Tajani avverte: dal referendum arriveranno contraccolpi, ma nessuno pensa a elezioni anticipate. Salvini convoca riunione con Zaia

Antonio Tajani ha detto:

“Dopo il referendum nessuno pensa a elezioni anticipate. Stiamo perdendo ore preziose nei dibattiti sul dopo-voto. Quando un risultato è negativo ci sono inevitabili contraccolpi, ma ora è prioritario lavorare sulle questioni economiche: far ripartire la crescita, evitare che la crisi energetica danneggi le imprese, alleggerire la pressione fiscale e continuare ad aumentare il PIL per limitare gli impatti negativi.”

Le affermazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani sono arrivate durante un colloquio in videocollegamento con Bruno Vespa nell’ambito del Forum della Cucina italiana, ospitato nella masseria Li Reni a Manduria.

Matteo Salvini ha detto:

“Il governo va avanti e arriverà fino alla fine della legislatura senza alcun dubbio e senza tentennamenti.”

Convocazione della segreteria della Lega a Milano

È stata convocata una riunione ristretta della Lega nella sede di via Bellerio a Milano, promossa dal segretario Matteo Salvini per fare il punto sulla situazione politica e sulla tenuta della maggioranza dopo le recenti dimissioni e gli scossoni interni.

All’incontro parteciperanno i vicesegretari, i capigruppo e altri vertici del partito: una forma di segreteria politica per valutare strategie e orientamenti. Sarà presente di persona anche l’ex governatore del Veneto, Luca Zaia.

Secondo quanto è emerso, a margine della riunione potrebbe essere esaminata l’ipotesi di un possibile ingresso di Luca Zaia in un ruolo governativo, con valutazioni sui pro e i contro di un suo eventuale approdo al ministero delle Imprese. Tale scelta avrebbe implicazioni sia sul piano del bilanciamento interno al partito sia sulla rappresentanza territoriale nelle istituzioni nazionali.

Il confronto interno servirà anche a tracciare una linea comune sulle priorità politiche ed economiche da proporre al governo, con l’obiettivo di consolidare la coesione della maggioranza e di rispondere alle esigenze delle imprese e dei territori.

Richieste su Green Deal e regole di bilancio

Matteo Salvini ha chiesto:

“Sospendere immediatamente il Green Deal e contemporaneamente sospendere le regole del patto di stabilità, altrimenti la situazione si complica. Non è il momento di concedersi bizzarrie ideologiche sull’energia o sul lavoro. Mi sarei già aspettato la cancellazione del Green Deal e la sospensione delle regole del patto: serve più rapidità e buon senso da parte della UE.”

La richiesta di sospendere il Green Deal e le regole di bilancio comunitarie va letta nella chiave delle preoccupazioni per l’impatto della transizione energetica e delle stringenti regole fiscali sulle imprese italiane, in un contesto segnato da aumenti dei costi energetici e fragilità economiche.

Dal punto di vista istituzionale, una sospensione temporanea del patto di stabilità comporterebbe maggiore flessibilità fiscale per gli Stati membri, con possibili effetti sul deficit e sul debito pubblici, ma permetterebbe interventi più immediati a sostegno delle imprese e delle famiglie. Sul piano politico, la proposta richiede negoziazioni con la UE e potrebbe innescare dibattiti tra i partner europei su criteri di solidarietà, sorveglianza e sostenibilità del debito.

Nel complesso, le dichiarazioni degli esponenti di Governo segnalano la volontà di mantenere la rotta fino alla fine della legislatura, spostando l’attenzione pubblica dalle tensioni post-referendarie alle misure economiche e fiscali ritenute prioritarie per preservare la competitività delle imprese e la stabilità sociale.