Ethereum Foundation mette in staking 93 milioni di dollari in ether in 24 ore e raggiunge l’obiettivo di 70.000 ETH

Il>Ethereum Foundation ha depositato circa 93 milioni di dollari in ETH giovedì, effettuando più versamenti che portano la posizione totale in staking a circa 143 milioni di dollari, avvicinandosi così all’obiettivo di 70.000 ETH annunciato a febbraio, secondo i dati di Arkham.

Il versamento complessivo di 45.034 ETH è stato suddiviso in tranche uniforme da 2.047 ETH ciascuna, ognuna del valore approssimativo di 4,23 milioni di dollari, trasferite dal treasury multisig della fondazione al contratto di deposito della Eth2 Beacon Chain.

A un prezzo di circa 2.059 dollari per ETH, la posizione complessiva in staking di 143 milioni corrisponde a circa 69.500 ETH, ossia quasi l’intero impegno di 70.000 ETH. La fondazione aveva incrementato progressivamente la posizione dal febbraio scorso, iniziando con un deposito iniziale di 2.016 ETH e aggiungendo circa 20.470 ETH lunedì; la tranche di giovedì ha coperto il saldo rimanente in un’unica soluzione.

Il portafoglio della fondazione tracciato da Arkham mostra asset totali per circa 270,9 milioni di dollari distribuiti su 14 indirizzi, con la componente in ETH prevalente (circa 102.400 ETH, pari a 210,9 milioni di dollari). Tra le posizioni minori si segnalano riserve in USDC, BNB e una frazione di bitcoin.

Rendimenti e meccanica dello staking

Staking indica il processo di blocco di criptovalute per contribuire alla sicurezza di una blockchain e ottenere ricompense periodiche. Il meccanismo è spesso paragonato all’acquisto di obbligazioni: il capitale resta impegnato e genera un flusso di reddito passivo sotto forma di ricompense di rete.

Alle attuali percentuali di rendimento, la posizione messa in staking dalla fondazione potrebbe produrre tra circa 3,9 e 5,4 milioni di dollari all’anno, corrispondenti a un APY compreso tra il 2,7% e il 3,8% tipico per staker istituzionali. L’utilizzo di strumenti come MEV-boost può incrementare ulteriormente i ritorni, aumentando il rendimento effettivo per i validatori che ne fanno uso.

È tuttavia importante considerare aspetti operativi e di rischio: lo staking comporta vincoli di liquidità (tempi di uscita e possibilità di ritardi nelle operazioni di prelievo), oltre al rischio tecnico di penalità o slashing in caso di cattiva gestione dei validatori. Per istituzioni con grandi tesorerie, lo staking rappresenta un modo per trasformare asset inattivi in fonti di entrate ricorrenti, contribuendo al finanziamento di progetti, ricerca e operatività senza ricorrere alla vendita diretta delle riserve.

Perché la fondazione sta puntando sullo staking

La decisione della Ethereum Foundation di mettere parte del proprio treasury in staking mira a creare un flusso di ricavi sostenibile per finanziare attività di ricerca, sovvenzioni e funzionamento operativo, evitando di liquidare le riserve in ETH. Questo approccio è pensato per garantire una gestione di lungo periodo più autosufficiente della tesoreria.

In passato la fondazione aveva ricorso a vendite di ETH per coprire spese correnti, operazione che aveva suscitato critiche e timori circa l’impatto sulle valutazioni di mercato. Lo staking riduce la necessità di vendite ricorrenti, pur non escludendo del tutto la possibilità di utilizzare parte delle riserve liquide se necessario.

Completare l’obiettivo di 70.000 ETH non esaurisce le opzioni a disposizione: la fondazione detiene ancora oltre 100.000 ETH non messi in staking. Non è stato comunicato se tali risorse saranno progressivamente aggiunte al programma di staking o mantenute come riserva liquida per esigenze operative o strategiche.

Al momento dei depositi, il prezzo di Ether era intorno ai 2.059 dollari, con una flessione settimanale approssimativa del 4,3%. L’operazione della fondazione avrà un impatto limitato sull’andamento dei prezzi dati i volumi relativi al mercato globale, ma rappresenta un segnale significativo di gestione prudente e orientata alla sostenibilità per un attore istituzionale di rilievo nell’ecosistema.

Nel complesso, la strategia riflette una scelta di lungo periodo volta a rafforzare la missione istituzionale attraverso ricavi operativi ricorrenti, sostenendo al contempo la sicurezza e la decentralizzazione della rete Ethereum.