Usa negano patriot alla Svizzera: Berna rifiuta di pagare ma i soldi arrivano lo stesso
- 28 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Lo scorso autunno la Svizzera ha sospeso i pagamenti destinati all’acquisto dei sistemi di difesa Patriot statunitensi dopo aver appreso che le consegne sarebbero slittate di diversi anni.
Tuttavia, fonti della radiotelevisione pubblica svizzera hanno rivelato che quella sospensione ha avuto un impatto limitato: gli Stati Uniti avrebbero reindirizzato pagamenti versati dalla Svizzera per il programma dei caccia F-35 per coprire i costi legati ai Patriot.
Il trasferimento è stato confermato da Urs Loher, direttore degli armamenti presso l’Ufficio federale svizzero per gli appalti della Difesa, che ha indicato l’ammontare dei fondi già impegnati ma non ha potuto fornire la cifra precisa per la pressione esercitata dalle autorità americane.
Secondo la ricostruzione, l’importo coinvolto si aggira su circa 126 milioni di dollari, somma che sarebbe stata destinata al programma di acquisizione dei F-35 e invece utilizzata per finanziare il programma Patriot.
Meccanismo di reindirizzamento dei fondi
Il reindirizzamento è reso possibile dal funzionamento del Programma di vendita militare all’estero (FMS) del governo degli Stati Uniti. In base a questo modello, tutte le transazioni legate all’acquisto di armamenti da paesi terzi transitano attraverso conti gestiti dal governo americano.
All’interno di tale schema esiste un fondo comune in cui confluiscono i pagamenti per ordini differenti; se un programma non dispone delle risorse necessarie, l’amministrazione statunitense è autorizzata a attingere ad altri stanziamenti per garantire il completamento delle forniture o dei contratti.
Conseguenze finanziarie per la Svizzera
Il dirottamento dei fondi ha esercitato pressione sul ministero della Difesa svizzero, comportando carenze di bilancio per il programma dei F-35. Per coprire il gap, alla fine del 2025 il ministero ha effettuato trasferimenti anticipati di diverse decine di milioni di franchi agli Stati Uniti.
Questi pagamenti anticipati hanno aggravato la situazione finanziaria del dicastero, che già affrontava difficoltà nel reperire le risorse necessarie per sostenere gli acquisti di armamenti approvati dal Parlamento e programmati nel medio termine.
Implicazioni politiche e istituzionali
La vicenda solleva questioni di trasparenza e controllo parlamentare sulle procedure d’acquisto di equipaggiamenti militari. In Svizzera, gli acquisti di materiale bellico di grande rilievo richiedono spesso approvazione o supervisione legislativa, e il reindirizzamento dei fondi può alimentare dibattiti sul ruolo delle controparti straniere nella gestione delle risorse nazionali.
Sul piano bilaterale, l’episodio può generare tensioni con gli Stati Uniti o spingere le autorità elvetiche a chiedere chiarimenti formali sui meccanismi contrattuali e sui diritti di utilizzo dei fondi versati tramite il FMS.
Contesto operativo e possibili rimedi
Il Programma di vendita militare all’estero (FMS) è gestito dalle istituzioni statunitensi competenti in materia di sicurezza e difesa e prevede che gli acquisti siano amministrati centralmente. Questo garantisce coerenza nelle forniture, ma impone agli acquirenti esteri una dipendenza gestionale che può manifestarsi anche con ripercussioni finanziarie come quelle emerse per la Svizzera.
Per limitare gli effetti negativi, la Svizzera potrebbe perseguire diverse vie: richiedere una ricostituzione dei fondi, negoziare nuove garanzie contrattuali, aumentare la vigilanza parlamentare sulle transazioni FMS o valutare alternative di approvvigionamento e cooperazione europea in materia di difesa.
Prospettive e sviluppi futuri
Gli elementi disponibili indicano che il reindirizzamento dei fondi potrebbe proseguire anche nel corso dell’anno in corso. Le autorità svizzere dovranno quindi decidere se intensificare le azioni diplomatiche e amministrative per recuperare risorse o adattare i piani di spesa e le priorità d’acquisto nel quadro del bilancio della Difesa.
In ogni caso, la vicenda evidenzia la complessità delle relazioni nei trasferimenti di materiale militare e la necessità di un controllo accurato dei flussi finanziari per tutelare gli interessi strategici e fiscali dei paesi acquirenti.