L’Europa a rischio dollarizzazione digitale mentre le banche si affrettano a lanciare uno stablecoin in euro
- 31 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Jan-Oliver Sell, amministratore delegato del progetto di stablecoin sostenuto da banche Qivalis, avverte che l’Europa rischia di perdere il controllo del proprio futuro finanziario a favore del dollaro USA se non riuscirà a portare l’euro sulle infrastrutture blockchain.
Il rischio di dominanza del dollaro
Il monito riflette il crescente timore tra banche e decisori europei: la prossima fase della finanza globale si sta costruendo sempre più su infrastrutture blockchain e oggi è fortemente dominata da stablecoin ancorate al dollaro, come USDT e USDC.
Le stablecoin non sono più un fenomeno esclusivamente crypto: rappresentano una componente centrale dei sistemi finanziari con una capitalizzazione di mercato attuale intorno a 314 miliardi di dollari, che stime di mercato proiettano tra 800 miliardi e 1,15 trilioni di dollari nei prossimi cinque anni.
Nella finanza tradizionale l’euro vale tra il 20% e il 25% dell’attività globale, rimanendo la seconda valuta di riserva mondiale. Sulle reti blockchain, invece, la sua presenza è quasi insignificante.
Jan-Oliver Sell ha detto:
“Se non avremo un euro on‑chain con profondità di liquidità, allora l’unica alternativa sarà il dollaro USA. Questo rappresenta un vero rischio per la sovranità finanziaria e digitale dell’Europa.”
Il progetto Qivalis e il consorzio bancario
Qivalis è sostenuto da un consorzio di dodici grandi banche europee, tra cui ING, UniCredit e BBVA, e punta a colmare il vuoto emettendo una stablecoin in euro conforme al regolamento MiCA.
Il progetto mira a essere operativo non appena saranno ottenute le autorizzazioni regolamentari; l’obiettivo indicato dal management è la seconda metà dell’anno, compatibilmente con le tempistiche di licensing presso la banca centrale olandese.
MiCA (Markets in Crypto‑Assets) è il quadro normativo dell’Unione Europea per gli asset digitali che stabilisce requisiti di trasparenza, custodia e governance per emittenti di stablecoin e altri token, con l’obiettivo di aumentare fiducia e protezione degli utenti.
Jan-Oliver Sell ha detto:
“Vogliamo diventare il principale emittente di stablecoin in euro a livello globale.”
Al centro della proposta di Qivalis c’è l’idea di offrire non soltanto un token, ma un’infrastruttura che colleghi l’euro alle reti pubbliche blockchain, rendendolo disponibile in tutti i casi d’uso rilevanti.
Jan-Oliver Sell ha detto:
“Stiamo costruendo l’interfaccia tra la blockchain e l’euro; deve essere disponibile ovunque ci siano casi d’uso.”
Fragmentazione, liquidità e interoperabilità
Un problema finora impeditivo per le stablecoin in euro è la frammentazione: iniziative isolate da singole banche tendono a disperdere offerta e liquidità, rendendo i token poco utilizzabili su scala globale.
Jan-Oliver Sell ha detto:
“Se poche banche provano a emettere le proprie monete si frammenta ulteriormente lo spazio. Riunire le istituzioni crea la distribuzione e la liquidità necessarie per renderla utilizzabile.”
Per essere efficaci, le stablecoin in euro devono integrarsi con exchange, custodi, piattaforme di DeFi e sistemi di pagamento, garantendo presenza in mercati secondari e sufficiente profondità di mercato per operazioni a diverso volume.
Differenze rispetto al progetto della BCE
Parallelamente al lavoro di mercato, la Banca Centrale Europea porta avanti il progetto di un euro digitale pubblico, con orizzonte non prima del 2029. La presidente Christine Lagarde ha affermato che la fase tecnica interna è stata completata e che ora la decisione spetta agli organi politici dell’Unione.
La proposta della BCE riguarda una forma di moneta centrale digitale distribuita su infrastrutture centralizzate controllate dalla banca centrale e pensata come mezzo di pagamento pubblico. Al contrario, Qivalis punta a una stablecoin privata regolamentata sotto MiCA, con attenzione all’interoperabilità sulle reti pubbliche.
Jan-Oliver Sell ha detto:
“Non lo vediamo come una competizione; è un potenziamento dello stesso stack finanziario.”
In pratica, si prospettano stack monetari complementari: moneta della banca centrale su sistemi centralizzati per scopi pubblici e un asset nativo in euro su reti pubbliche per casi d’uso blockchain come pagamenti transfrontalieri e settlement on‑chain.
Una corsa contro la ‘dollarizzazione’ on‑chain
L’urgenza del progetto deriva dalla rapidità con cui attività finanziarie — dal trading alle rimesse transfrontaliere fino alla DeFi — si spostano su infrastrutture basate su blockchain. Se la domanda e l’offerta on‑chain rimangono ancorate al dollaro, l’Europa rischia una dipendenza strutturale.
Jan-Oliver Sell ha detto:
“Al momento, se vuoi operare on‑chain, sei effettivamente costretto verso il dollaro.”
Per competere, la strategia di Qivalis è quella di adottare un approccio bancario e regolamentato, costruendo liquidità e integrazioni con operatori finanziari, exchange e custodi, oltre a interoperare con ambienti DeFi quando appropriato.
Jan-Oliver Sell ha detto:
“Stiamo cercando di costruire tutto l’ecosistema attorno all’euro on‑chain.”
Sovranità finanziaria ed effetti pratici
Un’assenza di alternative solide in euro espone imprese e risparmiatori europei a rischi di valuta: chi genera rendimento in dollari assume anche il rischio di cambio, che può annullare i profitti quando convertito in euro. Questo ha implicazioni pratiche per bilanci societari, gestioni patrimoniali e politiche economiche nazionali.
Jan-Oliver Sell ha detto:
“Stiamo cercando di costruire una pietra angolare dell’autonomia digitale europea. Se non l’avremo, ci troveremo di fronte alla dollarizzazione.”
L’obiettivo dichiarato non è sostituire il dollaro a livello globale, ma garantire che l’euro rimanga competitivo anche nello spazio digitale emergente, preservando strumenti di politica monetaria e di sovranità economica.
Per raggiungere questo traguardo servono chiarezza regolamentare, coordinamento tra banche centrali, governi e settore privato, nonché infrastrutture che favoriscano massiccia adozione e interoperabilità tra mercati tradizionali e blockchain pubbliche.