Trevi lancia aumento di capitale da 100 milioni con il pieno sostegno di Cdp Equity
- 31 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Cdp Equity ha confermato il proprio sostegno a Trevi Finanziaria Industriale approvando in consiglio di amministrazione la partecipazione all’aumento di capitale deliberato dalla società.
Il piano prevede una ricapitalizzazione complessiva di 100 milioni di euro, di cui Cdp Equity sottoscriverà la quota a essa spettante pari a 21,3 milioni, corrispondente al 21,3% del capitale successivo all’operazione.
Nonostante l’impegno di sottoscrizione da parte dell’investitore, il titolo in Borsa ha registrato una forte reazione negativa: Trevi ha segnato una flessione del 34% dopo la pubblicazione dei risultati di bilancio e l’annuncio della manovra finanziaria.
La manovra include, oltre all’aumento di capitale, un nuovo finanziamento a medio-lungo termine di 170 milioni e linee di credito aggiuntive per un importo complessivo indicativamente compreso tra 150 e 200 milioni, destinate a sostenere le attività operative e la partecipazione a gare per nuovi appalti.
Via libera al piano industriale
Il gruppo Trevi ha chiuso il 2025 con un utile netto di 8,633 milioni di euro, in aumento del 56,7% rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi sono diminuiti del 5,9% attestandosi a 624,017 milioni. In Italia la società ha generato 117,803 milioni, pari al 19% del fatturato complessivo.
Il margine operativo lordo (Ebitda) si è mantenuto sostanzialmente stabile a 81,81 milioni, mentre la posizione finanziaria netta al 31 dicembre risultava pari a 187,4 milioni, in miglioramento rispetto ai 198,9 milioni di fine 2024.
Nella prima parte del 2026 il gruppo ha continuato a raccogliere nuovi ordini: nel 2025 sono stati acquisiti contratti per 734,289 milioni (+21,3%) e nei primi due mesi del 2026 sono stati firmati ordini per ulteriori 157 milioni.
Per il 2026 la società attende ricavi tra 640 e 670 milioni, un Ebitda ricorrente compreso tra 70 e 80 milioni e una posizione finanziaria netta compresa tra 90 e 100 milioni, al netto degli effetti della manovra finanziaria in corso.
Il consiglio ha inoltre approvato il piano industriale 2026–2029, che indica una crescita media annua dei ricavi attesa intorno al 5,5% nel periodo 2025–2029, un Ebitda di piano atteso nell’intorno di 100 milioni a fine periodo e investimenti (in termini di Capex) medi annui stimati intorno a 22 milioni. L’obiettivo strategico previsto è la riduzione significativa dell’indebitamento fino a un target prossimo allo zero al termine del piano.
Ruolo di Mediobanca nell’operazione
Il consiglio ha deliberato una manovra finanziaria finalizzata a rifinanziare il debito esistente, ridurre l’indebitamento complessivo e aumentare la flessibilità finanziaria del gruppo, elementi ritenuti necessari per sostenere l’attività operativa e la competitività nelle gare.
È stata inoltre proposta all’assemblea straordinaria l’operazione di raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di una nuova azione ogni 20 azioni esistenti (reverse split), misura da effettuarsi prima dell’avvio dell’aumento di capitale per rendere l’offerta più agevole e coerente con gli obiettivi dell’operazione.
Mediobanca è stata incaricata come sole global coordinator e bookrunner dell’operazione. Nel ruolo di coordinatore globale, l’istituto si è impegnato a sottoscrivere, fino a un importo massimo pari all’ammontare dell’aumento di capitale al netto dell’impegno già assunto da Cdp Equity, un accordo di garanzia per eventuali azioni non sottoscritte al termine dell’offerta.
Questa struttura di garanzia e la combinazione di nuove linee di credito e capitali intendono stabilizzare la base finanziaria del gruppo, ridurre il rischio di liquidità e migliorare la capacità di Trevi di partecipare a gare complesse e di accrescere il portafoglio ordini nel medio termine.
Nel complesso, l’operazione rappresenta un intervento di rafforzamento finanziario e industriale che mira a ripristinare fiducia tra gli investitori e a garantire le risorse necessarie per l’esecuzione del programma industriale nei prossimi anni.