Vendite di bitcoin dalle tesorerie accelerano mentre Riot, Bhutan e società quotate escono dalle posizioni

Negli ultimi due anni molte realtà che avevano accumulato riserve in bitcoin (BTC) stanno iniziando a liquidare parte dei loro portafogli, una tendenza che desta preoccupazione sui mercati per la pressione al ribasso sui prezzi e gli effetti sui bilanci aziendali.

La debolezza prolungata del mercato ha indotto società quotate, alcune presentate in passato come detentrici a lungo termine, a rivedere le proprie strategie patrimoniali e a vendere parte delle riserve per rimborsare debiti o finanziare nuovi piani strategici.

Empery Digital ha comunicato di aver venduto 370 BTC a un prezzo medio di circa $66.632, realizzando proventi pari a circa $24,7 milioni e mantenendo in portafoglio 2.989 BTC. Una parte del ricavato è stata utilizzata per rimborsare integralmente un finanziamento a termine e per sbloccare circa 1.800 BTC che erano stati posti a garanzia.

La società aveva iniziato ad accumulare la tesoreria in bitcoin nel luglio 2025, raggiungendo un picco intorno a 4.000 BTC. Da allora il titolo ha subito forti perdite rispetto ai massimi registrati nel 2025.

Genius Group, azienda che coniuga formazione e tecnologie basate su intelligenza artificiale e che aveva detenuto fino a 440 BTC lo scorso anno, ha completamente smobilizzato la propria posizione. Recentemente ha ceduto gli ultimi 84 BTC per rimborsare un indebitamento di circa $8,5 milioni, dichiarando l’intenzione di ricostituire la tesoreria in bitcoin solo quando le condizioni di mercato saranno più favorevoli.

Riot Platforms, tra le maggiori società minerarie quotate negli Stati Uniti, ha anch’essa ridotto parte delle proprie riserve. Secondo i dati blockchain analizzati pubblicamente, la società avrebbe trasferito 500 BTC per un controvalore di circa $34,13 milioni, continuando a utilizzare la tesoreria per finanziare la transizione verso attività legate all’intelligenza artificiale e al calcolo ad alte prestazioni.

Nel periodo finale del 2025 Riot avrebbe venduto circa $200 milioni in bitcoin. L’azienda ha accumulato BTC principalmente attraverso le attività di mining, raggiungendo in passato picchi superiori a 19.000 BTC e attualmente mantenendo una posizione di circa 17.500 BTC.

Nei confronti degli Stati sovrani, anche il governo del Bhutan ha progressivamente ridotto la propria esposizione su bitcoin, cedendo complessivamente 3.103 BTC nel corso delle ultime fasi di mercato; una singola transazione del 30 marzo avrebbe liquidato 375 BTC, riducendo ulteriormente la riserva che, costruita negli anni tramite operazioni minerarie sostenute dallo Stato, aveva superato le 13.000 unità a ottobre 2024.

Nonostante le vendite recenti rappresentino un segnale negativo per i compratori, l’insieme delle società con tesoreria in bitcoin conserva ancora una quantità significativa di riserve: le stime aggregate indicano che le detenzioni pubbliche ammontano a circa 1.164.800 BTC, ossia oltre il 5% dell’offerta totale prevista di 21 milioni di unità.

Nel breve termine questa serie di disinvestimenti può aumentare la volatilità e comprimere i prezzi, ma la presenza continuativa di grandi detentori pubblici rimane un elemento strutturale importante per la liquidità e la dinamica dell’asset.

Impatto sulle strategie aziendali

Le operazioni di vendita osservate riflettono due esigenze principali: la gestione del rischio di bilancio e il reperimento di liquidità per finanziare nuove direttrici strategiche. Per alcune società si tratta di rimborsare esposizioni debitorie o liberare collateral, per altre di ottenere risorse da destinare a investimenti in tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e l’high performance computing.

Nel settore del mining esiste una distinzione operativa tra chi accumula BTC come risultato naturale dell’attività estrattiva e chi adotta una strategia esplicita di tesoreria con una data di inizio definita. Le pressioni sul prezzo portano entrambe le tipologie a considerare vendite tattiche per sostenere la crescita aziendale o per rafforzare la posizione finanziaria.

Prospettive per il mercato e scenari futuri

Dal punto di vista macro, la capacità di assorbire vendite di ampio volume dipende dalla domanda istituzionale e al dettaglio, dalle politiche monetarie e dall’evoluzione regolamentare. Se la domanda non riesce a compensare l’offerta derivante dalle cessioni delle tesorerie pubbliche, il prezzo potrebbe subire ulteriori pressioni.

Tuttavia, la concentrazione di riserve in mani pubbliche e private rappresenta anche un potenziale punto di stabilità nel medio-lungo periodo: detentori significativi potrebbero decidere di ridurre l’esposizione in modo graduale o di riprendere gli acquisti qualora si presentassero condizioni più favorevoli.

Per gli investitori e gli operatori è fondamentale monitorare due variabili chiave: l’andamento delle vendite dalle tesorerie pubbliche e il flusso di domanda che entra nel mercato per assorbire tali vendite, oltre alle scelte strategicofinanziarie delle società che hanno accumulato riserve di bitcoin.

In sintesi, le recenti liquidazioni segnalano una fase di riallineamento delle strategie aziendali e della gestione del rischio, ma non cancellano la rilevanza delle riserve pubbliche di bitcoin come fattore strutturale per il mercato.