Alla Talent Week imprese del Nordest incontrano i talenti di domani

Si è svolta lunedì 30 marzo la prima giornata ufficiale di Talent Week 2026, per la prima volta ospitata a Verona. L’evento è stato promosso congiuntamente dalle Camere di Commercio di Padova, Venezia Rovigo e Verona, con il supporto organizzativo di Venicepromex e il contributo di Fondazione Cariverona e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con UniCredit. Inserita nel programma regionale per la promozione dei grandi eventi della Regione Veneto, l’iniziativa ha avuto come obiettivo favorire la rete territoriale per rendere il NordEst più attrattivo per i giovani in cerca di percorsi professionali e di vita soddisfacenti, sia sul piano economico sia su quello dei valori.

Il contesto

I dati più recenti del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere evidenziano una difficoltà crescente nel reperimento delle competenze nel Veneto. Nel 2025 le imprese regionali segnalano che il 51,5% delle assunzioni programmate presenta criticità nella ricerca del personale, valore superiore alla media nazionale del 47% e sostanzialmente allineato alla media del Nord-Est, pari al 51,6%.

Si tratta di una tendenza consolidata: l’indicatore regionale era già al 51% nel 2024 e al 50% nel 2023, a dimostrazione di un problema strutturale che non accenna a risolversi. Queste difficoltà si manifestano in particolare in settori con elevata domanda di competenze tecniche e professionali.

I comparti che segnalano le maggiori difficoltà includono le costruzioni (70% dei profili difficili da reperire), la sanità e l’assistenza sociale (67%), le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (65%), le public utilities (63%) e i settori della carta, cartotecnica e stampa (59%).

Analizzando la fascia dei giovani under 30, emergono carenze particolarmente acute per profili tecnici e manuali: operai specializzati nelle rifiniture delle costruzioni (81%), fabbri e costruttori di utensili (79%), meccanici (78%), addetti all’installazione di attrezzature elettriche (75%) e operatori su macchine automatiche per lavorazioni metalliche (74%).

La domanda di lavoro e le implicazioni

Nel 2025 la domanda di lavoro programmata nel Veneto per i settori primario, industriale e dei servizi resta su livelli elevati: sono previste 525.550 entrate e il 65% delle imprese con dipendenti dichiara l’intenzione di assumere. La quota di giovani fino a 30 anni coinvolti nei flussi occupazionali si attesta intorno al 30%, superiore alla media nazionale del 27%.

Questi numeri evidenziano sia un’opportunità che un rischio. Da un lato, l’ampia domanda di lavoro segnala potenzialità di occupazione per le nuove generazioni; dall’altro, la difficoltà di reperimento potrebbe rallentare la crescita produttiva e creare strozzature nelle filiere industriali e nei servizi essenziali.

Le cause sono multiple: disallineamento tra offerta formativa e bisogni delle imprese, invecchiamento della forza lavoro, bassa attrattività di alcune professioni e carenza di percorsi di formazione tecnica e apprendistato efficaci. Intervenire su questi fattori richiede un approccio coordinato tra istituzioni, mondo della formazione e imprese.

Il ruolo delle Camere di Commercio, delle fondazioni locali e degli istituti finanziari è centrale per promuovere iniziative di orientamento, formazione duale, incentivi all’assunzione e progetti di riqualificazione professionale. La collaborazione pubblico-privato può facilitare l’adozione di percorsi formativi coerenti con le esigenze territoriali e sostenere il trasferimento tecnologico nelle imprese.

Dal punto di vista delle politiche regionali e nazionali, risulta strategico potenziare gli investimenti in formazione tecnica e digitale, incentivare l’apprendistato, favorire la mobilità professionale e migliorare i servizi di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro. Interventi mirati potrebbero inoltre contribuire a contrastare la fuga di giovani verso altre aree del paese o all’estero.

Eventi come Talent Week contribuiscono a mettere in rete gli attori locali, a far incontrare studenti, neolaureati e imprese e a valorizzare le opportunità professionali del territorio. Per trasformare la domanda di lavoro in occupazione stabile è però necessaria continuità nelle azioni e un monitoraggio puntuale dei risultati.