Capitale di rischio, ecosistema solido in Italia: la sfida ora è all’estero
- 30 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il mercato del Venture Capital in Italia prosegue nella sua espansione: nel 2025 P101, uno dei principali gestori di fondi attivi nel settore, registra un incremento degli investimenti del 17%, portandoli a circa 1,4 miliardi di euro. Nel complesso, negli ultimi dieci anni oltre 10 miliardi sono stati destinati alle imprese innovative italiane, di cui circa 7,5 miliardi negli ultimi cinque anni.
I dati emergono dalla decima edizione del report State of Italian VC, che mette a confronto l’andamento italiano con quello internazionale: mentre il mercato europeo nel suo insieme registra una flessione del 3% attestandosi intorno ai 60 miliardi di euro, il mercato dei Stati Uniti segna un balzo del 44% arrivando a circa 285 miliardi.
Il consolidamento di un ecosistema
Oltre ai numeri assoluti, l’evoluzione più significativa riguarda la qualità e la struttura dell’ecosistema italiano dell’innovazione: formazione universitaria, professionalità specializzate, disponibilità di capitale in forme diverse e una cultura imprenditoriale in crescita forniscono oggi un contesto molto diverso rispetto a quello di inizio decennio.
Andrea Di Camillo ha ricordato:
“All’inizio, nel 2013, era difficile trovare commercialisti o notai preparati per gestire operazioni legate al Venture Capital e alle start up. Oggi esiste in Italia un ecosistema riconosciuto e strutturato che supporta l’innovazione.”
Il rapporto segnala che l’ecosistema conta oggi oltre 14mila imprese innovative, quasi 12mila delle quali classificate come start up. Nel 2025 queste realtà hanno prodotto un valore della produzione complessivo pari a circa 10 miliardi di euro, impiegando circa 62mila persone; circa un terzo di questi occupati lavora in aziende nate recentemente, che nel solo ultimo anno hanno generato un valore della produzione attorno ai 2,4 miliardi di euro.
Andrea Di Camillo ha aggiunto:
“Per molti giovani oggi avviare una start up è una reale opzione professionale: è un importante segnale di maturità del sistema, un punto di non ritorno che indica come la cultura dell’innovazione si sia radicata.”
I passi per «acquisire rilevanza»
Nonostante i progressi, permangono limiti strutturali. Pur essendo la quarta economia dell’Europa, l’Italia resta tra i Paesi con i minori investimenti pro capite in Venture Capital (circa 127 euro nel 2025), posizionandosi nei livelli inferiori della graduatoria europea. Nel quinquennio considerato, gli investimenti in VC in Europa si sono attestati intorno ai 370 miliardi di euro, con una forte concentrazione: il Regno Unito assorbe circa 120 miliardi, seguito da Francia (51 miliardi) e Germania (50 miliardi).
Le ragioni di questo gap sono molteplici e includono la dimensione del mercato dei capitali tardivi, la scarsa presenza di grandi investitori istituzionali orientati al rischio, una minore frequenza di exit di grandi dimensioni e, in alcuni casi, barriere normative o fiscali che rendono meno attrattivo il finanziamento di imprese in fase avanzata. Anche la capacità delle imprese di scalare a livello internazionale e il peso degli investimenti corporate e degli investitori esteri sono determinanti per raggiungere economie di scala.
Per aumentare la rilevanza del sistema italiano nel panorama globale, gli osservatori indicano alcuni percorsi strategici: incentivare la partecipazione degli investitori istituzionali ai fondi di venture, rafforzare i meccanismi di supporto alla crescita delle imprese (ad esempio tramite programmi di scale-up e accesso ai mercati esteri), migliorare le condizioni fiscali e normative per gli investimenti a rischio e potenziare i collegamenti tra università, centri di ricerca e industria.
Il consolidamento di una filiera composta da capitale, competenze professionali e infrastrutture per l’innovazione rimane cruciale perché la crescita di numeri e qualità possa tradursi in impatti economici duraturi: occupazione qualificata, aumento della produttività e maggiore capacità di attrarre capitale estero.
In sintesi, il sistema italiano del Venture Capital ha imboccato una traiettoria positiva e si è strutturato in modo sostanziale negli ultimi anni; tuttavia, per raggiungere piena maturità e una posizione di rilievo a livello internazionale, sono necessari interventi mirati che favoriscano la crescita dimensionale delle imprese e la disponibilità di capitali nelle fasi successive allo seed e alla early stage.