Crans Montana, il padre di Chiara Costanzo lancia una fondazione per i giovani

Una fondazione è stata costituita per onorare la memoria di Chiara Costanzo, una delle persone decedute nell’incendio avvenuto durante la notte di Capodanno nel locale Le Constellation nella località alpina di Crans-Montana, in Svizzera. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare il dolore della perdita in un progetto concreto a sostegno dei giovani con talento e ambizione.

Andrea Costanzo ha detto:

“È l’unico modo che ci consente di trasformare il dolore in qualcosa di accettabile: ricordarla e onorarne la memoria facendo anche del bene ad altri ragazzi.”

Le «Borse di sogno» per i giovani talenti

La fondazione, promossa da Andrea Costanzo e da Giovanna Lanella, genitori di Chiara Costanzo, si propone di erogare le cosiddette Borse di sogno: borse di studio e sostegni economici rivolti a ragazze e ragazzi che dimostrino capacità, dedizione e progetto professionale ma che non dispongano delle risorse finanziarie per realizzarlo. Il meccanismo prevede selezioni basate su merito, piani di sviluppo individuali e percorsi di accompagnamento per favorire la crescita personale e professionale dei beneficiari.

Andrea Costanzo ha detto:

“È un qualcosa che purtroppo non si risolve, qualcosa con cui convivi giorno dopo giorno.”

Andrea Costanzo ha detto:

“L’unica speranza che abbiamo è che questo dolore possa un pochino cambiare forma e ci consenta quanto meno di conviverci.”

Il rinvio dell’interrogatorio e la reazione dei familiari

L’interrogatorio di Jacques Moretti, gestore del locale dove è avvenuta la tragedia, è stato rinviato per motivi legati a uno stato di shock post-traumatico. La decisione ha suscitato forte sconcerto e frustrazione tra i familiari delle vittime, che auspicavano uno svolgimento delle audizioni per accelerare gli accertamenti.

Andrea Costanzo ha detto:

“Direi che lo shock post-traumatico è quello che stiamo passando noi.”

Andrea Costanzo ha detto:

“Mi fa molta rabbia, preferisco sempre non commentare questo genere di notizie perché rischierei di dire delle cose forse troppo forti.”

Valutazioni legali sulle scelte processuali

Fabrizio Ventimiglia, uno dei legali che assiste i familiari delle vittime, ha espresso amarezza per alcune scelte difensive e procedurali, soprattutto in considerazione della fase iniziale in cui era stata manifestata disponibilità a collaborare. Il legale ha invitato a valutare soluzioni alternative che non ostacolino l’acquisizione di elementi utili all’inchiesta, come la convocazione di persone la cui audizione era già programmata.

Fabrizio Ventimiglia ha detto:

“Prendiamo atto della scelta difensiva e del provvedimento della Procura, che tuttavia avrebbe potuto valutare, in alternativa, la convocazione della signora Jessica Moretti, trattandosi di audizione già programmata da tempo.”

Questioni ancora aperte e responsabilità istituzionali

Secondo il legale, a distanza di mesi dagli eventi permangono numerosi aspetti da chiarire riguardo al ruolo e alle responsabilità di tutti gli indagati. L’indagine si trova in una fase delicata: la sequenza delle convocazioni e degli atti procedurali potrebbe influire, anche indirettamente, sulle dichiarazioni degli interessati e sulla ricostruzione dei fatti.

È stato inoltre sottolineato che occorre verificare con attenzione i profili di responsabilità delle istituzioni coinvolte nella prevenzione e nel controllo delle attività pubbliche: dal ruolo del Comune nella concessione di autorizzazioni e nei controlli di sicurezza, fino alle competenze del Cantone in materia di regolamentazione e ispezioni. Un esame puntuale delle procedure amministrative e dei controlli può contribuire a chiarire eventuali omissioni e a prevenire future tragedie simili.

Gli avvocati delle famiglie auspicano che non vengano posti ulteriori impedimenti e che le indagini proseguano con la necessaria rapidità e accuratezza, per accertare responsabilità e garantire trasparenza e giustizia alle vittime e ai loro cari.