Metaniera russa Arctic Metagaz di nuovo in balia del mare

La rimorchio di una petroliera russa è fallito a causa del maltempo e la nave è rimasta alla deriva nel Mediterraneo, secondo quanto comunicato dalle autorità libiche competenti.

Dettagli dell’incidente

La nave interessata è la Arctic Metagaz, che era stata colpita da una serie di esplosioni lo scorso 3 marzo mentre trasportava un carico di gas naturale liquefatto dalla Russia verso l’Egitto. Dopo gli eventi esplosivi l’imbarcazione è stata abbandonata e risulta tuttora fuori controllo, secondo il comunicato dell’Autorità libica per i trasporti marittimi.

Autorità libica per i trasporti marittimi ha dichiarato:

“La nave è fuori controllo.”

Tentativi di rimorchio e condizioni meteo

Le operazioni di rimorchio sono iniziate il 24 marzo ma sono state interrotte e infine dichiarate fallite a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Le autorità hanno segnalato raffiche di vento che raggiungono i 40–50 nodi e onde alte fino a cinque metri, condizioni che rendono estremamente pericolose le manovre di salvataggio e il rimorchio di una nave danneggiata.

Autorità libica per i trasporti marittimi ha avvertito:

“Si invita tutte le navi, le unità marittime e le autorità competenti a tenersi lontane dalla nave e a segnalare qualsiasi avvistamento di fuoco o fumo.”

Rischi ambientali e contenuto della nave

Secondo le autorità russe, al momento dell’abbandono la Arctic Metagaz trasportava ancora circa 700 tonnellate di carburante e una quantità significativa di gas naturale liquefatto. Questi elementi comportano rischi multipli: sversamenti di carburante possono causare inquinamento della superficie marina, mentre il gas naturale liquefatto può, in determinate condizioni, evaporare formando nubi infiammabili o rappresentare un pericolo per la sicurezza se sottoposto a traumatiche variazioni di temperatura o pressione.

La gestione di un relitto che trasporta idrocarburi e gas richiede competenze specializzate e attrezzature adeguate; il successo delle operazioni dipende da condizioni meteorologiche favorevoli, disponibilità di rimorchiatori di potenza adeguata e di squadre di intervento preparate a fronteggiare incendi, rischio di esplosione e dispersione di idrocarburi.

Implicazioni legali e istituzionali

La situazione solleva questioni di responsabilità e coordinamento internazionale: spetta alle autorità del paese costiero interessato gestire le misure di emergenza nelle proprie acque territoriali, ma è normale che si renda necessaria la cooperazione tra Stati, armatori e società di salvataggio specializzate. Organismi internazionali e convenzioni marittime forniscono quadri normativi per il coordinamento delle operazioni di soccorso e per le procedure di contenimento e bonifica in caso di inquinamento.

In assenza di un rimorchio riuscito, le autorità competenti mantengono gli avvisi alle navi e richiedono segnalazioni tempestive di qualsiasi anomalia rilevata nelle vicinanze del relitto, al fine di ridurre il rischio per la navigazione commerciale e per le comunità costiere.

Prospettive e azioni successive

Nei prossimi giorni saranno valutate ulteriori opzioni operative che tengano conto delle condizioni meteo e della sicurezza degli interventi: ciò potrà includere nuove operazioni di rimorchio in finestre meteorologiche più favorevoli, l’impiego di rimorchiatori più potenti o l’intervento di squadre internazionali di salvataggio e bonifica. Le autorità continuano a monitorare la situazione e a informare la comunità marittima.

Al momento l’invito principale resta quello di evitare l’area e di segnalare prontamente ogni avvistamento che possa indicare pericolo o peggioramento delle condizioni del relitto.