Generazione Vincente: nel 2025 il 27% dei lavoratori somministrati sarà straniero
- 28 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Generazione Vincente ha impiegato in Italia 300 lavoratori di origine straniera nel 2025, corrispondenti al 27% delle persone formate e inserite nello stesso anno. Si tratta principalmente di profili tecnici come saldatori, carpentieri e falegnami, figure per le quali molte imprese italiane segnalano difficoltà di reperimento. Contemporaneamente, la società ha avviato una nuova divisione con sede a Milano dedicata all’individuazione di giovani talenti con competenze più elevate, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra imprese e giovani e limitare la fuga dei cervelli.
L’Agenzia del lavoro
La realtà imprenditoriale attiva nella somministrazione di lavoro è nata a Napoli nel 1998 e oggi conta 35 filiali distribuite in Italia. Nel bilancio di gruppo del 2025 il fatturato è stato pari a 193 milioni di euro, con un organico di circa 200 dipendenti.
Nello stesso anno il gruppo ha favorito l’inserimento occupazionale di circa 13.000 persone, di cui 3.000 provenienti da 82 Paesi esteri. Questi numeri riflettono sia l’espansione delle attività sul territorio nazionale sia il ruolo crescente della società nell’intermediazione internazionale del lavoro.
Lavoratori stranieri
L’attività oltreconfine è cresciuta grazie alla controllata Generazione Senza Frontiere, che nel periodo 2024-2025 ha avviato progetti di reclutamento e formazione in diversi Paesi. Un esempio significativo riguarda lo Sri Lanka, dove circa 60 giovani sono stati formati localmente con un percorso di 100 ore che includeva anche l’apprendimento della lingua, prima di essere trasferiti in Italia con un contratto di lavoro e l’alloggio garantito.
In parallelo sono in corso iniziative in Paesi come Bielorussia, Bolivia, Kosovo, Iran, Ghana, Marocco, Pakistan, Romania e Bangladesh, quest’ultimo indicato come la principale provenienza per numero di lavoratori inseriti. Spesso questi progetti si svolgono in partnership con centri di formazione accreditati, come l’Istituto Don Bosco, per facilitare il riconoscimento delle competenze e l’inserimento nei contesti produttivi italiani.
I giovani formati tramite questi percorsi sono stati collocati per il 44% in imprese del Centro-Sud e per il 56% nel Nord del Paese, un bilanciamento che riflette la domanda territoriale di determinate competenze tecniche.
Questi interventi non si limitano alla sola selezione: comprendono anche attività di orientamento, verifica delle competenze e supporto logistico, elementi fondamentali per un’integrazione lavorativa stabile e per rispondere alle carenze strutturali del mercato del lavoro italiano.
Alfredo Amoroso ha dichiarato:
“In un mercato del lavoro sempre più dinamico e interconnesso, l’inclusione non è soltanto un valore etico: è un fattore competitivo. Valorizzare la diversità culturale, generazionale e professionale nel lavoro in somministrazione permette di offrire risposte più efficaci alle esigenze delle imprese e della società.”
Alfredo Amoroso ha dichiarato:
“Inoltre, le imprese italiane faticano a reperire i profili necessari: il calo demografico è una realtà che si ripercuote direttamente sul mercato del lavoro. Per questo investire in formazione e in percorsi che facilitino l’incontro tra domanda e offerta è oggi indispensabile.”
Divisione talenti
La nuova divisione con base a Milano è stata concepita per rafforzare il collegamento tra imprese e giovani qualificati, con particolare attenzione ai profili a più alto valore aggiunto. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’asimmetria informativa che spesso impedisce ai giovani di conoscere le opportunità offerte dalle aziende, in particolare dalle realtà di medie dimensioni.
Alfredo Amoroso ha dichiarato:
“Esiste una notevole asimmetria: molti giovani non conoscono o non valutano adeguatamente le possibilità di impiego nelle imprese italiane, soprattutto nelle medie imprese. Oggi queste realtà, anche nel Sud del Paese, sono più disponibili a rivolgersi alle agenzie per il lavoro per selezioni di profili qualificati.”
Dal punto di vista operativo, la divisione intende offrire servizi di scouting, assessment delle competenze e programmi di avvicinamento aziendale che facilitino percorsi occupazionali sostenibili. Ciò può contribuire a trattenere talenti sul territorio nazionale, rispondendo al contempo alle esigenze di innovazione e ricambio generazionale delle imprese.
Nel complesso, l’azione combinata di reclutamento internazionale e di valorizzazione dei giovani qualificati punta a mitigare le tensioni del mercato del lavoro italiano: la strategia coinvolge formazione mirata, alleanze con enti formativi e strumenti di supporto alla mobilità, elementi che assumono rilievo anche per le politiche pubbliche volte a sostenere l’occupazione e la competitività delle imprese.