Ceramica italiana conquista il mercato Usa: vendite a 769 milioni (+8,7%)

Italia conferma la leadership nelle esportazioni di ceramica verso gli Stati Uniti, ma l’incertezza resta la parola che più ricorre tra gli espositori presenti a Coverings 2026, la fiera di Las Vegas che raccoglie i maggiori produttori mondiali di piastrelle.

Le preoccupazioni principali riguardano i possibili dazi sul mercato americano, il contesto geopolitico internazionale e, in misura minore, l’andamento del dollaro, fattore che può incidere sui prezzi e sulla competitività.

Armando Cafiero, direttore di Confindustria Ceramica, ha detto:

“Oggi gli esportatori stessi si chiedono quale sia il dazio effettivamente applicato negli Stati Uniti. In un anno le tariffe sono cambiate tre volte e non sappiamo cosa accadrà nei prossimi mesi. Il mercato ha mostrato resilienza, ma in queste condizioni è difficile programmare investimenti e definire strategie per quello che resta il più grande sbocco esterno all’Europa.”

La difficoltà a prevedere la normativa commerciale rende complesso pianificare nuovi impianti o adeguare la produzione. Pur mantenendo un giudizio complessivamente positivo sull’andamento delle vendite, gli operatori sottolineano la necessità di regole più stabili per sostenere investimenti a medio e lungo termine.

La variabile Trump

L’anno 2025 è stato segnato da una forte instabilità nella politica commerciale statunitense, con misure protezionistiche che hanno introdotto continui aggiustamenti tariffari. Le tariffe in vigore sono state aggiornate più volte e, al momento delle rilevazioni, risultavano provvisorie con livelli indicativi al 18,5% e al 20% fino al mese di luglio.

Nonostante lo scenario turbolento, molte imprese italiane sono riuscite a gestire l’incertezza e a migliorare la propria posizione grazie anche a difficoltà incontrate da alcuni concorrenti esteri. I dati diffusi in fiera mostrano che, in valore, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti hanno raggiunto i 769 milioni di dollari (+8,7%). Seguono la Spagna con 684 milioni (+14,1%), il Messico con 209 milioni (-22,9%) e l’India con 191,6 milioni (-21,1%).

In termini di quantità venduta, la classifica è guidata dalla Spagna con 37,1 milioni di metri quadrati (+17,5%), seguita dall’Italia con 30,61 milioni (+7%), dall’India con 28,86 milioni (-21,2%) e dal Messico con 22,92 milioni (-16%).

Il risultato evidenzia due progressi significativi, sia in valore sia in quantità, per l’Italia e la Spagna, mentre i Paesi più esposti alle misure minacciate hanno registrato contrazioni rilevanti, soprattutto nella fascia di mercato a basso costo. Va ricordato che alcune delle tariffe annunciate non sono state applicate nella misura originariamente prospettata: per esempio per l’India è stata segnalata una maggiorazione limitata e per il Messico sono state disposte misure temporanee di sospensione.

La fascia alta

Emilio Mussini, presidente di Panaria Group e vicepresidente di Confindustria Ceramica, ha detto:

“Due fattori hanno sostenuto il buon andamento del Made in Italy in America: acquisti massicci nella prima parte dell’anno per fronteggiare il rischio dazi e, nella seconda parte, la capacità di mantenere quote grazie al posizionamento del prodotto.”

Secondo gli operatori, il segmento di gamma alta ha mostrato maggiore resilienza rispetto alla flessione complessiva dei consumi americani. I prodotti italiani di fascia superiore hanno mantenuto appeal sul mercato statunitense, reagendo meglio sia agli annunci sulle tariffe sia al rallentamento dell’attività edilizia.

Emilio Mussini ha aggiunto:

“Gli Stati Uniti rimarranno il mercato più importante per noi fuori dall’Europa, anche nei periodi di incertezza.”

Emilio Mussini ha aggiunto:

“Non possiamo immaginare di realizzare i nostri obiettivi di volumi e valore puntando prevalentemente sull’Asia: la nostra partita principale si gioca qui, sul mercato americano.”

Il quadro emerso a Coverings 2026 sottolinea l’importanza di un contesto regolatorio prevedibile per l’industria ceramica italiana. Le associazioni di settore, come Confindustria Ceramica, rivendicano maggiore chiarezza nelle politiche commerciali e strumenti di supporto per facilitare la pianificazione degli investimenti. Sul piano politico-economico, una maggiore stabilità nelle relazioni commerciali tra Unione europea e Stati Uniti sarebbe fondamentale per contenere i rischi legati a oscillazioni tariffarie e concorrere a mantenere la competitività del Made in Italy sui mercati esteri.



Author: Tony
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