liquidate in regime di cumulo e in presenza di cessazione per dimissioni da un rapporto con una pubblica amministrazione. Il criterio rilevante è il tipo di trattamento pensionistico ottenuto: se si tratta di pensione anticipata si applicano le nuove aliquote, salvo il caso di requisiti maturati entro il 31 dicembre 2023; se si tratta di pensione di vecchiaia devono essere utilizzate le aliquote precedenti, più favorevoli.
La rettifica interessa alcune decine di migliaia di pensionati la cui ricostituzione del trattamento pensionistico è stata effettuata con la nuova aliquota più bassa. Per queste posizioni INPS procederà d’ufficio alla riliquidazione, riconoscendo le differenze sui ratei arretrati e gli interessi legali, aggiornati con la rivalutazione monetaria. In pratica non sarà necessario presentare istanze individuali per ottenere la correzione ove la posizione sia effettivamente coinvolta.
Le modalità operative prevedono controlli interni dell’ente per individuare le posizioni errate, la ricalcolazione dei trattamenti e l’emissione dei conguagli. È prevedibile che l’iter amministrativo richieda tempi variabili in base alla complessità delle singole posizioni e alla mole delle verifiche da svolgere.
La correzione ha un impatto sia economico sia amministrativo: sul piano economico per il riconoscimento di somme arretrate a favore dei pensionati, sul piano amministrativo per la necessità di adeguare procedure e modelli di calcolo da parte dell’ente previdenziale. Dal punto di vista delle relazioni istituzionali, la rettifica evita controversie legali e contestazioni su larga scala, riducendo il rischio di ricorsi individuali e collettivi che avrebbero richiesto tempi e risorse aggiuntive.
Per i pensionati interessati è consigliabile verificare le comunicazioni ufficiali ricevute da INPS e, se necessario, rivolgersi agli sportelli o ai servizi di assistenza per ottenere chiarimenti sullo stato della propria posizione e sui tempi previsti per l’erogazione degli arretrati.