Naoris Protocol mette online una blockchain resistente ai computer quantistici mentre Bitcoin ed Ethereum affrontano le minacce del Q-Day
- 3 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Naoris Protocol ha lanciato la sua blockchain resistente ai computer quantistici, una rete pensata per mantenere la sicurezza anche di fronte a futuri calcolatori quantistici in grado di compromettere la crittografia attualmente in uso.
Nathaniel Szerezla said:
“La mainnet rappresenta il passaggio dal proof‑of‑concept a un’infrastruttura di produzione. La rete ha già convalidato oltre 100 milioni di transazioni utilizzando crittografia post‑quantistica. Non è una promessa sul piano di sviluppo; è una capacità operativa misurata.”
Il debutto arriva in un momento di crescente preoccupazione per le blockchain consolidate come Bitcoin e Ethereum, che si trovano a fronteggiare il rischio di una cosiddetta Q‑Day, ovvero il momento in cui computer quantistici sufficientemente potenti potrebbero violare gli schemi crittografici che proteggono le reti.
La questione è tornata al centro del dibattito dopo un’analisi secondo cui un computer quantistico con un numero elevato ma non impossibile di qubit potrebbe compromettere la catena di blocchi di Bitcoin, e dopo segnalazioni su potenziali vulnerabilità che potrebbero mettere a rischio centinaia di miliardi di dollari in asset su Ethereum.
Poiché le transazioni registrate su una blockchain sono immutabili, qualsiasi debolezza attuale potrebbe essere sfruttata in futuro da macchine con potenza quantistica adeguata, rendendo urgente la ricerca e l’adozione di contromisure tecniche.
Come funziona la protezione post‑quantistica
Naoris Protocol è stato progettato fin dall’origine per utilizzare schemi crittografici post‑quantistici e algoritmi approvati dal National Institute of Standards and Technology per proteggere account, transazioni e beni digitali.
Il sistema implementa ciò che viene definito una “transizione di sicurezza irreversibile”: una volta che un utente adotta chiavi post‑quantistiche, le firme compatibili con la vecchia crittografia non sono più accettate per le transazioni. In pratica, il protocollo blocca automaticamente tentativi di firma con metodi tradizionali considerati vulnerabili, aumentando la protezione anche nel caso in cui la crittografia classica venisse successivamente compromessa.
Dal punto di vista architetturale, la protezione post‑quantistica è oggi attiva sulla propria mainnet, ma la piattaforma è stata ideata con l’obiettivo di estendere il supporto a portafogli, exchange, reti di Layer 2 e piattaforme DeFi in futuro, agevolando una possibile migrazione dell’ecosistema verso soluzioni resilienti.
Testnet, metriche e partecipazione iniziale
Il lancio è seguito a una fase di test estesa. La mainnet è partita con un gruppo ristretto e su invito di partecipanti strategici che gestiscono i primi nodi validatori, costituendo lo strato di fiducia iniziale della rete e consentendo una partenza controllata prima di un’espansione più ampia.
Durante la fase testnet la rete ha rilevato e mitigato oltre 603 milioni di minacce, processato più di 106 milioni di transazioni post‑quantistiche, creato oltre 3,3 milioni di portafogli e attivato oltre un milione di nodi di sicurezza a livello globale, secondo i dati diffusi dalla società.
Token nativo e ruolo nella governance
Il token nativo NAORIS alimenta le dinamiche di funzionamento della rete: contribuisce alla sicurezza delle transazioni, serve a far rispettare le regole del protocollo e a creare meccanismi di fiducia tra i partecipanti.
La capitalizzazione di mercato del token è stata comunicata intorno ai 36 milioni di dollari, dato che fotografa la dimensione economica iniziale dell’ecosistema e l’interesse degli operatori verso soluzioni di sicurezza avanzata.
Implicazioni pratiche e prospettive regolamentari
L’emergere di blockchain post‑quantistiche solleva questioni pratiche e regolamentari. Exchange, custodi e istituzioni che detengono asset digitali dovranno valutare strategie di migrazione delle chiavi, aggiornamenti infrastrutturali e compliance con standard tecnici certificati da enti come il National Institute of Standards and Technology.
La transizione su larga scala presenterà sfide operative e costi: la gestione delle chiavi, l’interoperabilità tra vecchie e nuove reti, e la protezione degli asset storici sono aspetti che richiedono pianificazione e coordinamento tra sviluppatori, operatori di mercato e autorità di vigilanza.
In questo contesto, progetti come Naoris Protocol offrono una strada percorribile per introdurre resistenza quantistica nelle infrastrutture blockchain, ma l’efficacia complessiva dipenderà dall’adozione diffusa di standard condivisi e dalla capacità del settore di implementare migrazioni sicure e scalabili.