Lombardia: esportazioni in affanno per la crisi in Medio Oriente
- 29 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Ordini pronti per la spedizione bloccati dai clienti, filiali che incontrano difficoltà nel ricevere materiali e dirigenti che rientrano in Italia per timore dell’espansione del conflitto: a pagare il prezzo più alto è la regione Lombardia, principale motore delle esportazioni italiane e protagonista delle vendite dirette verso il Medio Oriente.
La quota del Medio Oriente sul totale dell’export lombardo è cresciuta negli ultimi anni: nel 2019 era poco oltre il 4% (superiore alla media nazionale), nel 2024 è salita al 4,6% e, considerando i dati dell’intero 2025, ha raggiunto il 5,2%.
Le vendite complessive della regione nell’area del Golfo hanno toccato il massimo storico di 8,75 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto all’anno precedente, un aumento vicino al 14% che si distingue rispetto alla crescita contenuta dell’1,8% registrata dall’export lombardo nel 2025 nel suo complesso.
L’instabilità dell’area comporta rischi concreti: colli di bottiglia logistici nello Stretto di Hormuz, sospensioni forzate delle spedizioni e un’incertezza che pesa sulle decisioni di investimento. Per alcuni settori il Medio Oriente rappresenta una quota rilevante delle vendite estere e quindi un elemento critico per l’intera filiera produttiva lombarda.
Prendendo alcuni esempi settoriali, nel segmento dei generatori di vapore l’export lombardo vale circa 152 milioni di euro, di cui quasi la metà è diretta verso il Medio Oriente. Nel comparto delle valvole, soprattutto nel settore oil & gas, il distretto di Bergamo detiene posizioni di leadership globale e alcune imprese realizzano fino a due terzi del proprio fatturato nell’area.
Nel segmento delle macchine di impiego generale — dove sono ricomprese valvole e rubinetteria — la quota media dell’export verso la regione è intorno al 15%. Questa forte specializzazione è riconducibile alla presenza di grandi progetti di esplorazione petrolifera, condotte e attività di processo e raffinazione, dove il made in Lombardy ha consolidato rapporti commerciali con i protagonisti locali, a partire da Saudi Aramco.
Altri settori con esposizione significativa sono armamenti e munizioni, tubazioni e condotte, aeronautica e mobili. Nella classifica provinciale degli esportatori verso il Medio Oriente, primeggiano Milano, Bergamo, Varese e Brescia; in particolare Varese raggiunge oltre l’8% del proprio export totale grazie alle vendite di aeromobili, mentre Milano e Bergamo superano il 6%.
Implicazioni per investimenti e scenari futuri
La domanda proveniente dall’area riguarda intensamente anche le energie rinnovabili, le infrastrutture civili e i settori legati all’ospitalità, allo sport e al turismo, ambiti che richiedono investimenti consistenti. Progetti ambiziosi come Neom a Riad, seppure ridimensionati rispetto alle previsioni iniziali, prevedono comunque flussi di investimenti nell’ordine di decine e centinaia di miliardi di dollari per costruzioni, infrastrutture, alberghi e resort.
Queste iniziative generano domanda di beni intermedi e di consumo in cui le imprese lombarde sono spesso coinvolte. Tuttavia la durata del conflitto e il nuovo equilibrio geopolitico saranno fattori determinanti per il volume e la sostenibilità degli ordini futuri.
Per mitigare l’impatto, le istituzioni nazionali e locali — a partire dal Governo italiano e dalle Camere di commercio — insieme agli operatori economici dovranno valutare misure di rafforzamento della resilienza delle catene logistico-produttive, strumenti assicurativi per l’export e strategie di diversificazione dei mercati di sbocco.
A livello pratico ciò significa potenziare corridoi alternativi, consolidare rapporti diplomatici e commerciali con altri bacini come il Nord Africa e l’Europa sud-orientale, e incentivare investimenti in tecnologie e servizi che riducano la dipendenza da rotte ad alto rischio. Queste scelte influiranno direttamente sulla capacità delle imprese lombarde di mantenere e sviluppare le proprie quote di mercato nell’area del Golfo.