La Spagna sfonda i 22 milioni di occupati: nuovo record

Nel mese di marzo la Spagna ha superato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 22 milioni di occupati iscritti alla Previdenza Sociale, un risultato che il governo socialista ha immediatamente rivendicato come una tappa significativa della ripresa economica del Paese.

Pedro Sánchez ha commentato il traguardo:

“Stiamo scrivendo la storia.”

Pedro Sánchez ha aggiunto:

“Per la prima volta, la Spagna raggiunge i 22 milioni di iscritti alla Previdenza Sociale. Siete voi a sostenere, promuovere e costruire questo Paese. Una squadra che sta scrivendo la storia. Ventidue milioni di posti di lavoro!”

Nel video di accompagnamento alla comunicazione il primo ministro indossava la maglia della nazionale con il numero 22 e ha detto:

“La Spagna ha la migliore squadra.”

I numeri del governo

Secondo le cifre diffuse da Madrid, dall’insediamento dell’esecutivo guidato da Pedro Sánchez nel 2018 gli iscritti alla Previdenza Sociale sono aumentati di quasi 3,4 milioni. Il dato viene presentato come il frutto di una combinazione di ripresa economica e politiche del lavoro attuate negli ultimi anni.

Il governo sottolinea inoltre che, in un contesto europeo, una quota rilevante dei nuovi posti creati nell’ultimo periodo si è concentrata nel Paese: secondo le stime citate dall’esecutivo, metà dei nuovi posti di lavoro nell’Unione Europea in un determinato periodo recente sarebbero stati generati in Spagna. La Commissione Europea prevede che la creazione di occupazione possa mantenersi a ritmi comparabili anche nel 2026.

Il record riguarda anche la occupazione femminile: sono quasi 10,4 milioni le donne iscritte alla Previdenza Sociale, una crescita di circa 1,8 milioni rispetto al 2018, evidenziando un miglioramento nella partecipazione al mercato del lavoro.

Per quanto riguarda i giovani, oltre 3 milioni di giovani risultano occupati, con un aumento vicino al 40% rispetto al 2018. Parallelamente il tasso di precarietà è diminuito: rispetto a otto anni fa, il numero di lavoratori con contratto a tempo indeterminato è cresciuto di circa cinque milioni.

Contesto e implicazioni

La cifra degli iscritti alla Previdenza Sociale è un indicatore chiave perché riflette non solo il livello di occupazione, ma anche la base contributiva per pensioni e ammortizzatori sociali; per questo motivo il dato è frequentemente citato nelle valutazioni economiche e nelle discussioni politiche sul futuro del mercato del lavoro.

Dal punto di vista politico, il risultato rappresenta un elemento di rafforzamento della narrativa del governo socialista sulla gestione dell’economia e dell’occupazione. Tuttavia, osservatori e analisti sottolineano che è importante valutare anche la qualità delle nuove posizioni lavorative, l’andamento dei salari reali e la sostenibilità nel tempo della crescita occupazionale.

Per consolidare il miglioramento del mercato del lavoro, le autorità dovranno proseguire nel monitoraggio delle condizioni contrattuali, nell’attenzione alle disuguaglianze territoriali e di genere, e nelle misure che agevolano l’inserimento stabile dei giovani nel mondo del lavoro, conciliando obiettivi di crescita con la sostenibilità delle finanze pubbliche.