Rischio di stretta sulle criptovalute negli Stati Uniti senza regole chiare

Peter Van Valkenburgh, direttore esecutivo del gruppo di advocacy Coin Center, ha avvertito che il fallimento nell’approvare il disegno di legge sulla struttura del mercato crypto, noto come CLARITY Act, potrebbe lasciare spazio a un futuro governo statunitense meno favorevole all’industria per avviare nuovamente repressioni.

Peter Van Valkenburgh ha detto:

“Lo scopo di approvare il CLARITY Act non è fidarsi dell’amministrazione corrente. È vincolare la prossima.”

“Un mondo senza le protezioni statutarie del CLARITY Act per gli sviluppatori è un mondo governato dalla discrezionalità dell’accusa, dalla moda politica e dalla paura.”

Contesto e obiettivi del disegno di legge

Il>CLARITY Act mirava a creare riferimenti legislativi per il trattamento degli attivi digitali, definendo ruoli e responsabilità per intermediari, criteri di classificazione dei token e regole di registrazione per gli operatori del settore. Tra le proposte correlate figurava anche il Blockchain Regulatory Certainty Act, pensato per introdurre tutele specifiche per gli sviluppatori di software blockchain.

Il testo ha però incontrato resistenze nel Senato: banche, imprese del settore crypto e gruppi di legislatori non sono riusciti a trovare un compromesso su punti chiave, tra cui l’opportunità di consentire rendimenti sulle stablecoin e la portata delle esenzioni per gli operatori.

Implicazioni per sviluppatori e operatori

Secondo l’analisi di Van Valkenburgh, senza norme chiare e permanenti gli sviluppatori potrebbero restare esposti a interpretazioni variabili da parte delle autorità di perseguimento penale, con il rischio di essere accusati, ad esempio, di operare come trasmettitori di denaro non autorizzati se gli strumenti software favorissero l’anonimato o la privacy.

Le protezioni statutarie servirebbero dunque a stabilire limiti giuridici e procedure certe, riducendo la dipendenza dal singolo operato di funzionari, dalle politiche di volta in volta applicate e dalle campagne di enforcement. Senza queste garanzie, il settore rimarrebbe vulnerabile a interpretazioni normative mutevoli.

La possibile escalation della discrezionalità penale

Van Valkenburgh ha inoltre messo in guardia sul potenziale ruolo del Department of Justice in assenza di chiarimenti legislativi: l’amministrazione successiva potrebbe intensificare le azioni penali contro sviluppatori di strumenti per la privacy ritenuti facilitatori di trasferimenti illeciti, fondandosi sulla discrezionalità degli uffici dell’accusa.

In aggiunta, orientamenti interpretativi e linee guida emesse dalle autorità di regolamentazione potrebbero essere revocate o riformulate, incrementando l’incertezza legale e obbligando imprese e professionisti a rivedere modelli di attività e prodotti.

Politica regolatoria e approccio dell’agenzia di vigilanza

Durante l’amministrazione precedente, il presidente della SEC Gary Gensler era stato oggetto di critiche da parte del settore crypto per l’apparente ricorso all’enforcement e agli accordi giudiziari come strumenti principali per definire la politica, piuttosto che privilegiare il procedimento formale di rulemaking. Questa metodologia ha sollevato dubbi sulla prevedibilità normativa per operatori e investitori.

Dopo le dimissioni di Gensler il 20 gennaio 2025, si sono registrati segnali di cambiamento nell’orientamento della SEC: in alcuni casi sono state ritirate azioni di enforcement a lungo corso e sono state diffuse linee guida meno restrittive su come l’agenzia intende trattare determinate classi di asset digitali. Tuttavia, tali evoluzioni restano soggette alle decisioni dei dirigenti futuri e non sono equivalenti a protezioni legislative stabili.

Conseguenze politiche e raccomandazioni

Van Valkenburgh ha sottolineato che l’approvazione del CLARITY Act rappresenterebbe una misura preventiva volta a vincolare scelte normative successive, promuovendo trasparenza, neutralità e apertura. Al contrario, affidarsi esclusivamente alla buona volontà dell’amministrazione corrente per ottenere margini di manovra a breve termine potrebbe rivelarsi pericoloso per la longevità delle garanzie del settore.

Peter Van Valkenburgh ha detto:

“Se perdiamo questo momento perché pensavamo di poter contare su un po’ più di entrate e su una maggiore libertà sotto la discrezionalità a breve termine dell’amministrazione amica, allora avremo perso la strada.”

“Non siamo riusciti a difendere la trasparenza, la neutralità e l’apertura che contraddistinguono la tecnologia crypto. Peggio ancora, avremo contribuito a legare il cappio con le nostre mani, consegnandolo ai futuri funzionari che saranno più che felici di stringerlo.”

In prospettiva, molte delle questioni chiave — dalla natura delle stablecoin alla qualificazione degli operatori come intermediari finanziari — richiedono soluzioni normative durevoli. Per il settore e per i policymaker, la sfida consiste nel negoziare un equilibrio tra tutela dei consumatori, integrità del mercato e innovazione tecnologica, riducendo al contempo il rischio di oscillazioni regolatorie che potrebbero compromettere investimenti e sviluppo.