Cibo, moda e arredamento: i giovani che guidano le eccellenze italiane verso il futuro

Al centro del Forum «Creare Futuro» è emersa con forza la necessità di investire nelle nuove generazioni e di affrontare la complessa questione della difficoltà a reperire, attrarre e trattenere figure professionali adeguate allo sviluppo delle imprese.

Secondo le proiezioni elaborate dal Sistema Informativo Excelsior per conto di Unioncamere e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel periodo 2025-2029 le imprese italiane dovranno assumere tra i 3,3 e i 3,7 milioni di lavoratori. Su base annua queste stime corrispondono a una domanda di circa 247-268 mila tra laureati e diplomati delle Its Academy, 185-216 mila diplomati della scuola secondaria superiore di indirizzo tecnico-professionale o liceale e circa 125-126 mila persone con qualifiche di formazione professionale.

La sfida delle nuove generazioni

La formazione si conferma un elemento strategico nelle politiche di recruiting aziendale: oggi la domanda è concentrata su profili tecnici, spesso difficili da trovare. Anche i comparti tradizionalmente caratterizzati dalle cosiddette tre «F» mostrano le stesse criticità nella ricerca di competenze specialistiche.

Un collegamento più efficace tra mondo della formazione e imprese, come quello offerto dal sistema duale, è considerato una risposta prioritaria. Questo approccio integra percorsi formativi e pratiche lavorative, favorendo l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato e riducendo il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.

I dati citati durante il forum, condivisi dal partner dell’iniziativa Umana, evidenziano come percorsi tecnici e professionalizzanti possano garantire esiti occupazionali significativi: gli ITS registrano, ad esempio, tassi di placement che arrivano fino al 90% a un anno dal diploma, pur non riuscendo ancora a colmare interamente il divario con il fabbisogno del mercato.

Per ridurre il gap servono politiche integrate: investimenti mirati nella formazione tecnica, incentivi alle imprese che accolgono apprendisti, e una maggiore promozione delle carriere tecniche presso studenti e famiglie. Anche il rafforzamento dei legami territoriali tra scuole, centri per l’impiego e imprese può migliorare la capacità di inserimento professionale.

La voce di giovani imprenditori

Durante l’incontro i rappresentanti dei giovani imprenditori hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di aggiornare il modo in cui il sistema produttivo comunica il proprio valore alle nuove generazioni, valorizzando competenze e processi produttivi tipici del Made in Italy.

Carlo Briccola ha detto:

“Le nuove generazioni, cresciute in un contesto sempre più improntato all’immediatezza, faticano a comprendere il valore del lavoro artigianale e della cura dei processi che caratterizzano il nostro sistema produttivo. Occorre aggiornare il linguaggio con cui il settore si racconta, rendendolo più vicino ai giovani: non si tratta solo di cultura, ma di far conoscere concretamente i cicli produttivi e la complessità che si cela dietro ogni prodotto. Il Made in Italy non ha bisogno di essere reinventato, ma di essere raccontato meglio ai giovani.”

Il tema è stato ripreso anche in chiave di sistema: per molti giovani imprenditori la competitività si costruisce attraverso sinergie tra imprese e non in modo isolato, e questo richiede un cambio culturale e organizzativo.

Guglielmo Gennaro Auricchio ha detto:

“Parlare di impresa oggi significa considerare la filiera e l’intero sistema: la competitività non si realizza da soli ma attraverso modelli integrati che uniscono competenze, risorse e progettualità lungo tutta la catena del valore. Per i giovani imprenditori il compito è superare l’individualismo e partecipare alla costruzione di un vero Sistema Italia. Fare sistema non è un’opzione, è una responsabilità.”

Le dichiarazioni hanno sottolineato come la sfida per le nuove generazioni passi anche per un ripensamento delle politiche di sostegno alle imprese, dei percorsi formativi e degli strumenti di accompagnamento al lavoro, con l’obiettivo di creare percorsi professionali riconoscibili e attrattivi per giovani talenti.