I rivenditori avvertono: i piani con ore garantite minacciano i lavori part-time
- 31 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
British Retail Consortium (BRC) e grandi catene commerciali hanno espresso preoccupazione per le modifiche previste ai diritti sul lavoro che introdurrebbero ore garantite, sostenendo che tali cambiamenti potrebbero interessare oltre la metà dei posti di lavoro del settore e rendere più difficile offrire impieghi part-time, in particolare ai lavoratori più giovani.
Contesto delle riforme previste
Le nuove tutele in materia di lavoro, previste dall’Employment Rights Act, entreranno in vigore inizialmente nel mese di aprile e riguarderanno ambiti quali indennità per malattia, molestie sessuali, congedi parentali e riconoscimento sindacale. Un ulteriore pacchetto di misure è atteso per l’anno successivo e dovrebbe includere il diritto a ore garantite per chi è assunto con contratti a zero-hours o con ore ridotte, norme sul lavoro flessibile, indennizzi per cancellazioni di turni con breve preavviso e limitazioni alle pratiche di licenziamento e riassunzione (fire-and-rehire) nella maggior parte dei casi.
Il governo non ha ancora definito due elementi centrali della policy sulle ore garantite: il numero massimo di ore settimanali che qualificano un contratto come a «low hours» e il periodo di riferimento su cui sarà valutato il pattern lavorativo di un dipendente per stabilire il diritto alle ore garantite.
Posizione delle grandi insegne del commercio
Il BRC, che rappresenta alcuni dei maggiori rivenditori del Regno Unito come Asda, M&S, McDonald’s, Sainsbury’s, Starbucks e Tesco, ha chiesto al governo di restringere le disposizioni sulle ore garantite ai contratti con otto ore settimanali o meno.
Inoltre il BRC sollecita che il periodo di riferimento utilizzato per valutare il pattern lavorativo sia di almeno 26 settimane, preferibilmente 12 mesi, argomentando che un periodo più ampio terrebbe meglio conto delle variazioni stagionali del personale e delle esigenze operative.
Helen Dickinson ha detto:
“I lavori flessibili nel commercio al dettaglio sono fondamentali per consentire a milioni di persone di rimanere occupate. In quanto maggiore datore di lavoro del settore privato, il commercio offre opportunità a studenti che lavorano durante gli studi, a genitori che conciliano cura dei figli e lavoro, e a persone con condizioni di salute che richiedono orari adattabili. Il settore sostiene l’obiettivo di migliorare la sicurezza del lavoro, ma l’attuazione dell’Employment Rights Act sarà determinante: se le riforme considerano la flessibilità come un problema anziché una scelta voluta dai lavoratori, il rischio è una riduzione delle opportunità e l’accesso al lavoro.”
Dati e opinioni pubbliche
Secondo l’analisi del BRC, il 55% dei posti di lavoro nel settore retail è part-time, a fronte di una media nazionale del 33% nel Regno Unito. Un sondaggio commissionato dal BRC su un campione di 2.000 adulti ha rilevato che il 52% degli intervistati considera importante poter aggiustare l’orario di lavoro in funzione di impegni personali.
Risposta dei sindacati
Il sindacato Usdaw ha contestato le preoccupazioni sollevate dai rivenditori, sostenendo che le proposte serviranno principalmente a proteggere i lavoratori più esposti a forme di lavoro precario.
Joanne Thomas ha detto:
“L’occupazione nel commercio soffre storicamente di pratiche precarie e molti addetti dipendono da diritti lavorativi di base, specialmente con datori non sindacalizzati. La legge è importante per i lavoratori e aiuta anche a difendere i datori di lavoro corretti dall’essere sotto offerta da chi sfrutta i dipendenti.”
Il TUC ha espresso a sua volta sostegno alle modifiche, sottolineando come sicurezza e prevedibilità siano essenziali per la pianificazione familiare e finanziaria delle persone impiegate a tempo parziale o su contratti flessibili.
Paul Nowak ha detto:
“I lavoratori hanno bisogno di sicurezza e prevedibilità per organizzare la vita, gestire le finanze e prendersi cura dei figli. Non sorprende che questa riforma sia così popolare: farà una differenza significativa nella qualità della vita di molte famiglie.”
Implicazioni e prossimi sviluppi
Il dibattito mette in luce la necessità di bilanciare la lotta alle pratiche di lavoro più scorrette con la tutela della flessibilità che, secondo i datori di lavoro, sostiene l’occupazione di studenti, genitori e lavoratori con esigenze variabili. La definizione del limite di ore e del periodo di riferimento sarà determinante per l’effetto concreto delle norme sul mercato del lavoro.
I prossimi mesi saranno cruciali: il governo dovrà chiarire i parametri tecnici delle ore garantite e indicare tempi e modi di applicazione. Le imprese potrebbero dover rivedere l’organizzazione dei turni e i modelli contrattuali, mentre i sindacati continueranno a sollecitare tutele estese per i lavoratori più vulnerabili.