Deponete le armi: ricordate che siete fratelli

Papa Leone, al ritorno dal breve viaggio nel Principato di Monaco, ha presieduto la celebrazione della Passione in Piazza San Pietro nel giorno della Domenica delle Palme, sottolineando la centralità della non-violenza nel messaggio cristiano.

Papa Leone ha detto:

“Gesù non si è armato, non si è difeso e non ha intrapreso alcuna guerra. Ha mostrato il volto mite di Dio, che respinge sempre la violenza; invece di salvarsi, si è lasciato inchiodare alla croce per abbracciare tutte le croci presenti nella storia dell’umanità.”

Riferendosi all’immagine divina contro la giustificazione della forza, il Papa ha rimarcato la netta opposizione di Dio alla guerra e a qualsiasi uso religioso che la legittimi.

Papa Leone ha detto:

“Questo è il nostro Dio: un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può strumentalizzare per giustificare i conflitti.”

Il pontefice ha richiamato anche parole di condanna rivolte a chi persevera nella violenza nonostante le suppliche e la preghiera del popolo, citando immagini forti per deplorare atti di guerra.

Papa Leone ha detto:

“Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue.”

Riflessione sulle sofferenze e appello alla fraternità

Guardando alla figura di Gesù crocifisso, il Papa ha invitato a riconoscere nei suoi segni le sofferenze odierne: malattia, solitudine, disperazione e le cicatrici lasciate dalla violenza su uomini e donne contemporanei.

Dal confronto con la Passione emerge un appello morale e civile: superare le divisioni, deporre le armi e ricordare la fraternità come principio fondamentale per la convivenza.

Papa Leone ha detto:

“Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”

Sostegno ai cristiani del Medio Oriente e invito alla preghiera

All’inizio della Settimana Santa, il Papa ha espresso vicinanza con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente, molti dei quali stanno vivendo limitazioni nell’osservanza dei riti a causa di conflitti e tensioni locali.

Ha ricordato la denuncia lanciata dal Patriarcato di Gerusalemme e ha invitato a non dimenticare quanti, partecipando realmente alla sofferenza del Signore, vivono un tempo di prova proprio mentre la Chiesa contempla la Passione.

Papa Leone ha detto:

“Eleviamo la nostra supplica affinché il Signore sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace.”

Preghiera per i migranti e impegno umanitario

Nel corso dell’Angelus, il Papa ha voluto includere nella sua preghiera quanti hanno perso la vita in mare, richiamando l’attenzione sulle tragedie che avvengono nel Mediterraneo e in particolare sul recente naufragio al largo di Creta.

Papa Leone ha detto:

“Prego per tutti i migranti morti in mare, specialmente per coloro che hanno perso la vita nei giorni scorsi vicino all’isola di Creta. Affido al Signore i marittimi vittime della guerra, i defunti, i feriti e le loro famiglie.”

Ha ricordato che terra, cielo e mare sono doni creati per la vita e per la pace, sottolineando l’esigenza di risposte concrete da parte delle istituzioni e della comunità internazionale per prevenire ulteriori tragedie e tutelare i diritti umani.

Il richiamo del Papa combina dimensione liturgica e responsabilità sociale: oltre alla preghiera, è rivolto a governi, organizzazioni umanitarie e società civile affinché promuovano percorsi di solidarietà, protezione e riconciliazione nei teatri di conflitto.