Dentro la battaglia per la governance di Aave mentre il gigante defi si prepara all’aggiornamento

Per mesi Aave, uno dei principali protocolli di prestito della finanza decentralizzata (DeFi), è stato al centro di un acceso dibattito pubblico sul proprio ruolo e sulla natura della sua governance.

Al centro della discussione c’è una divisione di visioni: una parte della comunità desidera che Aave rimanga uno strato finanziario decentralizzato governato dai detentori di token, mentre un’altra ritiene che il progetto stia evolvendo verso un modello più coordinato, in cui i principali contributori esercitano un ruolo maggiore nella definizione dei prodotti e nella cattura dei ricavi.

In termini concreti, il confronto riguarda se Aave debba continuare a essere una piattaforma neutrale e aperta su cui chiunque può costruire, oppure se debba spostarsi verso una struttura in cui attori chiave modellano l’offerta e trattengono parte del valore generato — un cambiamento che inciderebbe sulla decentralizzazione e sui benefici distribuiti durante la crescita.

Stani Kulechov said:

“Lo facciamo da quasi un decennio.”

Stani Kulechov said:

“La finanza è un insieme ampio di infrastrutture… serve tempo per sostituire componenti.”

La controversia originata dalle commissioni

La fase più recente è partita verso la fine dello scorso anno a partire da una questione apparentemente tecnica: le commissioni delle interfacce. La domanda su chi debba trattenere i ricavi generati dalle front-end interfaces ha messo in luce divergenze più profonde sul tema della cattura del valore.

Le discussioni hanno riguardato proposte volte a convogliare tali ricavi verso la treasury del DAO che sovraintende la governance, e la reazione del DAO ha fatto emergere tensioni accumulate negli anni su incentivi e controllo delle entrate.

La proposta “Aave Will Win” e l’escalation

All’inizio dell’anno successivo Aave Labs ha presentato una proposta nota come Aave Will Win, che sosteneva un principio semplice: i ricavi prodotti da prodotti con il marchio Aave dovrebbero ritornare al DAO. L’iniziativa mirava a una maggiore coordinazione fra il protocol e le applicazioni costruite attorno ad esso.

Stani Kulechov said:

“Stiamo diventando token-centrici… ma riconosciamo che il valore nasce sia dal livello protocollo sia dal livello prodotto.”

È importante chiarire che Aave Labs è un contributore chiave allo sviluppo, ma non controlla il DAO, che è governato dai detentori di token. Tuttavia, le proposte e i prodotti promossi da Aave Labs possono influenzare significativamente il flusso di valore e la distribuzione dei ricavi verso la treasury dell’ecosistema.

Piuttosto che sanare le divergenze, la proposta ha esasperato i contrasti. A marzo una delle realtà di governance più attive, la Aave Chain Initiative (ACI), ha annunciato la propria chiusura dopo un confronto con Aave Labs sul piano. Il gruppo rappresentava una porzione significativa dell’attività di governance degli ultimi anni, e la sua uscita è stata un fatto rilevante.

La controversia ha seguito la precedente uscita di BGD Labs, un contributore tecnico dietro Aave v3, che aveva citato dissensi strategici. Insieme, queste separazioni hanno evidenziato una dinamica ricorrente nei sistemi decentralizzati: nonostante le decisioni siano prese on‑chain, lo sviluppo e la coordinazione operativa dipendono spesso da un numero relativamente limitato di attori.

Stani Kulechov said:

“Non credo che cambi molto… è molto normale.”

Un aggiornamento tecnico in parallelo

Parallelamente ai dibattiti di governance, il protocollo sta per lanciare l’aggiornamento principale successivo, noto come v4, frutto di circa due anni di sviluppo, test di sicurezza e revisioni di governance. Pur distinto dalle dispute politiche, v4 rappresenta uno dei cambiamenti tecnici più significativi nella storia di Aave.

La nuova versione introduce una architettura modulare pensata per facilitare nuovi casi d’uso e integrazioni sopra l’infrastruttura core, aumentare la efficienza del capitale e ampliare la gamma di asset utilizzabili all’interno del protocol. Queste modifiche potrebbero anche influire sul modo in cui i ricavi e il valore creato vengono distribuiti all’interno dell’ecosistema.

L’introduzione di v4 arriva in un momento in cui Aave sta ridefinendo sia il proprio modello economico‑governativo sia il sistema sottostante, preparandosi per la fase successiva della crescita.

La prossima fase della DeFi

Il dibattito su Aave si inserisce in un contesto più ampio: il settore della DeFi sta affrontando una nuova ondata di scrutinio. Dopo i picchi di crescita dei cicli precedenti, l’attività si è raffreddata e sono riaffiorate domande sulla sostenibilità a lungo termine del modello, con critiche rivolte a dispute di governance e a rendimenti in diminuzione.

Stani Kulechov said:

“La DeFi è più forte che mai.”

Kulechov sostiene che ciò che cambia non è la forza complessiva del settore, ma piuttosto le fonti di crescita. Piuttosto che casi d’uso puramente nativi della criptovaluta, la prossima ondata potrebbe essere guidata da attività finanziarie legate al mondo reale, come il lending istituzionale e asset tokenizzati.

Stani Kulechov said:

“Ogni banca ha un team di asset digitali.”

Stani Kulechov said:

“Una volta che tokenizzi gli asset, hai bisogno di utility.”

In questa prospettiva la DeFi non sostituisce la finanza tradizionale dall’oggi al domani, ma si integra diventando parte dell’infrastruttura dietro fintech e istituzioni finanziarie. Questo richiederà modelli di coordinamento più maturi e soluzioni che permettano a protocolli e applicazioni di convivere in modo sostenibile.

Le recenti dispute di governance e i cambiamenti nei contributori di Aave descrivono un ecosistema in transizione: gli sforzi per evolvere introducono sfide di coordinamento, ma riflettono anche una fase di adattamento in cui i protocolli cercano allineamenti più stretti con le applicazioni e i flussi di valore che le circondano.

Stani Kulechov said:

“Questo è semplicemente parte del costruire sistemi finanziari migliori.”