Uomo del Maryland incriminato per l’attacco informatico da 50 milioni a Uranium Finance dopo che gli Stati Uniti hanno sequestrato 31 milioni di dollari in criptovalute
- 31 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un uomo del Maryland è stato incriminato per essere l’autore degli attacchi del 2021 che hanno sottratto oltre 50 milioni di dollari dalla piattaforma decentralizzata Uranium Finance, costringendo il servizio a cessare le operazioni, secondo quanto reso noto dal U.S. Department of Justice.
Jonathan Spalletta, 36 anni, residente a Rockville, Maryland, è accusato di un capo d’imputazione per computer fraud e di un capo per money laundering, secondo un atto d’accusa reso pubblico dalla procura del Southern District of New York.
Le accuse arrivano dopo il sequestro, effettuato nel febbraio 2025, di circa 31 milioni di dollari in criptovalute riconducibili all’exploit, collegando per la prima volta a un nome noto un caso di lunga data nel mondo della DeFi.
L’attacco aveva prosciugato importanti pool collegati a BNB, BUSD e ad altri asset, impedendo a Uranium Finance di proseguire le attività.
Dettagli dell’attacco
Secondo l’atto d’accusa, l’operazione iniziale di sfruttamento ha preso di mira il meccanismo di ricompense della piattaforma. Il primo intervento, datato 8 aprile 2021, avrebbe permesso di sottrarre circa 1,4 milioni di dollari.
Successivamente, sempre secondo l’accusa, l’imputato avrebbe negoziato quella che le autorità descrivono come una finta bug bounty, ottenendo per sé circa 386.000 dollari in apparente riparazione del problema.
Jonathan Spalletta wrote to an associate:
“I did a crypto heist … Crypto is all fake internet money anyway.”
Riciclaggio e acquisti di valore
Le autorità sostengono che i proventi siano stati riciclati attraverso una serie di transazioni, compreso l’uso del mixer di criptovalute Tornado Cash, prima di essere spesi in beni da collezione di alto valore.
Tra gli acquisti indicati nell’atto d’accusa figurano una carta Black Lotus di Magic: The Gathering per circa 500.000 dollari, 18 booster pack sigillati dell’Alpha per circa 1,5 milioni di dollari, set di prima edizione di Pokémon per oltre un milione di dollari e una moneta romana denominata Eid Mar — che commemora l’assassinio di Julius Caesar — per circa 601.500 dollari.
Aspetti giudiziari e impatto sul settore
Lo stesso imputato si è consegnato alle autorità e dovrebbe comparire davanti a un magistrato federale a Manhattan. L’azione giudiziaria e il sequestro dei fondi rappresentano un passo significativo nell’applicazione della legge a operazioni illecite legate alla finanza decentralizzata.
La vicenda evidenzia diverse questioni centrali per gli organi di regolamentazione e gli inquirenti: la tracciabilità delle transazioni on‑chain, l’uso di strumenti per oscurare i flussi di valore e la difficoltà nel recuperare asset digitali distribuiti su molteplici piattaforme e giurisdizioni.
Dal punto di vista giuridico, le imputazioni di computer fraud e money laundering possono comportare pene severe, oltre alla possibilità di sanzioni pecuniarie e al sequestro dei beni. Questo caso potrebbe consolidare precedenti interventi legislativi e giudiziari volti a disciplinare e a contrastare illeciti nella DeFi.
Le indagini e l’esito del procedimento avranno implicazioni anche per i titolari di piattaforme decentralizzate, che sono chiamati a rafforzare i controlli di sicurezza e i processi di monitoraggio delle transazioni per ridurre il rischio di futuri attacchi e per agevolare eventuali azioni di recupero dei fondi sottratti.