Banche comunitarie statunitensi si oppongono all’approvazione del charter per Coinbase trust

Independent Community Bankers of America ha espresso forti preoccupazioni in merito all’approvazione condizionata del Office of the Comptroller of the Currency (OCC) alla richiesta di Coinbase per ottenere una charter nazionale di banca fiduciaria, sostenendo che la domanda non soddisfa gli standard regolamentari e potrebbe generare rischi per i consumatori e per il sistema finanziario.

Secondo l’associazione, la documentazione presentata da Coinbase evidenzia carenze nei controlli di rischio, nella sostenibilità della redditività e nella pianificazione per la risoluzione in caso di crisi. Inoltre, è stata sollevata una questione giuridica circa i limiti dell’autorità statale dell’OCC nell’estendere poteri fiduciari per attività legate alle criptovalute senza applicare l’insieme completo delle normative bancarie.

Il documento osserva che un numero crescente di soggetti non bancari sta tentando di accedere ai vantaggi associati a una charter bancaria statunitense senza sottostare agli stessi requisiti regolamentari previsti per le banche tradizionali, con potenziali implicazioni sistemiche.

Critiche e timori sulla stabilità

Americans for Financial Reform Education Fund ha criticato la decisione, sostenendo che un’approvazione di questo tipo si discosta dalla prassi normativa consolidata e potrebbe esporre il sistema finanziario a rischi riconducibili alla volatilità del mercato cripto, alle frodi e al riciclaggio di denaro.

Le obiezioni formali si collocano nel contesto della decisione condizionata assunta dall’OCC dopo circa sei mesi di esame della domanda di Coinbase per costituire una banca fiduciaria nazionale. Il dibattito mette in evidenza divergenze tra autorità di vigilanza, associazioni bancarie e operatori del settore crypto sulla supervisione adeguata di attività digitali complesse.

Posizione di Coinbase

Coinbase ha sottolineato che l’ottenimento della charter porrebbe le sue attività di custodia e infrastruttura di mercato sotto la supervisione federale, assicurando al contempo che non intende detenere depositi della clientela né praticare il sistema delle riserve frazionarie.

Coinbase said:

“The right path forward for crypto is through the system — not around it.”

La contesa sui prodotti a rendimento e gli stablecoin

La controversia si inserisce in una disputa più ampia tra gruppi bancari e società cripto sul ruolo degli asset digitali nel sistema finanziario, con particolare attenzione agli stablecoin e ai prodotti che offrono rendimenti. Le autorità e le banche tradizionali temono che strumenti con rendimento possano sottrarre raccolta al sistema bancario e altering la trasmissione del credito.

Brian Moynihan, amministratore delegato di Bank of America, aveva avvertito che permettere ai emittenti di stablecoin di offrire interessi potrebbe attrarre fino a 6.000 miliardi di dollari di depositi fuori dal circuito bancario, riducendo la capacità di erogazione del credito e innalzando il costo del finanziamento.

Rischi normativi e proposte legislative

Gruppi di settore come il Bank Policy Institute hanno espresso preoccupazioni analoghe in comunicazioni alle autorità di governo, evidenziando possibili lacune regolamentari che consentirebbero a prodotti basati su stablecoin di eludere vincoli prudenziali e di alterare i canali di credito tradizionali.

Il confronto è anche politico: a Washington si discute il progetto di legge denominato US Digital Asset Market Clarity Act, pensato per stabilire regole federali di riferimento per la supervisione delle attività digitali. Alcuni punti chiave, in particolare quelli relativi ai rendimenti associati agli stablecoin, restano tuttora oggetto di negoziazione tra legislatori e stakeholder.

Brian Armstrong, amministratore delegato di Coinbase, aveva indicato in precedenza la propria indisponibilità a sostenere la versione del disegno di legge così come formulata se fossero rimaste restrizioni sui vantaggi legati agli stablecoin; contestualmente, il chief legal officer di Coinbase, Paul Grewal, ha dichiarato che i legislatori si stanno avvicinando a un’intesa sui punti centrali, pur riconoscendo che la questione dei rendimenti resta un ostacolo significativo.

Impatto procedurale e prospettive

La disputa normativa ha già avuto effetti procedurali: l’esame del disegno di legge da parte del Senate Banking Committee è stato rinviato, rallentando il processo legislativo necessario per definire un quadro federale uniforme per le risorse digitali. Questa incertezza normativa complica la pianificazione degli operatori e la valutazione dei rischi da parte dei regolatori.

Dal punto di vista regolamentare, la questione cruciale riguarda l’equilibrio tra innovazione finanziaria e tutela dei risparmiatori: una maggiore inclusione delle attività cripto nell’ambito delle charter bancarie può aumentare la supervisione federale, ma solleva anche domande sulle condizioni e sui requisiti minimi che tali entità devono rispettare per garantire stabilità e protezione.

Considerazioni finali

La decisione dell’OCC e le reazioni del mondo bancario e delle organizzazioni di advocacy indicano che il percorso verso una regolamentazione chiara delle attività cripto in ambito federale sarà lungo e caratterizzato da compromessi tecnici e politici. Le autorità dovranno bilanciare la necessità di integrare infrastrutture digitali nel sistema finanziario con la tutela della stabilità, della concorrenza e della protezione dei consumatori.