Bitcoin, ether e solana restano stabili mentre Trump fissa la scadenza di martedì sera per l’accordo con l’Iran
- 7 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è sceso a 68.589 dollari nelle ore asiatiche di martedì, dopo che il rally di lunedì legato a notizie su un possibile cessate il fuoco si è rapidamente esaurito, mentre Donald Trump ha fissato una scadenza per martedì notte per un accordo con Iran e ha rivolto minacce se non sarà raggiunta un’intesa.
Donald Trump ha detto:
“Se non si raggiunge un accordo, distruggeremo ogni ponte in Iran entro la mezzanotte di domani.”
La più grande criptovaluta ha perso lo 0,6% nelle ultime 24 ore dopo aver toccato i 69.350 dollari lunedì, quando la diffusione di informazioni su un possibile cessate il fuoco di 45 giorni aveva spinto brevemente i prezzi sopra i 69.000 dollari. L’ottimismo è durato circa 12 ore.
Ether è sceso dell’1% a 2.104 dollari, Solana (SOL) ha perso il 2,7% a 79,75 dollari, XRP è calato dell’1,6% a 1,32 dollari, e dogecoin è scivolato del 2,2% a 0,09 dollari. BNB è rimasto relativamente stabile a 598 dollari.
Movimento dei prezzi e posizionamento degli investitori
Il comportamento osservato nelle ultime sei settimane si è ripetuto: notizie positive provocano rialzi temporanei, che vengono poi temperati da commenti o sviluppi negativi che cancellano le speranze di un recupero duraturo. Questo schema è stato accompagnato da un forte riposizionamento degli operatori.
Diana Pires, responsabile commerciale di sFOX, ha dichiarato:
“Questo movimento sembra meno un cambiamento dei fondamentali e più un riposizionamento che si è trovato fuori fase. Verso il fine settimana il sentiment era fortemente ribassista e l’interesse allo short si era accumulato; quando sono arrivate le notizie sul cessate il fuoco, quelle posizioni hanno dovuto essere smobilitate.”
Il rimbalzo di lunedì ha generato 196,7 milioni di dollari in liquidazioni di posizioni short, penalizzando i trader ribassisti. Il ritracciamento di martedì è arrivato dopo che Iran avrebbe trasmesso al mediatore Pakistan un rifiuto formale della proposta di cessate il fuoco, chiedendo condizioni più ampie come la fine permanente delle ostilità, la revoca delle sanzioni, programmi di ricostruzione e garanzie per il transito nella regione di Hormuz.
Effetti sui mercati energetici e finanziari
Il petrolio statunitense è salito oltre i 112 dollari al barile dopo le dichiarazioni del presidente, mentre il Brent si è scambiato vicino a 115,66 dollari, con un progresso giornaliero del 2,9%.
Donald Trump ha detto:
“Se non si trova un accordo, le forze armate potrebbero mettere fuori uso ogni centrale elettrica in Iran.”
Donald Trump ha aggiunto:
“I colloqui stanno procedendo bene.”
Nonostante la volatilità e i continui avvicendamenti di notizie positive e negative, l’indice S&P 500 ha registrato la sua più lunga serie di avanzamenti dall’inizio dell’anno, riuscendo a mantenere piccoli guadagni nel corso della seduta.
Contesto macroeconomico e implicazioni per la politica monetaria
Il quadro macroeconomico resta incerto. Dati recenti sui servizi negli Stati Uniti mostrano una crescita meno robusta a marzo, un declino dell’occupazione con la contrazione più accentuata dall’anno precedente e un’accelerazione dei prezzi degli input. Questa combinazione non fornisce al Fed un’indicazione netta su quando sarà opportuno tagliare i tassi o mantenerli invariati.
Nei prossimi giorni usciranno letture inflazionistiche chiave che contribuiranno a chiarire il bilancio dei rischi per la politica monetaria e potranno influenzare sia i mercati azionari sia quelli delle criptovalute, data la sensibilità degli asset rischiosi alle aspettative sui tassi reali e sulla crescita economica.
Il range di riferimento per le criptovalute
Bitcoin si muove stabilmente all’interno di un range compreso tra 65.000 e 73.000 dollari dall’inizio del conflitto: ogni tentativo di superare la parte alta si è arrestato, mentre ogni discesa ha trovato supporto verso il limite inferiore. Il comportamento futuro dipenderà in larga misura dagli sviluppi geopolitici e dai dati macro in arrivo.
La scadenza fissata da Donald Trump per la mezzanotte di martedì rappresenta un possibile catalizzatore a breve termine: l’esito di quel termine determinerà quale estremità del range verrà testata successivamente e potrà guidare la direzione delle negoziazioni nei giorni successivi.